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Il 49enne

Michele Bianchi: «La mia sfida? Riparto dall'edicola di via Paradigna»

di Antonio Bertoncini -

28 luglio 2021, 05:08

Michele Bianchi: «La mia sfida? Riparto dall'edicola di via Paradigna»

La sveglia suona tutte le mattine alle 4.40 poi via di corsa dalla sua casa di Busseto verso Parma, in via Paradigna, per aprire l’edicola alle cinque e mezzo, quando arrivano i primi clienti. Dal primo luglio è questa la vita di Michele Bianchi, 49 anni, sposato, due figli, Nicolò e Carlo Emilio, che ha deciso di investire su sé stesso, di mettersi in proprio dopo aver trascorso 25 anni alla Nestlè, rimasto senza lavoro per la chiusura della Froneri, poi impegnato in lavori a termine, fra i quali quello di autista per la Coop Dolce, che gestisce il centro diurno per anziani.

Al giorno d’oggi ci vuole coraggio per rilevare un’edicola, quel coraggio non manca a Michele Bianchi, che alle soglie dei cinquant’anni si è tuffato in questa impresa con l’entusiasmo di un ragazzino. Ma lo ha fatto tenendo ben presente le prospettive della piccola impresa che è andato a rilevare, dotata di una struttura accogliente e ben organizzata, ai margini di un quartiere popoloso lungo la via per l’autostrada e con un «portafoglio clienti» ben consolidato: «Questa edicola - racconta Bianchi - è nata nel 1997 per iniziativa del mio predecessore, Stefano Ramenzoni, che l’ha inaugurata e gestita per un quarto di secolo. Siamo amici da una vita. In gennaio mi ha confidato che ormai si sentiva stanco dei sacrifici imposti dalla gestione dell’edicola e che stava meditando di chiudere l’attività. «Quasi quasi la rilevo io», gli ho detto quasi per scherzo. Ma anch’io dopo tanti anni da dipendente avevo voglia di mettermi in proprio, così lo scherzo è diventato realtà. Lui non ha speculato sulla licenza, gli piaceva l’idea di non far mancare un punto di riferimento al quartiere, mia moglie mi ha incoraggiato, così eccomi qui. Orari quasi improponibili, quest’anno niente ferie, neppure per Ferragosto, ma è una scommessa che voglio vincere. E devo dire - conclude - che questo primo mese di attività è andato addirittura meglio delle aspettative. Basta dire che domenica scorsa, alle 11,40, avevo addirittura esaurito la Gazzetta».

Michele Bianchi è però ben consapevole che, in tempi non esaltanti per il mondo della carta stampata, la sfida per il buon successo dell’impresa si gioca molto sulla molteplicità delle opportunità offerte alla clientela, per mantenerla viva come punto di riferimento per il quartiere che si sviluppa fra il Centro Torri e l’Autosole: «In un quartiere periferico e popolare come questo - ragiona Bianchi - non ci si può limitare a vendere giornali. Per questo sto puntando anche sul commercio di giocattoli, vista la presenza di tanti bambini, distribuisco i biglietti del bus, e soprattutto ho firmato il contratto per attivare un punto di Sisal Servizi, che consente di pagare il bollo auto e le bollette, di ricaricare il telefono e di utilizzare il Posta pay come sistema di pagamento. Entrerà in funzione dal primo settembre». Intanto il rodaggio - «certificato» dalla scritta «nuova gestione» in bella vista dalla strada - prosegue con risultati incoraggianti, e tanti sono i clienti che augurano un «in bocca al lupo» al loro nuovo giornalaio: «L’apprezzamento dei clienti mi dà la carica per affrontare sacrifici non piccoli - conclude Bianchi - perché esco da casa prima dell’alba e rientro dopo il tramonto. Anzi, per la verità, qui stacco alle 18,30 di sera, ma di solito non vado a casa, bensì a Carignano, perché sono direttore sportivo del Carignano Calcio, che milita in promozione. Anche questa è una bella responsabilità, ma non si vive di solo lavoro».