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Allarme

A caccia di bocconi avvelenati

10 giugno 2021, 05:04

A caccia di bocconi avvelenati

Giovanna Pavesi

Hanno forme diverse, sono molto appetibili e, spesso, chi li prepara li nasconde all’interno di fette di cibo commestibile. Attraggono i cani perché non hanno un odore sgradevole e perché sembrano (quasi sempre) delle polpette.

In città, al momento, non esiste una mappa dei luoghi dove è più facile individuarli, ma i bocconi avvelenati rappresentano sempre un pericolo concreto per la salute (e la sopravvivenza) degli animali domestici. Sono stati trovati nei parchi, negli spazi verdi e, a volte, persino nelle aree cani.

Una delle ultime chiuse per bonifica, qualche settimana fa, è stata quella di via Genova, ora riaperta al pubblico. Nicoletta Paci, assessora alla Partecipazione e ai diritti dei cittadini con delega al Benessere animale del comune, chiarisce che non ci sono «luoghi più presi di mira rispetto ad altri».

«La segnalazione del ritrovamento di un boccone (che viene poi fatto analizzare, ndr), che può partire anche dai veterinari se hanno un sospetto, viene inviata alla Polizia municipale, che compie tutte le attività di controllo. Dopo la collocazione dei cartelli di avviso, viene fatta un’ordinanza da parte del sindaco», dice Paci.

Tra la fase di chiusura e quella di riapertura, alcune verifiche confermano la pericolosità effettiva delle esche raccolte. «Non ho mai avuto esperienza, ma sto sempre molto attenta, perché Sofia mangia qualsiasi cosa e non c’è modo, per i cani, di distinguere i bocconi avvelenati», racconta Virginia Drisaldi, mentre accompagna il suo golden retriever a fare una passeggiata in Cittadella, luogo che definisce «tranquillo».

«Tendo a non lasciare mai libero il mio King, anche perché a lui piace molto annusare e cercare», dice Maria Gauto, insieme al suo cane al parco Ducale. «Ogni volta che vedo Nebbia mangiare qualcosa glielo tolgo subito di bocca», aggiunge Caterina Servadio, mentre il suo golden retriever gioca con Tea, accompagnata dalla sua padrona, Marta Lemoine, la quale ritiene che molto dipenda anche dal grado di appetenza del proprio animale domestico.

«La cosa mi preoccupa molto, anche se non ne ho mai trovati - conferma Margherita Rossetto, che ha cercato di insegnare al suo Hook, un meticcio, di non mangiare gli oggetti trovati in terra -. Non ho mai pensato di farlo addestrare, anche perché mi ascolta».

«Una forma di prevenzione potrebbe essere l’uso del guinzaglio - aggiunge l’assessora -. Questa forma di abitudine può aiutare a evitare che il cane mangi bocconi trovati in giro. Si può istruire il proprio cane anche con l’aiuto di educatori cinofili, per fare in modo che non prendano il cibo dalla strada».

«Non avevo il sospetto che qui potessero avere trovato delle esche - dice Graziano, proprietario di Laila, mentre cammina vicino all’area di via Genova, chiusa per la prima volta qualche settimana fa e oggi funzionante - Purtroppo, sarà difficile tornare qui per noi: il sospetto ci sarà sempre».

 

 

Giovanna Pavesi Hanno forme diverse, sono molto appetibili e, spesso, chi li prepara li nasconde all’interno di fette di cibo commestibile. Attraggono i cani perché non hanno un odore sgradevole e perché sembrano (quasi sempre) delle polpette. In...

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