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Soragna

Condannata la banda dei finti venditori di frutta

09 luglio 2021, 05:02

Condannata la banda dei finti venditori di frutta

Soragna Il tizio gli sbatté la cassetta con le pere sul cestino della bici. «Comprale, fai un affare» gli disse, con spiccato accento napoletano. Più che una proposta, alle orecchie del pensionato suonò come un obbligo. Il tono non gli piacque, così come non gli era piaciuta la manovra con la quale era stato obbligato a fermarsi: il Fiorino che lo affiancava, stringendo lui e la sua bici contro il marciapiede. Tuttavia, non fece nemmeno in tempo a pronunciare un «no», che lo sconosciuto gli aveva già infilato la mano nella tasca posteriore dei pantaloni. Andava a colpo sicuro: il soragnese era tenuto d'occhio da minuti dal terzetto a bordo di un Fiorino bianco carico di cassette di frutta non da vendere, ma da usare come pretesto per distrarre la vittima. In questo caso, era stato preso di mira un 88enne.

Il pensionato reagì, afferrando il polso di chi gli aveva preso il portafogli con i 320 euro appena ritirati al bancomat della Cariparma di piazza Garibaldi. Fu svelto, ma non avere appoggi sicuri, in equilibrio malfermo sulla bicicletta, non lo agevolava di certo: l'altro, ben più giovane di lui, con un violento strattone riuscì a liberarsi il polso, tenendo sempre stretto tra le mani il malloppo.

Il Fiorino, che nel frattempo aveva compiuto un'inversione a «u», sgommò via con i tre a bordo. Al pensionato non restò che dare l'allarme al 112. La caccia al terzetto scattò nel giro di pochi istanti. Erano le 8 e tre quarti del 26 ottobre scorso. Poco dopo le 9, il Fiorino venne avvistato da una pattuglia dei carabinieri davanti a un bar sulla via Emilia, ad Alseno. Con il motore acceso, i due rimasti sul furgone anche durante il colpo a Soragna aspettavano il ritorno del complice appena entrato nell'esercizio. Lui, uscendo dal bar, si accorse della pattuglia. Con nonchalance, lasciò cadere a terra qualcosa, ma la manovra non sfuggì ai carabinieri. L'uomo aveva cercato di disfarsi di una carta di credito prepagata rubata pochi giorni prima a un pensionato sul lago di Iseo. In una tasca del giubbotto, poi, i militari gli trovarono 280 euro, in banconote il cui taglio era compatibile con quelle appena ritirate dal soragnese.

Sul retro del Fiorino, i carabinieri scoprirono infine alcune cassette di pere: dell'identica marca di quelle lasciate sul cestino della bici dell'ultima vittima. I tre, tutti napoletani, due di 37 anni e uno di 42, finirono in manette, arrestati (quasi) in flagranza di reato. Giudicati con rito abbreviato dal Gup, i due rimasti a bordo sono stati condannati a due anni e 8 mesi, oltre al pagamento di mille euro di multa ciascuno. Il terzo, al quale è stata contestata la continuazione del reato, a quattro anni e 2 mesi, oltre che al pagamento di una multa di 1.800 euro, delle spese processuali e della custodia cautelare in carcere.

Roberto Longoni

 

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