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Emergenza Covid

Grandi speranze dai nuovi antivirali: parola di Lori

13 ottobre 2021, 05:07

Grandi speranze dai nuovi antivirali: parola di Lori

Franco Lori

Fin dall’antica Grecia e nel corso di millenni gli esseri umani sono andati alla ricerca della Panacea, intesa come un unico rimedio in grado di curare ogni malanno, così come poteva fare la dea mitologica da cui prendeva il nome. La Panacea non è mai stata trovata. Dopo secoli di tentativi andati a vuoto la medicina moderna ha intrapreso un percorso diametralmente opposto: curare ogni malattia in modo diverso e spesso con diversi farmaci contro la stessa malattia. In breve, da un farmaco per tutte le malattie a tanti farmaci per una malattia.

 

Questo vale anche per il Covid-19, la malattia causata dal virus Sars-CoV-2, che abbiamo oggi imparato ad aggredire da diversi fronti. Innanzitutto abbiamo armi per prevenire l’infezione, cioè i vaccini. Funzionano bene, hanno contribuito a diminuire il numero di infezioni di circa dieci volte. I dati di incidenza confermano ormai quotidianamente che le persone non vaccinate si infettano, si ammalano o muoiono complessivamente dieci volte di più dei vaccinati. Differenze abissali, che non lasciano più alibi ai no-vax e pongono una pietra tombale (alle volte purtroppo reale, e non solo metaforica) ai complottisti e alle loro teorie. Vaccinatevi, vaccinatevi, vaccinatevi. Fatelo per egoismo, se vi fa piacere, o fatelo per amore dei vostri cari. Anche se le persone che amate sono vaccinate. Perché se da non vaccinati avete una alta probabilità di infettarvi e di infettare altri, anche i vaccinati sono, pur se più raramente, infettabili.

Una persona vaccinata non è ancora completamente al sicuro. Rimane un rischio, anche se molto diminuito, di infettarsi, ammalarsi e addirittura morire. Per questo è importante mantenere presidi di igiene pubblica, come il distanziamento e la mascherina. Del resto Igiene (Hygieia) era la sorella di Panacea. Sarà forse per questo attaccamento alle tradizioni classiche che l’Italia ha scelto di mantenere insieme i presidi di Igiene (incluso il green pass) e di prevenzione/cura (inclusi i vaccini)? Da ex alunno del liceo classico Romagnosi ne sarei contento, anche perché credo che il virus Sars-CoV-2 abbia sofferto molto da questo duplice attacco. I Paesi che non si sono vaccinati o che pur essendosi vaccinati (es. Israele, Gran Bretagna, che hanno completato le vaccinazioni ancor prima dell’Italia) hanno poi “aperto i gabbioni” più o meno indiscriminatamente (cioè tolto l’obbligo di mascherine, aperti i locali, tollerato affollamenti e assembramenti), hanno pagato un prezzo alto in termini di infezioni, ricoveri e morti. Del resto non a caso Hygieia e Panacea vivevano insieme. Abbiamo fatto bene a mantenere unite le mitiche sorelle.

Se la vaccinazione da sola non risolve il problema, cos’altro possiamo fare? Curare, naturalmente. I farmaci sono da sempre presidio fondamentale di ogni tipo di cura. Cortisone, anticoagulanti ed altri medicamenti sono fondamentali per contenere i danni da Covid-19, cioè limitano le conseguenze dell' infezione da Sars-CoV-2, ma non colpiscono direttamente il virus. Altri farmaci lo fanno, ma per ora uno solo di questi è stato approvato, vale a dire il Remdesivir, usato solo in ospedale e in stadio avanzato della malattia, efficace ma non efficacissimo. Quando invece sappiamo che i virus andrebbero aggrediti subito e in modo energico. Nuove speranze emergono però all’orizzonte. Fra poco potrebbe essere approvato il Molnupiravir, un nuovo farmaco con un meccanismo di azione simile a quello del Remdesivir. Entrambi sono analoghi nucleotidici, cioè simili ai nucleotidi naturali che si trovano nelle nostre cellule e di cui il virus ha bisogno come “cibo” per replicarsi. Entrambi fungono come “boccone-esca” per il virus. Il Remdesivir, agendo come terminatore della catena di nucleotidi, gli si “strozza in gola”, per cui il virus non riesce a continuare a nutrirsi. Il Molnupiravir, inserendosi nella catena dei nucleotidi e generando errori su errori, tende piuttosto ad “avvelenare” il virus, ma quest’ultimo soprattutto offre i vantaggi di poter essere preso per bocca (e quindi facilmente utilizzabile anche fuori dagli ospedali), di essere più potente, e di essere somministrabile già nelle prime fasi dell’ infezione. Un passo in avanti importante, tuttavia il Molnupiravir, pur essendo stato annunciato, non è ancora stato approvato. Bisognerà attendere il via libera prima dell’Fda in Usa e poi dell’Ema in Europa. Ci si aspetta molto da questo farmaco, tuttavia bisognerà anche capire quanto bene è tollerato, quali saranno gli effetti collaterali, e soprattutto se sarà sufficientemente attivo in monoterapia.

Continuo personalmente ad auspicare che presto arrivino altri farmaci che possano essere usati in combinazione, poiché è solo con i cocktail di farmaci che siamo alla fine riusciti a curare due flagelli come l’Hiv e l’Epatite C.

Vaccini e farmaci, farmaci e vaccini. Ancora una volta, è fondamentale che le mitiche sorelle Hygieia e Panacea, simboli di prevenzione e terapia, continuino a convivere. Perché i vaccini e i farmaci non sono alternativi, sono complementari, si aiutano fra di loro, si danno una mano a vicenda, come dovremmo fare noi per sconfiggere il Sars-CoV-2. E non il contrario. Da studi approfonditi emerge infatti che il virus non venga minimamente colpito dall’attacco di una sede sindacale, e che anzi non capisca tanto la connessione fra un green pass e la Cgil (confesso, neanch’io, pur avendo studiato tanto), anzi pare che festeggi brindando nel vederci divisi. Se poi si devasta un Pronto soccorso il virus è ancora più contento, così può entrare facilmente nell’ospedale e infestarlo. Sono convinto che tantissimi anche fra i no-vax la pensino come me.

Asclepio (Esculapio) era il padre di Hygieia e Panacea, ed era il dio della medicina e delle guarigioni. Sarebbe bello che continuasse ad illuminarci nel difficile percorso intrapreso di testare combinazioni farmacologiche. I dati di laboratorio che abbiamo fino ad ora raccolti sembrano davvero promettenti, ma andranno testati nella clinica per accertarsi che i cocktail funzionino correttamente e senza ulteriori effetti dannosi. I nostri collaboratori si stanno dando da fare affinché questo avvenga il prima possibile, nella speranza di tornare quanto prima con altre notizie incoraggianti. Sosteniamo la Ricerca, non diamole battaglia.

 

 

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