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Intervista a Kyle Krause

«Parma, progetto a lungo termine. Ma subito la A»

19 luglio 2021, 05:04

«Parma, progetto a lungo termine. Ma subito la A»

Sandro Piovani

 

Castelrotto Il presidente del Parma, prima di lasciare il ritiro crociato per tornare negli Usa ci ha concesso questa intervista, dove si parla del passato, del presente ma soprattutto del futuro.

Con che spirito ha costruito la squadra che affronterà la serie B nella stagione 2021-'22?

«Il mio ruolo non è tanto quello di costruire la squadra, ma piuttosto è quello di aiutare quelli che devono costruire questo Parma.
Il mio ruolo piuttosto è quello di trasferire tutto il mio entusiasmo a coloro i quali hanno ricevuto l’incarico di costruire la squadra.
E insieme all’entusiasmo, trasferire loro anche lo spirito. Mi riferi- sco a Jaap (Kalma ndr) e Javier (Ribalta ndr) ed i loro collaboratori».

 

E allora quali sono le linee guida che ha dato ai suoi dirigenti?

«Molto semplice, vincere ogni partita... (sorride ndr). Seriamente, sapete bene che vogliamo costruire un progetto a lungo termine ma sapete anche che ora dobbiamo fare questa stagione in serie B e nei nostri progetti c’è naturalmente la volontà di risalire in serie A».

In ogni caso quest'anno il progetto Parma parte da una sua idea ben chiara: per prima cosa ha scelto i dirigenti e collaboratori più stretti, poi tutto il resto.

«Sapete che quando ho comprato il Parma siamo subentrati a Nuovo Inizio. Che aveva scelto il direttore sportivo e l’allenatore. Quindi abbiamo poi operato delle scelte per capire chi potevamo scegliere come dirigenti e come allenatore. Ovviamente nella mia filosofia c’è il guardare avanti, al futuro senza girarsi troppo indietro. Su quello che poteva essere o quello che potevamo fare».

E come si è arrivati alla scelta di Maresca?

«Con Ribalta abbiamo parlato della scelta del nuovo allenatore e abbiamo cercato di capire quale figura potrebbe essere la migliore per il nostro Parma. Al di la dell’effetto sorpresa, ero comunque soddisfatto dei nomi che mi erano stati sottoposti. La nostra rosa di nomi non era grande e ci interessava trovare un allenatore che potesse sposare la nostra filosofia. Un allenatore dalla mentalità aperta, per questo abbiamo scelto Enzo (Maresca ndr), per la sua grande voglia di imparare che poi è anche la nostra. In questa esperienza abbiamo tutti lo stesso progetto. E sinceramente convinto ho detto sì a questa scelta».

Gli addetti ai lavori ed anche molti dirigenti della serie cadetta, definiscono questa serie come un'A2: significa che non sarà facile vincerla...

«Da appassionato di calcio sono molto contento di vedere la grande qualità che c’è in B. Amando il calcio vorrei che tutte le serie fossero di alto livello, vorrei che tutti i campionati fossero validi. E so bene che nello sport avere avversari difficili da affrontare può rendere le cose più complicate. Ma come sta ripetendo Maresca sin dalla conferenza stampa di presentazione, in realtà ogni campionato è difficile, è duro. Noi ci approcciamo così alla prossima stagione».

All'interno di un progetto che prevede la valorizzazione di molti giovani, è arrivato anche Gigi Buffon. E si dice che l'idea sia stata sua. Una scintilla scattata a Torino (durante Juventus-Parma) oppure un'idea figlia di una rflessione?

«Ovviamente ci vogliono due persone per chiudere un accordo. Conta poco che io abbia avuto l’idea, l’importante era che l’avesse anche Gigi. Quando nel settembre scorso ho preso il Parma Calcio, nella mia testa c’era comunque l’idea di pensare cosa sarebbe accaduto se io avessi portato in maglia crociata uno come Buffon. La prima volta che ne abbiamo parlato è accaduto appunto a Torino, nello spogliatoio della Juventus. Lì abbiamo avuto il primo contatto, ne abbiamo parlato. C’è stata l’opportunità di piantare il seme di questa trattativa. In quel momento Gigi ha sorriso, ha detto un “non so, vedremo”. Poi ovviamente lui ha ragionato sul progetto del Parma e su come potesse contribuire alla realizzazione di questo progetto. Poi alla fine abbiamo condiviso l’entusiasmo nella realizzazione di questo progetto».

