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Parla il marito della donna dispersa

Mia moglie? Posso dire solo che è stata fortunata

di Monica Rossi -

07 giugno 2021, 05:08

Mia moglie? Posso dire solo che è stata fortunata

«Ho visto mia moglie giusto pochi minuti prima che la portassero al Pronto Soccorso e da lì poi in reparto per tenerla sotto osservazione», racconta C.R., il marito della 75enne B.B. che si era persa sul Penna lo scorso 2 giugno poco dopo le 15.

«Non ho più potuto parlare con lei da quando l’hanno ricoverata, ma almeno ora so che sta bene. In tanti mi chiedono cosa sia successo, ma a dire la verità non so come siano andate le cose dopo che a mia moglie era venuta voglia di fare una camminata e, come mi aveva detto lei stessa, “di andare in cima a quel monte per vedere cosa c’è dietro”».

L'uomo non è sicuro di quale cima si trattasse, ma poiché racconta che si sono fermati prima delle Casermette dopo aver superato il Passo del Chiodo, è presumibile che si trattasse dello stesso Penna o del Pennino.

«Da lì - continua il suo racconto - si è incamminata e dopodiché non l’abbiamo più vista. Si è persa come ben sappiamo. Non credo sia nemmeno arrivata al Passo del Chiodo». Quando poi la signora è stata trovata e assistita da un giovane della frazione di Romezzano di Bedonia insieme al padre, era in discrete condizioni ma molto spaventata.

«Di certo non è “sopravvissuta” a scatolette di tonno, come hanno scritto alcuni. Lei questo non l’ha mai detto – fa sapere il marito –. E tantomeno ha mangiato bacche. Da quello che ho capito, ha invece trovato una scatoletta di tonno vuota lungo il cammino e l’ha usata come “bicchiere”: l’acqua fortunatamente non manca in quei luoghi, ma se non hai un contenitore ti devi chinare».

«Per quanto riguarda le bacche - prosegue nelle precisazioni - nulla di tutto questo può essere vero anche perché in questo periodo nei boschi non c’è proprio niente. C’è anche chi ha detto che avrebbe mangiato margherite… mah, se questo fosse vero, allora è andata avanti a camomille! Credo invece sia rimasta senza cibo per tutto questo tempo, ma finché non potrò vederla e parlare con lei, non so davvero che altro dire se non che è stata fortunata e che si è risolto tutto per il meglio».

Comprensibilmente sollevato dall’esito della tre notti all’addiaccio della consorte, il consorte ha aggiunto: «Quando l’hanno soccorsa, ho avuto giusto il tempo di guardarla in faccia e di scambiare pochissime parole. Ora non posso ancora vederla perché non ci fanno entrare in reparto per via delle questioni legate al Covid, ma dopo più di due giorni senza avere sue notizie mi basta saperla qui a Parma al sicuro. Almeno ora so dov’è». Il marito della signora non si capacita ancora della dinamica della disavventura di cui sono stati protagonisti. «Allontanarsi così non è da lei. Se sarà possibile e avrà voglia di parlarne, ci racconterà tutto».