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Covid

Madre «no vax» vieta il vaccino ai figli. Il «sì» arriva dal giudice

13 ottobre 2021, 05:08

Madre «no vax» vieta il vaccino ai figli. Il «sì» arriva dal giudice

In mesi di forti discussioni, moglie e marito non sono riusciti a trovare un accordo. Nemmeno quando i due figli adolescenti - i direttissimi interessati - hanno provato a «metterci il dito» e a schierarsi dalla parte del padre, «sì vax»: loro la vaccinazione anti-covid volevano farla davvero e anche al più presto.

Il desiderio si realizzerà oggi e saranno accompagnati proprio dall'uomo, a cui lunedì un decreto del giudice ha affidato la decisione di salute che riguarda i figli minorenni.

Non servirà la firma-assenso della moglie, che dovrà invece occuparsi di rifondere al marito le spese processuali.

Sì, perché alla fine questa coppia di sposi separata dal vaccino è finita a portare le rispettive posizioni in un'aula di tribunale.

È stato il marito a convincersi che non si poteva più lasciar passare il tempo in discussioni ma occorresse arrivare a una soluzione definitiva. Tanto che il 25 agosto scorso, assistito dall'avvocata Maria Tangari, ha depositato un ricorso urgente al Tribunale civile di Parma. E in quella urgenza c'era - spiega la legale - «la convinzione che nella situazione attuale fosse necessario vaccinare i figli il prima possibile e ancor di più in vista della riapertura delle scuole».

Ma forse, in qualche modo, nell'uomo ha giocato anche la speranza; la speranza che di fronte all'onere morale ed economico di un procedimento giudiziale e alle sentenze già pronunciate da diversi tribunali e facilmente reperibili sui motori di ricerca, la moglie potesse accogliere il desiderio dei figli senza arrivare a far decidere ad altri la parte del torto e quella della ragione.

Così non è stato: ricevuta la convocazione in udienza per il 29 settembre, la donna ha assunto tre avvocati e portato avanti la sua battaglia «no vax» presentandosi in aula.

«Avevo consigliato al mio cliente di far venire precauzionalmente anche i figli, nel caso il giudice volesse ascoltare la loro opinione», spiega Tangari.

E quando il giudice ha «minacciato» un'audizione dei ragazzi se i genitori non si fossero messi d'accordo, loro erano lì, dietro la porta pronti ad entrare. E a raccontare - come hanno fatto - di essersi ben documentati su benefici e rischi, di voler essere vaccinati alla pari dei compagni di classe e di poter tornare a fare le cose di prima: il cinema, lo sport, le merende. In compagnia e in maggiore sicurezza.

Il giudice si è riservato di decidere all'interno di un collegio giudiziale, come previsto, e il provvedimento è stato reso noto lunedì.

Richiamandosi alle decisioni dell'Ema e dell'Aifa sull'autorizzazione dei vaccini ai maggiori di 12 anni e ritenendo le posizioni della madre fondate su teorie di soggetti che si pongono fuori dalla comunità scientifica, il collegio ha attribuito «al padre il potere di decidere da solo e senza il consenso della madre in ordine alla somministrazione del vaccino anti-covid 19 ai figli minori».

E loro - padre e figli - non hanno perso tempo.

Ma per un desiderio che oggi si esaudirà, ci sarà anche dell'amarezza che resta. Con una intera famiglia che dovrà aiutarsi a trovarne la cura.

Chiara Cacciani