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ALLARME

Berceto, moto troppo veloci sulla Cisa

04 settembre 2021, 05:06

Berceto, moto troppo veloci sulla Cisa

Berceto Statale 62 della Cisa: una strada che evoca storie gloriose, paesaggi mozzafiato, personaggi illustri. Ma che evoca anche il tributo di sangue che ogni anno, soprattutto in estate, esige dai motociclisti vittime di incidenti. Per la popolazione che abita lungo la strada Statale della Cisa, però, i morti in moto non sono martiri e i feriti delle due ruote non sono centauri sfortunati. In generale, i motociclisti sono «soprattutto un pericolo per gli altri utenti delle strada».

Ecco le testimonianze di alcuni abitanti di Cavazzola, frazione al confine tra i Comuni di Berceto e Terenzo affacciata sulla Statale 62 dove i motociclisti sfrecciano a velocità spesso troppo elevate: «Non abbiamo nulla contro i motociclisti in sé ma contro il modo in cui percorrono la Statale, in maniera sconsiderata e facendo un sacco di rumore - spiegano Stefano Mugnaini e Laura Pliteri -. La Cisa da noi è una statale di montagna, percorsa da pellegrini e ciclisti, che a volte preferiscono evitarla proprio per questo motivo».

Michaela Settimo dice che «la teoria secondo cui i motociclisti portano economia nelle zona andrebbe ribaltata, considerando quanta economia portano via. Altri tipi di turisti non vengono da queste parti proprio per paura delle moto. E anche gli ospiti delle strutture di accoglienza si lamentano poiché al mattino, quando si svegliano, anziché sentire il canto degli uccelli sentono il continuo rombo delle moto».

Federico Orlandini ha posto il suo intervento sul tema dei pellegrini: «In alcuni tratti la Via Francigena coincide con la Statale della Cisa: servirebbero limiti inferiori dove transitano i pellegrini e l’attraversamento per loro con le strisce pedonali».
E c'è chi sottolinea come la presenza di bambini e anziani a bordo della strada dovrebbe far riflettere sulla velocità con cui si affronta il percorso. Altri spunti di riflessione sulle criticità e i rischi: l’attraversamento degli animali, la segnaletica carente, il costo della macchina dei soccorsi per incidenti che con maggior prudenza potrebbero essere evitati. Ma quali sono le strategie da attuare? Secondo Luisa Cerdelli, che non risiede a Cavazzola ma al Poggio di Berceto, e che da anni combatte una battaglia contro i motociclisti indisciplinati, ci vorrebbero «l’installazione di autovelox fissi e una maggiore presenza di pattuglie delle forze dell’ordine da dislocare in punti diversi della Statale».

Maria Angela Trebbi crede invece che sarebbe utile «promuovere un censimento degli incidenti motociclistici sulla Cisa e invogliare qualche studente universitario a scrivere una tesi di laurea sulle vittime della Statale 62».

Ancora Michaela Settimo: «Si dovrebbero fare iniziative creative che spingano i motociclisti a rallentare un po’». Per tutti gli intervenuti poi sarebbe cosa saggia «creare un fronte comune tra gli abitanti di tutti i luoghi in cui il problema delle moto troppo veloci e troppo pericolose è pressante». Per trovare una soluzione comune.

Mattia Monacchia

 

Berceto Statale 62 della Cisa: una strada che evoca storie gloriose, paesaggi mozzafiato, personaggi illustri. Ma che evoca anche il tributo di sangue che ogni anno, soprattutto in estate, esige dai motociclisti vittime di incidenti. Per la...

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