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PIAZZA DELLA PACE

Alinovi risponde a Botta: «Il nuovo progetto? Lo chiedeva la città»

23 settembre 2021, 05:06

Alinovi risponde a Botta: «Il nuovo progetto? Lo chiedeva la città»

Il progetto di riqualificazione di piazza della Pace era stato sollecitato dalla cittadinanza e votato in consiglio comunale, in più ha ottenuto importanti riconoscimenti, anche da autorevoli esperti. È questa, in estrema sintesi, la difesa, lui preferisce parlare di «puntualizzazioni», della nuova Piazza della Pace frutto della riqualificazione del 2017-2019. Parola dell'assessore ai lavori pubblici del comune di Parma Michele Alinovi.

Gli «strali» di Mario Botta

Alinovi parla così del progetto firmato dallo studio di architettura Efa con la consulenza di Emilio Faroldi del Politecnico di Milano che invece non è proprio andato giù invece a Mario Botta, primo progettista del vasto prato verde di fronte alla Pilotta. Intervistato pochi giorni fa, l'architetto ticinese era stato categorico: per i problemi della piazza «servivano spazzini, telecamere e poliziotti, non nuovi tagli nel prato», lamentandosi anche di non essere stato coinvolto, o meglio di essere stato «solo avvisato che avrebbero fatto dei cambiamenti. Le migliorie? Proprio non riesco a vederle».

Il confronto a Mendrisio

«Nell'elaborazione della proposta progettuale abbiamo ravvisato la necessità e il dovere di informare ma anche di incontrare direttamente Mario Botta, un maestro dell'architettura contemporanea, per avere un confronto» puntualizza invece Michele Alinovi che racconta come «una volta avuta la bozza del progetto, abbiamo chiesto, era l'inizio del 2017, un incontro a Botta nel suo studio di Mendrisio, in Svizzera. Siamo andati con una delegazione composta, oltre che da me, dai tecnici comunali e dai progettisti incaricati e lì abbiamo intavolato un sereno confronto, apprezzando la gentilezza di Mario Botta. Lui ci ha rappresentato il suo punto di vista rispetto al luogo che, già nel 2017, anche lui riteneva avesse delle criticità rispetto al tema della manutenzione del prato, della raccolta rifiuti, delle frequentazioni». In più a Botta, spiega sempre Alinovi, «sono state rappresentate le ulteriori criticità rispetto al suo progetto iniziale nate anche dal cambiamento sociale locale e nazionale. Poi abbiamo discusso anche della necessità di potenziare l'illuminazione della piazza per valorizzare i fronti della Pilotta».

I nuovi percorsi nel verde

In quell'incontro furono anche evidenziati i nuovi percorsi che avrebbero tagliato il verde, percorsi che Botta oggi dice di non gradire ma, sottolinea ancora Alinovi, pensati «sempre con l'intenzione di non disattendere all'idea generale del progetto originario. Sottolineammo però alcuni problemi di attraversamento lungo i trottatoi, che nel disegno iniziale erano solo un segno storico del percorso delle vecchie carrozze e quindi poco utilizzabili, e lungo l'asse nord-sud. Botta fece allora le sue considerazioni e ci diede alcuni suggerimenti sulla questione dell'illuminazione. Le sue furono valutazioni piuttosto “neutre”, si prese atto di una serie di esigenze».

«Progetto premiato»

L'assessore ricorda poi come «il progetto, che chiamerei di manutenzione colta, è stata anche apprezzato da soggetti terzi ed autorevoli come l'In/Narc, l'Istituto Nazionale di Architettura dell'Emilia-Romagna, e l'Associazione Nazionale Costruttori Edili che lo hanno premiato nel 2020 come migliore esempio di rigenerazione urbana in regione».

«È chiaro - conclude Alinovi - che i problemi vi erano e ci sono, al di là dell'intervento di riqualificazione. Ci sono questioni legate alla sicurezza, alla funzione degli spazi che l'architettura da sola non può risolvere».

Giuseppe Milano

 

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