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Coronavirus

Il mondo della scuola: «Sì all'obbligo vaccinale per il personale»

22 luglio 2021, 05:07

Il mondo della scuola: «Sì all'obbligo vaccinale per il personale»

Giuseppe Milano

«La riflessione è in atto». Parola della sottosegretaria all'Economia Maria Grazia Guerra. Il tema è quello del “green pass” nel mondo della scuola. Anche se non è strettamente il suo campo, la senatrice lo annuncia a nome di tutto il Governo e nei prossimi giorni possibile una prima decisione. Attivare la «carte verde» vaccinale nel mondo della scuola significa, di fatto, inserire il tema dell'obbligo vaccinale, in primis per il personale scolatico.

«Docenti come medici»

Docenti e personale Ata quindi alla stregua di medici e infermieri? «I “cosiddetti “no” o “ni vax” non funzionano nella scuola», risponde senza fronzoli Aluisi Tosolini, dirigente del Liceo Bertolucci e coordinatore di Asapa, l'associazione delle scuole autonome della provincia di Parma. «Sono pienamente d'accordo con l'obbligo vaccinale e se non lo fai stai a casa senza stipendio in aspettativa, anche perché nella scuola non ci sono spazi alternativi dove collocare il personale», aggiunge Tosolini che spiega come l'obbligo, in questo settore, rappresenti «non solo una garanzia per la salute propria e degli altri, ma anche un dovere civico».

«Servizio essenziale»

Le parole del dirigente del Bertolucci sono inequivocabili ma trovano comunione di intenti anche in altri dirigenti della scuola di Parma. «Fra le categorie che offrono servizi essenziali io inserisco sicuramente anche il personale della scuola, docente e non» aggiunge Federico Ferrari, dirigente dell'Ipsia di piazzale Sicilia, «per questo si dovrebbe prevedere l'obbligatorietà del vaccino. Le motivazioni personali, che non siano suffragate da questioni mediche, possono essere esercitate a casa propria ma, in un luogo pubblico come la scuola, vige il motto che la propria libertà finisce dove inizia quella degli altri».

«Tantissimi già vaccinati»

«Per fortuna gran parte del personale scolastico è vaccinato», esordisce invece Pier Paolo Eramo, appena nominato dirigente del Liceo Romagnosi, ma, aggiunge, «sarebbe assurdo fermarsi qui». Avanti tutta quindi con il “green pass” scolastico perché «più riusciamo a garantire anche noi del mondo della scuola la copertura vaccinale più allontaniamo il pericolo della didattica a distanza». Meno rigorosa dei colleghi invece Agnese Tirabassi, dirigente dell'Istituto Comprensivo Ferrari, perché «sono tranquilla della situazione vaccinale nel mio personale. Non ho dati certi, per ragioni di privacy non sappiamo chi ha aderito o meno alla campagna, ma so che una buona percentuale ha già detto sì». Quindi sul possibile obbligo? «Io amo la libertà ma so bene che non sta a me decidere», risponde Agnese Tirabassi, «ci adegueremo».

 

«Grande responsabilità»

Le considerazione della dirigente dell'Istituto Ferrari prendono spunto dai dati della nostra provincia dove circa il 78% del personale scolastico ha già aderito alla campagna con almeno una dose. Un dato che fa essere ottimisti anche gli organismi istituzionali che amministrano il mondo dell'istruzione.

«Scuola realtà sensibile»

«La scuola è una realtà sensibile ed una estensione della campagna vaccinale sarebbe molto utile ma, allo stesso modo, è necessario che la macchina non si fermi», spiega Aldo Spina, delegato per la provincia di Parma alla scuola. Come dire, se dovesse passare l'obbligatorietà, attenti al rischio «di non avere un numero adeguato di docenti. Si deve decidere al momento giusto perché il sistema non deve essere fermato». Da Spina poi «un appello alle coscienza di tutti a farsi vaccinare. Ma sono fiducioso perchè sta maturando sempre di più una sensibilità tutta nuova sul tema».

L'assessora alla scuola del comune di Parma Ines Seletti si dice invece «assolutamente favorevole all'idea dell'obbligatorietà per tutelare la salute dei bambini che a nidi a materne non portano oltretutto la mascherina».

«Dal nostro osservatorio abbiamo comunque potuto valutare una grandissima partecipazione da parte del personale - aggiunge la Seletti - C'è stato un fortissimo senso di responsabilità. Lo dimostra come, durante le somministrazioni della prima dose, alcune sezioni sono andate in grave carenza di personale proprio per le chiamate vaccinali».

Obbligo per gli studenti?

Tutti d'accordo insomma per il personale. Per la fascia di età 12-19, la platea si divide. «Obblighiamo i ragazzi ad essere coperti per rosolia e morbillo perché non dovremmo farlo anche per il Covid?» è la considerazione di Federico Ferrari, dirigente Ipsia. «Più che all'obbligatorietà puntiamo a corsie preferenziali per i ragazzi delle superiori, quelli più a rischio» ribatte Pier Paolo Eramo, con Aluisi Tosolini che chiosa «insegniamo ai ragazzi ad avere cura degli altri. La vaccinazione significa anche questo. Lo devono sentire come un dovere civico».

 

 

 

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