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Fidenza

Da Atlanta 1996 a Tokyo 2021. Corrado Fantini: «Io, mia figlia Sara e le nostre Olimpiadi»

06 agosto 2021, 05:03

Da Atlanta 1996 a Tokyo 2021. Corrado Fantini: «Io, mia figlia Sara e le nostre Olimpiadi»

Atlanta 1996-Tokyo 2021: dopo venticinque anni dalla finale olimpica nel getto del peso disputata ad Atlanta, il fidentino Corrado Fantini ha rivissuto le stesse forti emozioni, quando la figlia Sara, 23 anni, è arrivata in finale nel lancio del martello, poche sere fa, alle Olimpiadi di Tokyo.

Sara si è piazzata dodicesima, Corrado era arrivato undicesimo. La ventitreenne fidentina ha iniziato con l’atletica verso i quindici anni: è figlia di due ex lanciatori: la madre Paola Iemmi è stata una giavellottista di buon livello.

L’allenatrice di Sara, è Marinella Vaccari, con la quale fa gli esercizi di tecnica tre volte a settimana a Bologna. Le prepara il programma che svolge a Fidenza con la supervisione di mamma Paola, tecnico specialista anche lei.

Corrado Fantini, dunque: riaffiora il ricordo olimpico che riflette ancora un’esperienza irripetibile, soprattutto quella dell’emozione vissuta il giorno della qualificazione, con l’ingresso nello stadio olimpico di Atlanta, alle 9 del mattino, con 90mila persone ad accogliere con un boato i concorrenti. Accanto a lui i favoriti lanciatori americani Randy Barnes e John Godina, che vinceranno poi l’oro e l’argento.

Figlia d’arte, Sara, vive fra Fidenza e Salso e in questa entusiasmante avventura ha avuto il sostegno dei genitori, dei parenti, dei tanti fidentini e salsesi, che hanno tifato per lei, incollati al televisore. «Quando ha gareggiato mia figlia – ha spiegato il papà – mi sono rivisto ad Atlanta nel 1996. Stessa emozione, forse anche più forte. Con la differenza che Sara, era in uno stadio vuoto».

«Avrei voluto essere a Tokyo - continua papà Corrado un po' commosso - ma non è stato possibile. Comunque sono felicissimo per il risultato di mia figlia, che ha solo 23 anni e quindi ha ancora davanti tante occasioni. Speriamo di rivederla ai prossimi Giochi. Per arrivarci servono testa e allenamento, doti che a Sara di certo non mancano. Magari aggiungerei anche un pizzico di fortuna. L’obiettivo della finale era difficilissimo da centrare e prima di partire credo che Sara avrebbe messo la firma per arrivarci. Sono molto orgoglioso di lei, perché ha figurato benissimo. Tante componenti giocano sul livello di energia nervosa in quei momenti, anche gareggiare in uno stadio vuoto influisce. L’ho sentita al telefono ed era soddisfatta. Adesso l’aspettiamo a casa e venerdì notte arriverà a Malpensa. Non vedo l’ora di riabbracciare la mia campionessa olimpica». s.l.

 

Atlanta 1996-Tokyo 2021: dopo venticinque anni dalla finale olimpica nel getto del peso disputata ad Atlanta, il fidentino Corrado Fantini ha rivissuto le stesse forti emozioni, quando la figlia Sara, 23 anni, è arrivata in finale nel lancio del...

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