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Intervista

Leonardo Manera a Busseto: «Sono virologo e pure chef»

15 luglio 2021, 05:02

Leonardo Manera a Busseto: «Sono virologo e pure chef»

Mara Pedrabissi

Ha una comicità raffinata, raccontata in un italiano preciso, con un imprescindibile retrogusto amaro. Se fossimo in letteratura, saremmo dalle parti di Italo Svevo e di “quell'ultima sigaretta”. Invece siamo dalle parti di Leonardo Manera, nato Bonetti 54 anni fa, tanto cabaret, l'occhio allenato a fotografare le sfumature minute dei tempi e dei giorni, dalla “palestra” quotidiana di Radio 24 («Uno, nessuno, 100Milan»). Domani sera, alle 21.30, sarà ospite di «Musica in castello», nel cortile delle Scuderie di Villa Pallavicino a Busseto, con lo spettacolo «Sul palco sembri diverso».

È contento di tornare dal vivo? È stata una sua battaglia nei mesi scorsi...

«Gli spettacoli, specie comici, hanno necessità del pubblico presente. Il pubblico dà il ritmo, è energia vitale. E per il pubblico assistere a uno spettacolo insieme, accresce il senso di comunità».

Tuttavia questa terribile pandemia le ha dato l'occasione per nuovi personaggi, come il virologo, il professor Piero Picchio.

«Ora questi personaggi, che faccio in radio, li sto provando dal vivo. Rispetto alla radio, il palcoscenico ha un linguaggio diverso ma vedo che anche come nel confronto reale... Il mio virologo è un po' vanitoso, lo sono diventati i virologi veri, catapultati in televisione, un mezzo che non conoscevano e ne hanno sofferto o forse tratto giovamento, non saprei quale delle due dire».

Altro personaggio molto da ridere è lo Chef “santone”: solo un Paperone si può permettere una cena nel suo ristorante.

«Dal mio Chef non si mangia, si fanno “esperienze gastro-olistiche”... Vedo che oramai è una pratica diffusa, anche certi ristoranti con un menù normale, mettono nomi stravaganti a due pezzetti di pollo e un'insalatina... ».

Dica la verità, ogni tanto ce l'ha anche con noi giornalisti.

«Ma no, è che secondo me è stato fatto un po' di terrorismo dai media. Mio fratello è medico, di quelli che hanno provato a curaro il Covid da casa; sono tanti mesi che non manda più persone in ospedale. Invece sui giornali, in televisione questo messaggio non passa, con ripercussioni sui pazienti. Persone che preferiscono morire a casa di aneurisma per la paura di prendere il Covid in ospedale».

Domani sera, a Busseto, che farà?

«Sarà un'intervista -spettacolo. Racconterò episodi che mi sono capitati in ormai 37 anni di lavoro e proverò un po' di personaggi nuovi, che faccio alla radio, il Virologo, lo Chef emozionale, il Sovranista fondatore del Partito Super Sovranista Italiano, Pssi, pronunciato Pissi, con la sua sigletta “Pissi anche tu”... Sarà un misto di aneddoti, monologhi e personaggi».

Sarà divertente. Ma a quelli del Bar Jimmy, sotto casa sua a Milano, ha detto che viene a Busseto?

«No, non ancora (ride, ndr)... Sono un paio di giorni che non vado al Bar Jimmy».

«Musica in castello» è organizzata dalla Piccola Orchestra Italiana, direzione artistica di Enrico Grignaffini con la collaborazione di Marco Gerboni. Ingresso libero, prenotazione al link musicaincastello.prenotime.it.

 

 

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Ha una comicità raffinata, raccontata in un italiano preciso, con un imprescindibile retrogusto amaro. Se fossimo in letteratura, saremmo dalle parti di Italo Svevo e di “quell'ultima sigaretta”. Invece siamo dalle parti di Leonardo Manera, nato...

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