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POLESINE ZIBELLO

Dal peculato al falso: chiesto il rinvio a giudizio per l'ex sindaco Censi e altri 11

22 luglio 2021, 05:06

Dal peculato al falso: chiesto il rinvio a giudizio per l'ex sindaco Censi e altri 11

Georgia Azzali

Un re delle preferenze. Godeva di una popolarità enorme, Andrea Censi. Finché, quella mattina del 23 ottobre 2018, arrivarono i carabinieri in Municipio, e l'allora sindaco di Polesine Zibello cominciò a contare i giorni dai domiciliari. Vi rimase per quasi quattro mesi. Ma nell'indagine furono coinvolte altre 11 persone, tra dirigenti, funzionari, dipendenti comunali, amministratori e imprenditori. E ora il pm Emanuela Podda ha deciso di andare avanti, non alleggerendo alcuna delle posizioni finite nelle maglie dell'inchiesta. Stesse accuse per Censi, su cui pesano 25 capi d'imputazione per peculato, corruzione, truffa aggravata per l'erogazione dei fondi pubblici, falso e abuso d'ufficio. Ma intatte sono rimaste le imputazioni, a vario titolo, anche per gli altri, tra cui l'ex segretario generale Giovanni De Feo, l'ex vice segretario Giancarlo Alviani Sorenti Merendi, l'ex numero uno della polizia municipale Gianluca Rossetti e l'imprenditore Gianpietro Usberti. A rischio processo anche Elisabetta Civetta, tuttora responsabile della Ragioneria, l'ex vicesindaco Giuseppe Galli (tutti e due imputati per falso e abuso d'ufficio), Umberto Censi, Angelo Guatelli, Paolo Manfredi, Luca Boccacci e Simone Michelotti.

Chi avrebbe chiuso un occhio. E chi avrebbe effettivamente aiutato l'ex sindaco, secondo la procura, nella gestione opaca dell'amministrazione. Censi, così come si legge nelle imputazioni, non si sarebbe fatto problemi nell'andare a prendersi la cocaina con la Fiat Punto del Comune, oltre che a utilizzare il taxi sociale per esigenze personali. Disponibile quando si trattava di fare favori agli amici, con cui poi si sarebbe spartito i soldi. E se era necessario, grazie all'aiuto di dirigenti e funzionari, pronto a falsificare le delibere comunali: sono decine quelle contestate dall'accusa.

Ma anche l'ex segretario comunale De Feo avrebbe gonfiato i rimborsi spese per i propri viaggi. Tra le accuse per l'ex vice segretario Alviani Sorenti Merendi, oltre a quelle di peculato e falsità ideologica, anche il fatto di essere stato assunto, grazie alla complicità del sindaco, di De Feo, di Galli e di Civetta, creando un concorso fatto su misura.

I debiti personali, poi, Censi li avrebbe in parte pagati con denaro del Comune. Nel 2015, in particolare, quando era sindaco di Zibello, secondo l'accusa, avrebbe ricevuto un prestito di circa 3.000 euro dall'imprenditore Michelotti. E per restituire il favore gli avrebbe dato l'incarico per l'installazione delle luminarie di Natale senza alcun atto formale amministrativo.

Manovra «allegra» anche quella per l'installazione dell'impianto elettrico per il November Porc, secondo la procura. Totale della fattura: 4.636 euro.

Ma anche altre sarebbero state le operazioni in odore di truffa con il coinvolgimento di altri amici. Che ora rischiano di finire sotto processo con l'ex sindaco.

 

 

Georgia Azzali Un re delle preferenze. Godeva di una popolarità enorme, Andrea Censi. Finché, quella mattina del 23 ottobre 2018, arrivarono i carabinieri in Municipio, e l'allora sindaco di Polesine Zibello cominciò a contare i giorni dai...

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