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Indie planet. Kafka, Rare e un'esplosione di colori - Foto

di Riccardo Anselmi

21 Settembre 2020,12:39

SPINCH (Akupara games, per Pc e Switch) 

L’arte di creare un platform che sembra proprio un cartone animato interattivo, nello stile della coloratissima opera grafica di Jesse Jacobs. Spinch, realizzato con la collaborazione della software house Queen bee, assomiglia a un inarrestabile viaggio virato nelle tinte vivaci di un paesaggio psichedelico, dove si generano di continuo nuove composizioni di forme geometriche, esteticamente ben equilibrate, in un progredire di sequenze in pixel art che possono rivelarsi molto complicate, ma consentono in ogni caso anche un approccio a misura di chi preferisce ritmi più tranquilli. Del resto gli autori non hanno volutamente previsto l’eventualità del game over: si ricomincia sempre, catturati dalla varietà di combinazioni che danno vita ad ambientazioni liberamente ispirate alla campagna pianeggiante o alle distese ghiacciate della tundra. In questo gioco made in Canada la colonna sonora è del compositore di musica elettronica James Kirkpatrick (Thesis Sahib), che rende omaggio all’ormai remota era delle console degli anni ’80 rielaborando le sonorità vintage dei chiptune della stagione a 8-bit. 


HOTSHOT RACING (Curve digital, per Pc e console) 

Con Hotshot racing si rivive oggi, comodamente da casa, l’epopea degli arcade, attraverso un titolo di corse che è anche un tributo ai favolosi anni Novanta di Sega, quando in sala giochi uscivano successi come Virtua racing e Daytona Usa. Parola d’ordine 60 fps: la fluidità prima di tutto. Un comandamento che fa capire subito lo spirito di Hotshot racing, un revival coi fiocchi che mette in cima il gameplay in grado di restituire magistralmente le sensazioni dei classici, addirittura meglio forse di qualsiasi collection. Alle redini del progetto lo studio inglese Lucky mountain, che ha collaborato con i colleghi di Sumo, che vantano una grande esperienza a proposito di Sega. Dietro la grafica vettoriale del videogame c’è magari un po’ anche della scuola British del leggendario Colin Chapman, quella di leggerezza e semplicità. Anche nel mondo virtuale rimane il modo ideale per andare veloci. Al di là delle esigenze tecniche, la scelta di Hotshot racing è anche stilistica, per richiamare già a una prima occhiata le hit degli albori dell’epoca poligonale, con quelle esplosioni di colori e dettagli bizzarri pronti a sbucare dal panorama, mentre si viaggia costantemente di traverso a tavoletta. 


VAPORUM LOCKDOWN (Fatbot, per Pc) 

Chi l’ha detto che i dungeon crawler sono una un’esclusiva del fantasy tradizionale? Fatbot, con sede a Bratislava, in Slovacchia, ha creato con successo una serie che approccia il genere tra i vapori dello steampunk. Sì, perché dopo il primo Vaporum del 2017 è adesso uscito il prequel Vaporum: Lockdown, attualmente disponibile per Pc, ma a breve anche in versione Mac e Linux. Pur essendo frutto di un piccolo team, composto essenzialmente da cinque persone, Vaporum: Lockdown prosegue nel solco dei progetti di assoluta qualità, curatissimi in ogni dettaglio, dove si coglie l’esperienza maturata sul campo da veterani che, prima di avventurarsi in proprio, hanno lavorato per grosse software house. Il gioco vanta un raffinato taglio old school, con visuale in prima persona e movimento su griglia come i grandi classici, mentre i combattimenti avvengono nella dinamicità del tempo reale, ma si può mettere in pausa l’azione per ragionare meglio su ciascuna mossa. Se la componente rpg si regge su uno studio approfondito dei fondamenti del filone, molto del fascino di Vaporum deriva dal rimodernamento grafico, che accompagna in labirinti carichi di atmosfera e popolati da diavolerie meccaniche perfettamente animate. 


