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MEDESANO

Non tentò di uccidere la moglie: assolto in appello

16 settembre 2021, 05:08

Non tentò di uccidere la moglie: assolto in appello

Una condanna pesante per un'accusa infamante. Secondo i giudici del tribunale di Parma, Mario Meneghetti, 66 anni all'epoca dei fatti, aveva tentato di uccidere la moglie, mentre stava stendendo i panni, sollevandola e gettandola dal balcone.

La donna era riuscita ad aggrapparsi alla ringhiera del terrazzino, ma l'uomo le avrebbe sferrato un calcio sul polso della mano sinistra per costringerla a mollare la presa.

Quel brutto volo le costò alcune fratture e una brutta ferita alla testa, ma fortunatamente riuscì a cavarsela. Per questa aggressione, considerata un vero e proprio tentativo di omicidio, l'uomo era stato condannato a otto anni di reclusione, al pagamento di una provvisionale di 30mila euro, all'interdizione legale per la durata della pena e in perpetuo dai pubblici uffici.

Inoltre, all'uomo era stata anche tolta temporaneamente la responsabilità genitoriale. Una condanna pesante, che però ieri è stata completamente ribaltata. La Corte d'appello di Bologna ha assolto Meneghetti, che ora ha 72 anni, perché il fatto non sussiste.

La caduta della donna c'è stata, ed è stata anche rovinosa. Questo non è messo in discussione da nessuno, ma per i giudici non sarebbe stato il marito a farla cadere. Punto.

«Sono felice che la Corte d'appello abbia riparato un errore gravissimo in cui era incorso il tribunale di Parma, che aveva condannato a otto anni di carcere un uomo incensurato, che aveva contestato ogni addebito e che per sei anni, cioè dalla sentenza di primo grado a quella d'appello, ha vissuto per sei anni con questo carico ingiusto», commenta Daniele Carra, l'avvocato difensore che fin da subito ha dato battaglia affinché venisse cancellata quella sentenza considerata ingiusta.

I fatti. Il 27 agosto 2008, al termine dell'ennesimo litigio, la donna, una cilena che ora ha 61 anni, aveva deciso di voltare le spalle a quell'uomo con cui il rapporto si era rotto da un pezzo, per andare sul terrazzino a stendere i panni. Stando al racconto della donna, considerato attendibile dai giudici di Parma, il marito l'avrebbe sollevata e buttata di sotto, con il chiaro intento di ucciderla. Ma per i giudici dell'appello Meneghetti va assolto per non aver commesso il fatto.

Così come non era stato il mandante di una presunta aggressione ai danni della moglie avvenuta nel 2010.

Per quell'episodio il giudice Gabriele Nigro, del tribunale di Parma, l'aveva condannata, con sentenza poi diventata definitiva, a due anni di reclusione (pena poi sospesa). L'accusa era di simulazione di reato. In altre parole, non era vero niente.

Pierluigi Dallapina

 

Una condanna pesante per un'accusa infamante. Secondo i giudici del tribunale di Parma, Mario Meneghetti, 66 anni all'epoca dei fatti, aveva tentato di uccidere la moglie, mentre stava stendendo i panni, sollevandola e gettandola dal balcone. La...

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