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I fratelli Santurro, quando il calcio è nel Dna

16 ottobre 2021, 05:06

I fratelli Santurro, quando il calcio è nel Dna

Dalla serie A alla Seconda Categoria. La famiglia Santurro ha un legame molto forte con il mondo del pallone: quattro fratelli, tutti calciatori, dal più grande Yari, classe ‘90, al più piccolo Stefano, classe ‘96, entrambi in forza al Montanara in Seconda, a due passi da casa, passando per i gemelli Antonio e Riccardo, classe ‘92, che hanno fatto più strada in quest’ambiente. Il primo, portiere, che il 31 marzo 2018 esordì in serie A tra le fila del Bologna contro la Roma, ha appena firmato per l’Udinese, dove farà il terzo alle spalle di Silvestri e Padelli, il secondo, difensore di ruolo, si è trasferito in estate al Bibbiano San Polo in Eccellenza dopo una lunga esperienza alla Piccardo Traversetolo.

Antonio, fresco di firma su un contratto annuale, si riaffaccia nel massimo campionato italiano a distanza di due stagioni trascorse in prestito in serie C alla Sambenedettese e al Catania. «Quest’opportunità nasce grazie a mister Gotti che ho già avuto come vice di Donadoni a Bologna, cercava un portiere di affidabilità e d’esperienza e ha pensato a me -confessa il guardiano, cresciuto nelle giovanili del Parma- sono rimasto un periodo in prova per valutare le mie condizioni fisiche visto che venivo da un anno un po’ travagliato. Silvestri e Padelli sono due grandi portieri, mi metto a disposizione del gruppo portando esperienza e professionalità e alzando il livello di competitività in allenamento».

Il sogno è di rimettere piede in campo in serie A come avvenuto tre anni e mezzo fa a Bologna, guarda caso il prossimo avversario dei friulani. «E’ stata una grandissima esperienza, di sicuro il punto più alto della mia carriera. E’ una piazza d’alto livello, la società è super organizzata e quindi non vedo l’ora di ritrovare tanti amici con i quali ho condiviso momenti importanti».

Anche se non potrà affrontare, perlomeno a breve, il suo idolo. «Io sono cresciuto nel mito di Buffon, fa effetto vederlo ancora tra i pali del Parma e va oltremodo stimato per questo. E’ una bella storia di calcio».

Ma i fratelli Santurro, nati da papà parmigiano e mamma dominicana, sono uniti anche al di fuori del rettangolo verde come dimostra l’inaugurazione di una nuova attività commerciale in centro a Parma prevista oggi. «Lavorando nel settore della cosmesi -spiega il gemello Riccardo- abbiamo sfruttato quest’occasione e siamo felici di costruire qualcosa tutti insieme che non riguardi necessariamente il mondo del calcio. Il rapporto tra di noi è molto stretto, appena possiamo organizziamo incontri con la famiglia al completo».

Ma il calcio continua a occupare le domeniche di tutti. «Ormai posso definirmi un veterano, rispetto al passato qui al Bibbiano cambiano un po’ gli obiettivi ma avevo bisogno di nuovi stimoli e sono pronto ad aiutare i miei compagni, soprattutto i più giovani, a crescere e a raggiungere la salvezza».

Nessun tipo d’invidia tra lui e il gemello nemmeno se si torna indietro di qualche anno. «Nel 2011-12 eravamo tutti e due in serie D: io a Fidenza, lui a Bagnolo. Fino a quel momento il percorso è stato molto similare poi dall’anno successivo sono sceso in Prima per scelta mentre Antonio è sbarcato tra i professionisti al Renate. Ha meritato tutto quanto ottenuto, lavora sempre duramente per mantenersi a certi livelli. Non ho rimpianti, mi sono tolto comunque le mie soddisfazioni».

E su un futuro insieme al Montanara, in testa al campionato di Seconda a punteggio pieno, Riccardo abbozza una mezza idea. «Il nostro sogno è di riunirci un giorno tutti e quattro nella squadra del quartiere in cui siamo nati e cresciuti ma c’è ancora tempo».

Marco Bernardini

 

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