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Più 16% in sei mesi

Aumenta la raccolta di sangue. Ma anche la richiesta

01 agosto 2021, 05:02

Aumenta la raccolta di sangue. Ma anche la richiesta

Tornano a salire, rispetto ai primi sei mesi del 2020, le donazioni di sangue. Ma aumenta anche - con la ripresa dell'attività chirurgica programmata, congelata nei lunghi mesi dei ripetuti lockdown - la richiesta.

La donazione in aferesi - l'estrazione dal sangue solo di alcuni componenti come plasma o piastrine - ha registrato a Parma un aumento del 16,14% nel confronto fra i primi sei mesi del 2020 e i primi sei di quest'anno: 2.238 contro 1.927 procedure. Le donazioni di sangue intero erano state 9.997 nel primo semestre 2020 e 11.571 nei primi sei mesi dell'anno, un aumento del 15,74%.

In totale, l'aumento di donazioni ha sfiorato il 16%: 13.809 contro 11.924. Il miglior balzo avanti regionale dopo Bologna, mentre l'aumento medio regionale è fermo all'8,8%.

«Siamo soddisfatti e dobbiamo ringraziare ancora una volta i nostri 19 mila donatori provinciali che non hanno cessato il loro impegno neanche in una fase così complicata dal Covid. Anzi l'anno scorso abbiamo avuto 1.500 nuovi ingressi e registriamo un aumento di giovani donne donatrici e della plasmaferesi - dice il presidente provinciale dell'Avis, Roberto Pasini - Non siamo quindi in emergenza, ma in un momento, quello estivo, nel quale c'è una tradizionale carenza di sangue». Come ha ricordato nei giorni scorsi anche l'assessore alla salute Raffaele Donini, «la richiesta aumenta per la presenza di turisti, soprattutto in Riviera, e al tempo stesso c’è una contrazione nelle donazioni per la partenza di molti volontari per le vacanze». Altro fattore è anche l'aumento dei traumi, principalmente incidenti stradali, per la consistente ripresa degli spostamenti per vacanza o lavoro.

Ma il motivo principale della «sete» di sangue è il ritorno a pieno ritmo dell'attività chirurgica, spiega Maurizio Soli, direttore di Immunoematologia e Medicina trasfusionale dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma. «Con la ripartenza delle medicine e delle chirurgie, stiamo cercando di recuperare gli interventi saltati per la pandemia. La raccolta di sangue è costante, ma aumenta il consumo: più 25-27% nei primi sei mesi dell'anno rispetto allo stesso periodo 2019, prima della pandemia. A fronte di 11.571 donazioni nei primi sei mesi di quest'anno, la richiesta è stata di 11.460 unità». A livello regionale, delle 7.931 unità raccolte nelle prime due settimane di luglio, ne sono state trasfuse 7.834.

Prima dell'appello congiunto che Avis e Fidas hanno fatto proprio dalle pagine della Gazzetta dieci giorni fa, criticità - spiega Ines Seletti, assessore comunale alla scuola e presidente di Fidas Parma - si erano verificate, ad esempio, per i talassemici. «La sensibilizzazione degli ultimi giorni ha dato i suoi frutti. Dobbiamo continuare a donare per sostenere agosto, il mese più critico dell'anno. Invito i volontari a prenotare una donazione prima di partire per le vacanze», dice Seletti.

Per Fidas Parma si può prenotare allo 0521-703034, al 328-5714327 o via mail info@fidasparma.it. Per Avis i donatori possono richiedere l’appuntamento con l'app AvisLab o rivolgendosi al Centro prelievi di via Mori, a San Pancrazio.

Per chi volesse diventare donatore, si può chiamare per informazioni l'800-033033 i giorni feriali dalle 8.30 alle 18 e sabato dalle 8.30 alle 13, o inviare una e-mail a donaresangue@donaresangue.it, o emiliaromagna@avis.it, o presidenza@fidas-emiliaromagna.it.

In ballo non c'è solo l'autosufficienza provinciale. L’aumento di richiesta trasfusionale, fa notare Pasini, ha ridotto a giugno e luglio la disponibilità da parte del sistema sangue dell’Emilia-Romagna ad aiutare regioni in difficoltà nella raccolta, come Sicilia, Calabria e Toscana, con le quali il servizio trasfusionale regionale ha stipulato convenzioni.

Monica Tiezzi

 

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