BLIGHTBOUND (Devolver digital, per Pc) 

Il cosiddetto dungeon crawl è un filone classico del fantasy, dai giochi di ruolo carta e penna ai videogame, dove la raccolta di bottino mentre si esplorano con scopi più o meno nobili misteriosi sotterranei ha trovato terreno fertile in decenni di evoluzioni della formula, una volta identificata con gli Ultima di Lord British, al secolo Richard Garriott. Anche la saga dei Souls si può far partire da lì, recuperando lo spirito di un altro cult di Fromsoftware, King’s field. D’altronde gli approcci al genere possono seguire percorsi molto diversi, fino al roguelike Darkest dungeon, tra le hit più influenti del recente periodo. Una delle novità più interessanti è Blightbound, che rimescola la ricetta puntando sul multiplayer. L’unica modalità per affrontare l’avventura è il co-op (via internet, lan, split-screen), una scelta che ha permesso agli sviluppatori di Ronimo, studio olandese con alle spalle l’esperienza online di Awesomenauts, di enfatizzare dinamiche di gruppo un po’ rpg, un po’ beat ‘em up o hack and slash in cui diventa necessaria una certa alchimia tra i personaggi, a turno tre tra venti eroi che man mano si stanno aggiungendo al cast, nell’ambito di un progetto work in progress lanciato in accesso anticipato su Steam. 


THE COMA 2: VICIOUS SISTERS (Chorus worldwide, per Pc e Xbox) 

Prima ancora che il K-pop scalasse le classifiche anche da noi, era stato il cinema coreano a trainare l’onda lunga dell’Hallyu, termine che sta a indicare la crescente popolarità della cultura del Paese dell’estremo oriente, esportata con successo all’estero. Tra i film, si era ritagliato un posto d’onore il genere horror, con opere come A tale of two sisters e Whispering corridors. Quest’ultimo, ambientato in un istituto superiore, metteva sotto accusa un sistema scolastico considerato troppo autoritario. Proprio nella quotidianità di adolescenti, tra lezioni in classe, amicizie e rivalità con i coetanei, è calato il survival horror The coma 2: Vicious sisters, uscito adesso per Xbox one e Pc con la formula Xbox play anywhere, che lo rende accessibile da console e Pc via Microsoft store con un unico acquisto. Nel susseguirsi di tavole dallo stile di un fumetto, gli autori della piccola software house Devespresso, con base tra Seoul e San Francisco, hanno fotografato con attenzione gli aspetti peculiari delle giornate degli allievi coreani, che tornano a studiare nelle aule dopo cena, devono togliersi le scarpe all’ingresso per indossare ciabatte o pantofole, vestono l’uniforme. La protagonista Mina si trova però ben presto catapultata in una sorta di realtà alternativa da incubo, perseguitata dalla versione inquietante di temuti insegnanti, aggiungendo alla trama un ulteriore elemento ricorrente nelle storie da paura della Corea del sud: fantasmi, spesso femminili, che meditano vendetta. 


TAMARIN (Chameleon, per Pc e Ps4) 

C’è un bel pezzo di storia dei videogame dentro a Tamarin, titolo di debutto della piccola Chameleon di Omar Sawi cui ha collaborato un dream team di veterani dell’età dell’oro di Rare, quando la casa inglese faceva uscire i suoi più famosi successi per le console Nintendo. Tamarin si impegna a rinverdire il sentimento verso un’epoca indimenticabile per lo stesso autore, che ha rincorso a lungo il sogno di riportare nel panorama quelle atmosfere originali con al centro, più che personaggi, vere e proprie mascotte. L’adorabile batuffolo di pelo protagonista del gioco è un tamarino, una simpatica scimmietta realizzata grazie all’aiuto di Steve Mayles, il character designer di Banjo-Kazooie. In Tamarin si batte senza esclusione di colpi, letteralmente armi in pugno novello Rambo ma saltando anche qua e là tra le piattaforme, per salvare la sua casa e quella degli altri animali del pacifico bosco dall’invasione di un crudele esercito di insetti belligeranti, in un curioso cocktail di bucoliche esplosioni che non può che ricordare le scorribande di Conker. Anche la musica, firmata da un’altra colonna della vecchia Rare, David Wise, che ha contribuito al progetto insieme ai colleghi Graeme Norgate (effetti sonori), Kev Bayliss (concept art), Richard Vaucher (direzione artistica), vanta un’anima unica, diversa dallo stile tipico della produzioni di oggi. 


