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Vacanze

Le agenzie di viaggi sperano nel green pass: «Ora è il caos»

10 giugno 2021, 05:08

Le agenzie di viaggi sperano nel green pass: «Ora è il caos»

Monica Tiezzi

Un aiuto alla mobilità interna e internazionale, in un momento nel quale le famiglie - superata la fase acuta dell'emergenza Covid - pensano ad organizzare le vacanze. Suona così la decisione del commissario Figliuolo di aprire alle vaccinazioni in regioni diverse dalla propria (quindi anche quelle nelle quali ci si trova in vacanza), un'ipotesi sulla quale il generale finora aveva frenato. Contemporaneamente arriva l'ok dell'Ue, dal primo luglio, al green pass europeo, che dovrebbe uniformare la selva di regole anti-Covid per entrare e uscire dai paesi europei.

«Speriamo di avere finalmente certezze e semplificazione e dare una mossa alla richiesta turistica - commenta Massimiliano Speroni, dell'agenzia di viaggi Orix Tours - Finora stiamo lavorando quasi esclusivamente sull'Italia perché le regole, anche in Ue, sono confuse. Per non dire dell'intercontinentale: tutto bloccato».

«Prendiamo i tamponi: alcuni Paesi richiedono solo il rapido, 20 euro di spesa, altri pretendono il molecolare, circa 100 euro. Sono decisioni che in una famiglia pesano, per cui i clienti rimandano le prenotazioni» aggiunge Stefano Albertini di Simoni Viaggi. E ci sono poi i Paesi (come la Spagna, fino a poco tempo fa) che esigevano il molecolare in ingresso e solo il rapido in uscita.

La giungla di divieti ha creato situazioni paradossali, fa notare ancora Albertini: «Fuori dall'Ue si può andare in Israele e in Norvegia. Ma la Norvegia non vuole turisti. Dal 24 maggio poi occorre compilare un'applicazione con un codice QR per rientrare da un Paese Ue. Ma molti aeroporti non hanno l'apparecchio per leggere il QR code».

Circa il 70% dei vacanzieri per ora ha deciso di restare in Italia (Sardegna, Sicilia, Puglia ed Elba fra le mete più gettonate), poi vengono le isole greche e le Baleari. «Il vaccino in vacanza, anche in Regioni diverse dalla propria? Ben venga, a patto che le regole e le procedure siano semplici. Sono scettico: occorrerebbe un'organizzazione centralizzata che per ora non esiste», dice Albertini.

Una conferma ufficiosa arriva anche dall'Ausl di Parma: per ora non c'è obbligo - per chi, ad esempio, si è vaccinato in un «open day» in altra regione - di comunicare la somministrazione all'Ausl di residenza. Insomma, siamo ancora lontani da un'anagrafe vaccinale nazionale.

A frenare i «globetrotter» parmigiani comunque al momento non è tanto la preoccupazione della vaccinazione. «Chi arriva per prenotare, o ha già concluso l'iter vaccinale, o sa già quando avrà l'appuntamento per prima o seconda dose - dice Milena Salvador di Viaggi del Ducato, agenzia che conta fra i suoi punti forti la proposta di viaggi negli Stati Uniti -. Il problema è la mancanza di reciprocità con i Paesi extra Ue. I turisti americani e giapponesi possono venire da noi, noi non possiamo andare, se non per motivi di lavoro e salute. È una strategia che mira a tenere gli italiani in vacanza in Italia. Spero che il viaggio di Biden in Europa possa sbloccare la situazione».Intanto le agenzie si sono da tempo attrezzate per offrire assicurazioni Covid: viaggio rimborsato nel caso di contagio.

 

 

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