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BERCETO

Il geologo Tozzi: «Ripristinare le miniere di Corchia? Grave impatto su paesaggio e viabilità»

26 luglio 2021, 05:03

Il geologo Tozzi: «Ripristinare le miniere di Corchia? Grave impatto su paesaggio e viabilità»

Berceto «Personalmente non credo nell’economia di carta, non credo nelle finanziarie e non li vedo come i salvatori della Patria: so però che quando c’erano le miniere aperte, forse proprio per quello, la gente da Berceto è emigrata negli Stati Uniti. Campi minerari qui non ce ne saranno e questo lo posso garantire perchè a dire “no” non ci sono solo io e tanti cittadini preoccupati, ci sono con noi il Comune di Berceto, il Comune di Borgotaro, la Provincia e la Regione Emilia Romagna».

E’ con il consueto spirito battagliero che Luigi Lucchi entra «a gamba tesa» nella vicenda della ripresa dello sfruttamento delle miniere di Corchia, negli obiettivi della multinazionale australiana Alta Zinc. «Queste multinazionali sono molto più forti del Comune di Berceto ma è importante parlarne, informare le persone ed essere preparati per dire la nostra, tutti uniti e compatti, contro un avversario che, oggettivamente, fa paura».

Una vera e propria «chiamata alle armi» per difendere il territorio - e, soprattutto, il lavoro fatto negli anni per incentivare il turismo e ottenere importanti riconoscimenti ambientali a livello europeo - fatta durante l’incontro organizzato dai componenti di «Difesa Cogena Manubiola» che ha potuto contare sul contributo di esperienza di Mario Tozzi, geologo e divulgatore scientifico, collegato via web alla sala consiglio bercetese.

«Per molti una miniera è un piccolo buco in cui si entra per fare una visita guidata, ma la ricerca oggi è ben diversa da quella di un tempo», ha premesso Guido Sardella del Wwf, moderatore d’eccezione dell’incontro. E il quadro ipotizzato da Tozzi non è stato certo dei più rosei, soprattutto per l’impatto sul paesaggio e sulla viabilità, che sarebbe senza dubbio messa sotto pressione dai trasporti continui di materiali.

«I residui dove vanno? Devono essere portati via. Ma anche i materiali estratti devono essere trasferiti» ha ricordato Tozzi. «Lo abbiamo già visto con lo sfruttamento delle cave: i soldi che arriverebbero sul territorio non sono arricchimenti ma impoverimenti», ha sottolineato Lucchi durante il dibattito.

La preoccupazione di molti ha riguardato inoltre la salubrità dei torrenti Manubiola e Cogena che costeggiano l’area individuata. «E’ vero che l’autorizzazione la dà il Ministero, ma se gli amministratori locali sono tutti contrari è difficile andare avanti», ha ribattuto Tozzi, rassicurando in parte la platea. Ma se da un lato la preoccupazione per il futuro resta alta, dall’altro a Berceto sembrano già pronti per «vendere cara la pelle», anche a suon di ordinanze creative.

Chiara de Carli

 

Berceto «Personalmente non credo nell’economia di carta, non credo nelle finanziarie e non li vedo come i salvatori della Patria: so però che quando c’erano le miniere aperte, forse proprio per quello, la gente da Berceto è emigrata negli Stati...

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