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L'impresa

Samuele, 17 anni: «Attraverso l'Europa in bicicletta»

08 agosto 2021, 05:01

Samuele, 17 anni: «Attraverso l'Europa in bicicletta»

1.550 chilometri per tornare a casa, ma anche come compito delle vacanze. Sì perché in Danimarca, paese dove vive con la sua famiglia da alcuni anni, serve anche questo: per chiudere un anno al Baccalaureato Internazionale, il nostro ginnasio, si deve salire in bicicletta e percorrere Danimarca, Germania, Austria e Italia.

Samuele Bernardi, 17 anni, nato a Parma e, come detto, da qualche anno residente con papà Carlo, mamma Pakita e il fratello Augusto a Sonderborg, città del sud danese, doveva realizzare qualcosa per esprimere la propria «creatività». Spinto allora dalla sua compagna di scuola Lotta Elisabeth Schluter ha così progettato il viaggio verso l'Italia in bici.

«Il progetto @brcg_10»

«Lo volevo fare già da tempo e mi sono deciso perché rientrava anche nel mio global development scolastico», racconta Samuele. Così, sui canali youtube e instagram (@brcg_10), aperti per raccontare la loro avventura, hanno presentato il progetto ai professori e sono partiti.

Il via lo scorso 5 luglio da Sonderborg, poi giù verso Germania, Austria e Italia. «Abbiamo visitato Amburgo, Hannover, Gottinga, Nordlingen, Augusta, Monaco, Innsbruck e, costeggiando il lago di Garda, siamo arrivati a casa», racconta ancora Samuele, «davvero divertente ed istruttivo. Ma che fatica».

«Forature? Solo in Italia»

Durante il viaggio gli imprevisti non sono mancati. «Ho rotto un pedale ad Amburgo, due giorni dopo la partenza, e me lo sono tenuto così sino a Parma», scherza, «solo in Italia invece abbiamo forato, anzi due volte lungo il Garda. Qui la pista ciclabile non era bellissima, come quella che ci ha portato sino a Parma». Già le piste ciclabili, dibattito annoso... «La più bella in assoluto è quella che dal Brennero porta sino a Trento. Splendido il percorso, meraviglioso il panorama. Invece in Germania non sono così belle come si potrebbe pensare». Per dormire? «Tanti ostelli della gioventù, qualche parente di Lotta sparso per la Germania», ma soprattutto, grazie ad un'app, «i giardini. C'è chi per pochi euro ti affitta il proprio dove noi montavamo la tenda».

«Sotto il diluvio»

Il momento più difficile del viaggio Samuele lo ricorda bene. «I giorni della grandi alluvioni in Germania. Noi non abbiamo avuto problemi diretti ma abbiamo fatto una settimana sotto la pioggia. La mattina partivamo con il sole e dopo quindici chilometri iniziava il diluvio. Alcuni tratti li abbiamo dovuti fare anche in treno». Poco male la pioggia, scherza, perché «ero riparato da un cappello speciale, ottenuto per scommessa da un militare americano. Eravamo a Schweinfurt, cuore della Germania», ed era la sera della finale degli Europei.

Un cappello «europeo»

«Io e Lotta siamo andati in un bar a seguire Italia-Inghilterra. Abbiamo iniziato a guardarla e scherzavamo con due clienti. Con uno ho scommesso che, se avesse vinto l'Italia, avrei avuto il suo berretto. Il locale però ha chiuso proprio durante i rigori, ma una volta usciti mi è arrivato un sms che mi diceva della vittoria. E così ecco il cappello».

Samuele e Lotta sempre ligi poi alle norme anti Covid. «Facevamo il test ogni volta che cambiavamo regione», spiegano, «per il resto eravamo sempre molto attenti». In sella ad una bicicletta per 1.550 sino a Parma dove ad aspettarli c'erano i loro familiari.

«Quando mi ha detto che del viaggio ho pensato: se non lo fa ora non lo fa più e abbiamo detto sì», racconta papà Carlo, «e così sono partiti». Per un viaggio che Samuele e Lotta ricorderanno per tutta la loro vita e che in più servirà anche a prendere un bel voto a scuola...

Giuseppe Milano

 

 

 

1.550 chilometri per tornare a casa, ma anche come compito delle vacanze. Sì perché in Danimarca, paese dove vive con la sua famiglia da alcuni anni, serve anche questo: per chiudere un anno al Baccalaureato Internazionale, il nostro ginnasio, si deve...

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