PARADISE KILLER (Fellow traveller, per Pc e Switch) 

Come nelle puntate di un poliziesco, dove insieme al detective di turno si raccolgono indizi, si interrogano testimoni, provando a identificare il colpevole del delitto, senza però il disvelamento conclusivo, magari con il classico escamotage di riunire tutti i sospettati in una stanza per pronunciare il fatidico nome. Ecco, in Paradise killer, mystery in prima persona dello studio britannico Kaizen game awards, il giocatore costruisce da sé l’intero svolgimento della vicenda, vestendo fino all’ultimo i panni dell’investigatore, cui spetta tirare le fila dell’inchiesta e decidere chi, sulla base delle informazioni ottenute, abbia effettivamente compiuto il crimine, dal quale dipende il futuro dell’isola dove il titolo è ambientato. Non c’è dunque un finale già scritto: chiunque può essersi macchiato di omicidio e, mentre ci si muove in un colorato scenario liberamente esplorabile, sta a noi dirigere l’operato della stravagante Lady Love Dies per risolvere l’intricata faccenda, attorniata da un’altrettanto eccentrica galleria di personaggi sopra le righe. Come nella realtà, c’è da soppesare il grado di credibilità delle dichiarazioni fornite da ciascuno, nonché da perlustrare l’intorno, a caccia di elementi utili per prendere una decisione comunque non univoca, ma legata ai fattori considerati. Percorrendo vie diverse, ascoltando altre voci, concedendo fiducia a questo o a quell’interlocutore, si può arrivare a un epilogo differente. Anche questo fa parte del gioco, da ricominciare modificando le proprie scelte per scoprire altre verità. 


EVERGATE (Pqube, per Pc e Switch) 

Un’avventura platform piena di poesia, dove immagini fiabesche, disegnate a mano, e una musica evocativa, eseguita da un’orchestra dal vivo, concorrono a immergere nelle emozioni di un’atmosfera onirica, per affrontare temi profondi, come la vita e la morte. Nel viaggio ultraterreno di un’anima alla ricerca di risposte si esplorano mondi d’incanto, nei quali lo studio Stone lantern di Boston ha artisticamente trasfigurato i paesaggi innevati dell’Alaska, lo skyline di New York, l’architettura di Londra, angoli di realtà che spalancano scorci su un paradiso che suscita meraviglia. Sfruttando l’energia che si cattura risolvendo gli enigmi, la strada di questa odissea tra realtà e fantasia si addentra nel legame inscindibile tra due personaggi. Cosa li ha uniti? Perché si sono allontanati? Cosa spinge ad agire a volte anche contro sé stessi, con la conseguenza di scavare solchi che impediscono di continuare a crescere insieme, arricchendosi l’uno con l’altro? Riscrivendo dinamiche tra puzzle e piattaforme con rara sensibilità, Evergate sorprende per la capacità di toccare molteplici corde, affascinando e coinvolgendo, con la forza della verità che lo sguardo intatto e aperto allo stupore tipico dell’infanzia riesce a raggiungere, schiudendo ulteriori, inedite possibilità. 


