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Dramma

Giovane annegato in Ceno, il ricordo del fratello

21 agosto 2021, 05:07

Giovane annegato in Ceno, il ricordo del fratello

«Mio fratello amava Parma e vorrei che fosse sepolto in questa terra, tra la gente che ci ha preso per mano». E' distrutto dal dolore Abou Kone, il fratello 23enne di Adama Kone, il 22enne ivoriano morto giovedì dopo essersi tuffato in Ceno a Gerra Cella (località del comune di Bardi vicina a Varsi), probabilmente a seguito di un malore.

Per chiarire le cause della morte la Procura ha disposto l'autopsia sul corpo del giovane, soccorso subito da alcuni bagnanti e quindi trasferito al Maggiore dall'elisoccorso, dove è spirato poco più tardi.

L'arrivo su un barcone

Adama Kone era un richiedente asilo arrivato in Italia quattro anni fa a bordo di un barcone assieme a suo fratello, dopo un viaggio lungo il continente africano durato quasi nove mesi. «Siamo partiti in Costa d'Avorio il 24 agosto del 2016 - ricorda il fratello - arrivando a Lampedusa il 19 maggio del 2017. E' stato un viaggio estenuante, dove abbiamo rischiato più volte la vita. Una volta arrivati in Italia siamo stati divisi. Mio fratello è andato a Bologna e quindi a Parma, mentre io sono rimasto qualche tempo a Pistoia, fino a quando Svoltare è riuscita a riunirci».

I due fratelli sono stati ospitati nella casa di accoglienza di San Michele Tiorre fin dalla sua nascita, ossia dal settembre 2017. In questi quattro anni hanno vissuto assieme tante esperienze, imparando l'italiano e un mestiere per raggiungere il prima possibile l'autonomia. «Mio fratello era tutta la mia vita - racconta in lacrime Abou - Abbiamo condiviso ogni istante della nostra esistenza. Mi hanno avvertito di quello che era successo mentre ero a lavoro (Abou si occupa di manutenzioni all'interno del golf club La Rocca di Sala Baganza assieme ad altri richiedenti asilo ndr). Mi sono precipitato subito in ospedale, ma non c'era più niente da fare».

Abou e Adama si erano parlati per l'ultima volta la sera prima della tragedia. «Abbiamo mangiato assieme e ci siamo salutati come ogni sera - spiega -. Non riesco proprio a spiegarmi come possa essere accaduta una tragedia simile. Ora sarà davvero dura andare avanti senza di lui».

Adama Kone era uno dei richiedenti asilo che meglio si erano integrati nella nostra realtà, imparando da subito l'italiano, per poi frequentare un corso da saldatore, svolgere il tirocinio ed essere assunto in una ditta di Sala Baganza.

«Ragazzo straordinario»

Gli operatori che meglio hanno conosciuto il ventiduenne ivoriano lo ricordano come «un giovane straordinario, che aveva dimostrato da subito il desiderio di integrarsi in questa realtà». «Era una persona molto intelligente - aggiunge chi l'ha conosciuto - che ha imparato perfettamente l'italiano e che ultimamente, grazie al proprio lavoro, era riuscito a raggiungere l'autonomia finanziaria. Piangiamo tutti un giovane speciale che si era innamorato della nostra terra».

Luca Molinari

 

 

«Mio fratello amava Parma e vorrei che fosse sepolto in questa terra, tra la gente che ci ha preso per mano». E' distrutto dal dolore Abou Kone, il fratello 23enne di Adama Kone, il 22enne ivoriano morto giovedì dopo essersi tuffato in Ceno a Gerra...

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