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Delitto di Reggio

Il gip non convalida l'arresto. Ma Genco resta in carcere

25 novembre 2021, 05:08

Il gip non convalida l'arresto. Ma Genco resta in carcere

Luca Pelagatti

«Quando ho sentito la notizia al tg sono sbiancata. E ho pensato: ma come è possibile? E' successo ancora». Si, ancora una vita strappata da chi, in passato, aveva detto ti amo; ancora una donna vittima di un uomo reso cieco e feroce dal folle mantra: o con me o con nessun altro.

E per Victoria Campos Verde, per tutti Edith, quell'«ancora» racconta uno strazio, se possibile, persino più forte: perché lei, nel luglio del 2013, ha perso una figlia di 20 anni, Michelle, uccisa da quello che diceva di essere il suo fidanzato. E' stato il suo carnefice.

Proprio quello che è per Juana Cecilia, Mirko Genco che, è notizia recente, resta in carcere. Anche se il gip non ha convalidato l'arresto non ritenendo che ci sia un pericolo di fuga. Eppure dopo l'udienza durante la quale il giovane si era avvalso della facoltà di non rispondere lo stesso avvocato di Genco, Alessandra Bonini, aveva subito dichiarato di non credere a sorprese: «Sicuramente verrà convalidato e sarà confermata la misura cautelare in carcere». Invece il risultato è stato differente anche se, alla fine, per il 24enne le porte del carcere resteranno chiuse. Il giudice, infatti, ha ritenuto che pur in assenza di un pericolo di fuga la personalità imprevedibile e pericolosa di Genco ne consiglia la permanenza in cella. E resta la lunga serie di reati contestati che vanno dall'omicidio pluriaggravato alla violenza sessuale, dal porto abusivo d’armi alla violazione di domicilio e l' appropriazione indebita.

«Io, per parte mia, sono rimasta senza parole – prosegue Edith – perché la vittima è una donna giovane, una mamma di un bimbo e per di più una mia connazionale, peruviana come me. Ma sono anche smarrita se penso che probabilmente è accaduto di nuovo quello che è costato la vita alla mia Michelle: lei aveva, quasi certamente, accettato di vedere per una ultima volta quel giovane che poi le ha tolto la vita. E certamente anche Juana Cecilia, a Reggio, ha concesso al suo ex, che tra l'altro aveva già denunciato, una possibilità. E non avrebbe dovuto».

Ma, come sempre, ora è tardi per dirlo. Ed ecco perché Edith Campos pensa a chi è rimasto, a chi, come lei, dovrà convivere con il vuoto, con il dolore che non svanisce. «Non conosco direttamente quelle persone ma per prima cosa ho cercato sui social un contatto con la sua famiglia, con qualcuno della comunità peruviana di Reggio per porgere loro le mie condoglianze, per dire loro quanto gli sono vicino. Ma non solo: mi piacerebbe fare concretamente qualcosa con la mia associazione, «Il sorriso di Michelle», per dare alla mamma di Juana Cecilia un supporto, un aiuto».

Un gesto concreto, un abbraccio intriso d'affetto che nel momento in cui tutte le parole perdono di senso è forse l'unica possibilità che rimane. Mentre la rabbia, e sarebbe difficile il contrario, cresce.

«Mi sento un dolore al petto a solo pensarci: quell'uomo era stato denunciato, condannato. Non avrebbe dovuto essere libero di muoversi. Le leggi in questo senso sono probabilmente troppo permissive e non tengono conto che certe persone sono pericolose. Mi spiace ma la sola parola che mi viene in mente pensando a quello che è accaduto a Reggio e a mia figlia è che sulla loro strada si sono presentati dei mostri».

Persone che parlavano d'amore e hanno dispensato la morte. E per le quali Edith, giustamente, chiede che la giustizia operi con serietà. «Serve un segnale perché altrimenti il rischio è altri episodi come questi convincano le donne che denunciare è inutile, che chiedere aiuto non serve a nulla». Sarebbe un errore terribile, una altra tragedia. Come quella di Michelle, di Juana. E di tutte quelle che mai più vogliono dire «è successo ancora».

 

 

Luca Pelagatti «Quando ho sentito la notizia al tg sono sbiancata. E ho pensato: ma come è possibile? E' successo ancora». Si, ancora una vita strappata da chi, in passato, aveva detto ti amo; ancora una donna vittima di un uomo reso cieco e feroce...

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