E cosa si aspetta da Buffon? Cosa può dare al Parma? Da quando è arrivato le luci dei riflettori dei media si sono accese sul club e non poco...

«Il Parma si meriterebbe a prescindere di stare sulle pagine di tutti i giornali, per la sua storia: è la quarta squadra in Italia per numero di trofei, la sedicesima in Europa. E questo basterebbe. E adesso abbiamo un motivo in più, abbiamo un campione come Buffon. Che vuole portare qui tutta la sua esperienza, tutto il suo carisma e tutto il suo entusiasmo con un ruolo di leadership in questa squadra. Ovviamente dobbiamo trarne vantaggio da questa leadership, il Parma e noi che vedremo giocare la squadra. Ovviamente possono trarne vantaggio soprattutto i giocatori, i portieri che lo vedranno lavorare insieme a loro. Un giocatore di classe mondiale può aiutare a capire come si vive e ci si allena a certi livelli».

Il mercato del Parma è partito forte: da adesso in avanti cosa dobbiamo aspettarci?

«Avete già vista la forza e la dedizione con le quali Javier (Ribalta ndr) sta lavorando per costruire la squadra. Saremo molto propositivi nei confronti del mercato e probabilmente ci saranno ancora alcuni tweet, due o tre, dei miei. Ma non in questi giorni».

Che tipo di programmazione vi siete dati? Quali sono gli obbiettivi del club?

«Per prima cosa è passare dalla B alla A, perché il Parma merita la massima categoria. Dobbiamo procedere passo dopo passo, piano piano. Ma piano piano vogliamo che il Parma torni a giocare in Europa».

Non solo calcio giocato: un altro progetto che le sta molto a cuore è la ristrutturazione dello stadio Tardini: a che punto siamo?

«Ogni progetto che riguarda la costruzione o la ristrutturazione di un impianto come il Tardini può essere complicato. E può essere ancora più complicato quando la proprietà è pubblica e privata insieme. Però sono molto contento di come la città sta rispondendo a questo nostro progetto, ci sta aiutando a trovare soluzioni per il nuovo Tardini. Sarà molto importante per noi e per la città avere il nuovo Tardini, non solo per la vicinanza e per il quartiere ma anche per tutte le persone che vogliono vivere il Tardini sette giorni su sette. E ovviamente non bisogna dimenticare che la città e la squadra portano lo stesso nome: tutti insieme dobbiamo guardare al futuro grazie anche a questo progetto per poter esportare al meglio la città verso il mondo».

Parliamo anche del suo ritiro qua a Castelrotto: ci è sembrato che lei lo abbia vissuto da tifoso tra i tifosi.

«Sono molto felice ed anche un po’ sorpreso di come i tifosi del Parma continuino a dimostrarmi il loro affetto. E sia quando sono a Parma che qui in ritiro continuo a ricevere manifestazioni d’affetto da parte dei nostri tifosi».

Da appassionato, sotto la pioggia e la grandine, lei è sempre stato vicino al Parma. Ai vecchi e ai nuovi crociati.

«Quelli che noi chiamiamo “vecchi giocatori”, quelli della passata stagione, sono quelli che mi conoscono meglio. Mentre i giovani e i nuovi magari non mi conoscono così bene. Ho fatto un discorso alla squadra e per prima cosa ho detto “grazie a tutti voi per aver accettato il Parma e per aver sposato questo progetto per la serie B”. Abbiamo giocatori che hanno molto talento e sta a loro dimostrarlo, tirarlo fuori sul campo. Io posso fare è appoggiarli in ogni modo».

Il primo immediato obbiettivo dunque è il ritorno in serie A. Ma se la promozione non arrivasse, cambierebbe qualcosa?

«Come ho sempre detto questo è un progetto di tipo generazionale, se dovessimo restare un altro anno in serie B lavoreremo ancora più duramente, in maniera ancora più intelligente per creare una base ancora più forte per questo club. E quindi un altro anno in serie B non cambierebbe assolutamente il mio entusiasmo e la mia passione per il Parma. Ovviamente nella vita può accadere di non riuscire a centrare subito un obbiettivo. L’importante è imparare da quello che ci succede».

 

 

Sandro Piovani Castelrotto Il presidente del Parma, prima di lasciare il ritiro crociato per tornare negli Usa ci ha concesso questa intervista, dove si parla del passato, del presente ma soprattutto del futuro. Con che spirito ha costruito la...

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