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La storia

Il violino di cristallo: dal sogno alla realtà

26 novembre 2021, 05:03

Il violino di cristallo: dal sogno alla realtà

Già il suo nome - «Violino di cristallo» - è sufficiente ad evocare fiaba e poesia, sognante eleganza e mistero.

Nella realtà ci sono due storie, una vera e l'altra immaginata, a raccontare la straordinarietà dello strumento che lunedì sera si prenderà la scena al Teatro Regio e sarà la voce narrante di un viaggio tra le emozioni e gli elementi. La seconda storia, appunto. La prima parla invece di uomini, di mestiere e passione e si snoda tra Borgotaro e Parma. Parte da un sinuoso disegno su carta e percorre due anni di prove, inciampi, migliorie fino ad approdare a un (primo) finale: averne trovato voce e carattere. E dunque vita.

L'idea di realizzare un violino di vetro ha la paternità di Giorgio Giliotti, maestro vetraio borgotarese, Medaglia d'oro Bormioli e liutaio per passione. E' durante un'assemblea del Gruppo Medaglie d'oro in cui si discute degli eventi legati a Parma Capitale della Cultura che Giliotti immagina per la prima volta di unire vetro e musica. «Vi stupirò con effetti special», promette e si ripromette quella sera. E da lì inizia il suo studio, aiutato da alcuni ex colleghi chimici: «Uno studio sul vetro e sulla sua morfologia, sulla sua composizione, sulla modalità attraverso cui allentare le tensioni nel punto giusto - la difficoltà più grande -, su come affrontare la curvatura. E poi l'elemento fondamentale dello spessore». Fondamentale per il suono ma anche per il musicista che avrebbe dovuto sostenerne il peso.

Con un disegno in mano, si rivolge all'azienda Vetrodecor di Parma. Cerca un preventivo e trova invece un imprenditore pronto a trasformarlo in una sfida. «Se lei è convinto di riuscire a farlo suonare, io le metto a disposizione il mio tempo, la mia vetreria e due persone per lavorarci insieme», gli propone l'amministratore delegato Silvano Pessina. «La nostra vetreria è stata fondata nel '57 da mio padre e la ricerca del nuovo è sempre stata la priorità- racconta -. Noi lavoriamo abitualmente con commesse a livello industriale e artigianale. E questa idea mi ha subito colpito: è stata una scommessa». Come promesso, insieme a Giliotti lavorano per quasi due anni due dipendenti dell'azienda, Giancarlo Benassi e Ivan Braglia. «Di potenziali violini ne abbiamo presi e buttati una ventina - ricorda oggi col sorriso Pessina -: arrivavamo fino a un certo punto e poi c'era da ripartire daccapo. Cercavamo suono ed estetica, e non è stata un'impresa facile».

Il primo prototipo, piatto, debutta al Museo Glauco Lombardi in occasione della mostra dedicata a Parma e alla sua storia «di vetro». Ma il traguardo in quel momento è ancora lontano: rendere il violino di vetro capace di far sentire la sua anima e la sua voce particolarissima in uno spazio grande. Un grande teatro, ad esempio. Il Regio, e perché no?

E' con questa idea in testa che si ricominciano nuovi tentativi, che arrivano nuovi tonfi ma anche il progressivo avvinarsi al risultato sperato: quel «Violino di cristallo» di cui ad oggi è stato brevettato il design e sancita la sua capacità di fare musica.

«E' un grande orgoglio - ammette Giliotti-. Il suo suono ha un carattere e un'anima molto particolari. E a questo punto ne produrremo dieci, numerati». «E' qualcosa di speciale e bellissimo - conferma Pessina . - Ho voluto subito che mio padre lo tenesse tra le mani: anche lui, vetraio dall'età di 13 anni e oggi 87enne, si è emozionato».

Come continua la storia? In musica, ovviamente. E proprio su quel palco tanto sognato: lì dove il violino farà risuonare, oltre all'incanto, anche le arie della solidarietà.

Chiara Cacciani

 

Già il suo nome - «Violino di cristallo» - è sufficiente ad evocare fiaba e poesia, sognante eleganza e mistero. Nella realtà ci sono due storie, una vera e l'altra immaginata, a raccontare la straordinarietà dello strumento che lunedì sera si...

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