Sei in Gweb+

Provincia di Parma

Il bilancio del presidente Diego Rossi: «Abbiamo rilanciato l'ente»

14 settembre 2021, 05:05

Il bilancio del presidente Diego Rossi: «Abbiamo rilanciato l'ente»

Giuseppe Milano

E' diventato presidente della provincia di Parma il 31 ottobre del 2018 e fra pochi giorni, vista la fine del suo secondo mandato da sindaco di Borgotaro, dovrà lasciare la fascia azzurra con un anno di anticipo rispetto al termine naturale del mandato. E' tempo quindi di bilanci per Diego Rossi alla guida di Palazzo Giordani.

Presidente Diego Rossi, che esperienza è stata?

Sicuramente positiva. Devo ringraziare i colleghi sindaci che alla fine del 2018 mi hanno scelto per questo ruolo. Ero circa a metà del mio secondo mandato al comune di Borgotaro e avere l'occasione di vivere un'esperienza amministrativa più ampia e articolata come quella di presidente della Provincia è stato molto interessante. Non nascondo anche che è stato faticoso, perché si è aggiunta all'attività di sindaco che già di per sé è totalizzante, ma credo che di lavoro ne abbiamo fatto e non poco.

Non lo ha fatto allora per il gettone?

Solo dal 2020 al presidente della Provincia è riconosciuta un'indennità di carica pari a quella del sindaco di un comune capoluogo. Quando ho accettato l'incarico io non c'era nessun riconoscimento economico. Non l'ho fatto certo per denaro.

Quale è, se c'è, un dato, un elemento che ha caratterizzato il suo mandato?

Sono tre gli aspetti che vorrei sottolineare. Il primo è quello prettamente politico. Siamo riusciti, assieme al consiglio provinciale, a ridare presenza istituzionale a questo ente all'interno dello scenario regionale e nazionale. La Provincia è tornata a rivestire un ruolo grazie anche alla interlocuzione con il comune capoluogo, ma non solo. In più devo riconoscere il lavoro politico fatto dalle forze di centrosinistra che hanno sostenuto la mia nomina, cito Partito Democratico con i Socialisti ed Effetto Parma. Hanno lavorato in grande sinergia. Erano due gruppi di maggioranza distinti ma alla fine, in consiglio, le decisioni sono state sempre unitarie e condivise.

Il secondo e terzo aspetto invece?

Prima di tutto gli interventi infrastrutturali sul territorio. Penso in particolare al tema dei ponti. Emblematica la riapertura di quello di Colorno del giugno del 2019. La macchina della Provincia per tanti anni denigrata e presa a schiaffi, è stata capace di concludere, a tempo di record in soli sei mesi, un cantiere da sei milioni di euro, rendendo disponibile un'arteria di importanza nazionale. Non mi era mai successo da amministratore di raggiungere un risultato così importante in tempi così rapidi.

Terzo ed ultimo aspetto la scuola. Qui la punta dell'iceberg dell'attività di questi anni è sicuramente la posa della prima pietra della nuova palestra di via Toscana. Un investimento da tre milioni e mezzo di euro, tutte risorse del bilancio provinciale. Nell'arco di un anno e mezzo abbiamo concluso l'iter di progettazione e avviato il cantiere che si chiuderà il prossimo anno.

Quanto siete riusciti a stanziare in ambiti delicati come viabilità e scuola? Pensando anche alla situazione in cui si trovava la Provincia nel 2017 quando non aveva nemmeno risorse per sgomberare la neve dalle strade.

Fortunatamente la situazione è cambiata. Sulla manutenzione ordinaria della strade siamo passati dai 5,5 milioni del 2018 ai 7 con cui chiuderemo il 2021. A questo aggiungerei il lavoro di monitoraggio su strade e ponti in collaborazione con l'Università di Parma. Analoga situazione per la manutenzione delle scuole dove dai 2,8 milioni di euro del primo anno del mio mandato siamo saliti a 3,8 nel 2020 e, quest'anno, supereremo i 7.

Cosa invece non è riuscito a realizzare?

Non siamo purtroppo riusciti ad arrivare alla definizione di un nuovo edificio scolastico. Le stime dicono che nei prossimi sette anni la popolazione scolastica delle superiori continuerà ad aumentare e quindi era importante riuscire a dare delle risposte adeguate. Stiamo lavorando e abbiamo lavorato molto per progettare nuovi spazi per le strutture già presenti sul territorio, ma indubbiamente sarebbe servita una nuova realtà ex novo.

Che squadra lascia?

Abbiamo fatto un lavoro di riorganizzazione della macchina molto importante dopo le defezioni che si erano venute a creare per la riforma. Abbiamo definito ambiti e funzioni ed oggi abbiamo quattro dirigenti per ogni settore di attività. Abbiamo anche ricominciato ad assumere dipendenti. Oggi sono circa 150 e c'è stata in questi anni una gran voglia di ripartire. L'ente è stato rilanciato grazie alle grandi professionalità che ci lavorano.

Ma la Provincia oggi serve davvero?

Serve ed ha anche funzioni importanti per il territorio ma sicuramente è un sistema che è rimasto sospeso perché risultato di una riforma a metà. Siamo rimasti in una fase di limbo, transitoria. Il sistema era stato pensato per durare due anni, dal 2014 al 2016, poi però il referendum ha fermato tutto. Oggi le province non funzionano dal punto di vista istituzionale, basta pensare che il presidente è in carica quattro anni mentre il consiglio solo due. E' un ente di secondo livello con una architettura istituzionale davvero bizantina e molto complessa da amministrare. Ci auguriamo che possa arrivare presto una nuova riforma, anche perché c'è un ritorno di consapevolezza in tutta Italia del ruolo di questa dimensione di governo fra stato, regioni e comuni. Si deve anche considerare il ritorno alla elezione diretta.

Con quali deleghe?

Quelle attuali sono già fondamentali. Pensiamo solo alla viabilità e alle scuole. Abbiamo la responsabilità di 1.200 chilometri di strade e di 38 plessi scolastici dove, tutte le mattine, entrano ventimila studenti. Questo fa capire il ruolo primario di queste ente e quanto abbia pesato il vuoto amministrativo vissuto fra il 2016 e il 2018. In più stiamo assumendo un ruolo politico importante. Penso ad esempio ai tavoli di coordinamento sull'emergenza covid o sultrasporto pubblico.

E Diego Rossi che farà svestiti i panni di sindaco e presidente della Provincia?

Ho iniziato nel 2006 a fare il consigliere comunale e mai avrei pensato di arrivare in provincia. Termino a 43 anni, ritorno al mio lavoro che ho la fortuna di avere e che mi ha permesso di essere libero nelle mie scelte in questi 15 anni di attività amministrativa. Ma la politica resta una passione. Per ora la seguirò leggendo le sue vicende sulla Gazzetta di Parma, poi si vedrà.

 

 

 

Giuseppe Milano E' diventato presidente della provincia di Parma il 31 ottobre del 2018 e fra pochi giorni, vista la fine del suo secondo mandato da sindaco di Borgotaro, dovrà lasciare la fascia azzurra con un anno di anticipo rispetto al termine...

Abbonati per leggere l'articolo integrale pubblicato sulla Gazzetta di Parma in edicola e accedere alle altre notizie esclusive del giornale di oggi

Costo: 6€/mese

Se sei già un utente abbonato a Gweb+

L'abbonamento a Gweb+ consente l'accesso alla versione integrale degli articoli più interessanti del quotidiano oggi in edicola.Il costo è di solo 6 euro al mese Iva inclusa (invece di €8) utilizzando come modalità di pagamento PayPal