METAMORPHOSIS (All in! games, per Pc e console) 

Cos’è che tiene il lettore avvinto alle pagine di Kafka? Non è forse il fascino ambiguo e sottile di un racconto dove tutto è assurdo, eppure descritto come fosse perfettamente reale? Sia come sia, sembra esserci un’affinità elettiva speciale tra l’opera dello scrittore boemo e il mondo dei videogame, con la loro capacità di fornire traduzioni interattive dei classici della letteratura, sperimentando vie diverse per accostarsi con creatività a celebri romanzi. Lo studio polacco Ovid works ha scelto un testo chiave come le Metamorfosi, offrendone una rivisitazione originale, nella forma di un’avventura narrativa con la quale andare al cuore della drammatica vicenda di Gregor Samsa, commesso viaggiatore che si risveglia trasformato in un piccolo insetto. L’idea degli sviluppatori di Varsavia è stata adottarne il punto di vista, mettendosi nei suoi panni, costretto a far leva solo su minuscole zampette per muoversi e cercare così di sventare piani malvagi orditi alle sue spalle. Gli enigmi si presentano proprio come ostacoli fisici insormontabili, che il nuovo Gregor deve affrontare aguzzando l’ingegno, in uno sforzo continuo di adattamento a ciò che gli appare ora estremamente grande, ma per il suo io precedente era invece di dimensioni contenute. Questione di prospettive, manipolando le quali ci si avvicina al cuore delle tematiche affrontate da Kafka, nel mettere in scena la lotta per la sopravvivenza del personaggio, trasferita in scenari surreali, dove risuonano altri echi dell’opera dello scrittore, con Gregor catapultato in una società alternativa dove schiere di animaletti ascoltano, osservano, giudicano il comportamento spietato degli uomini. 


DOUBLE KICK HEROES (Headbang club, per Pc, Mac, Xbox e Switch) 

I nomi, questa volta, sono tutto un programma, che si prefigge già dal titolo, Double kick heroes, di omaggiare la musica metal. Letteralmente: gli eroi del doppio pedale, quello della grancassa della batteria, un must per le mitragliate ritmiche nei generi più estremi, al punto che tra gli appassionati è celebre il caso controcorrente, più unico che raro, di Nicko McBrain, lo storico batterista degli Iron maiden, da sempre fedele al pedale singolo. Lo studio francese Headbang club - headbanging è il termine che indica la tipica frustata con la testa per seguire la musica ai concerti – ci ha costruito su le dinamiche di un originale rhythm game, dove premere al giusto ritmo i pulsanti corretti si trasforma nell’azione shoot ‘em up che vede protagonista una sgangherata band di mettallari fortunosamente scapati dall’apocalisse farsi largo strumenti in pugno, al volante di una rombante decapottabile d’epoca, in mezzo a zombie e mostruosità assortite in pixel art. L’etichetta Hound picked ha portato su console il titolo nella sua forma definitiva, che oltre ai pezzi del veterano Elmobo conta le collaborazioni con vari artisti d’oltralpe, per un totale di una cinquantina di brani. 


OSTRANAUTS (Modern wolf, per Pc) 

L’universo è ancora quello post-apocalittico di Neo scavanger, il gioco di ruolo survival dove ci si doveva arrabattare tra i rifiuti per trovare l’indispensabile a sopravvivere. Ostranauts, il nuovo titolo sviluppato sempre dallo studio americano The bottle games, già disponibile in versione work in progress attraverso la formula dell’accesso anticipato di Steam, è però una simulazione, nella quale si indossa la divisa del capitano di un’astronave, che deve reclutare il suo equipaggio e monitorare ogni fattore del viaggio, comprese le interazioni psicologiche tra i personaggi e le loro emozioni, tenendo conto delle regole sovvertite di questa ambientazione dove il sistema solare è sottoposto a una distopia che estremizza le leggi del capitalismo, a eccezione della Terra rimasta sofferente per le conseguenze di una precedente catastrofe. Vari aspetti, dalle caratteristiche del protagonista ai moduli della nave spaziale, sono personalizzabili, con l’obiettivo di mantenere accesi i motori e alto il morale dei compagni di questa avventura avvolta in tinte piuttosto fosche, alle prese con il problema di procurare il cibo agli uomini e il combustibile al veicolo in volo. 


BOUNTY BATTLE (Merge, per Pc e console) 

Uno dei grandi successi dei videogame è Super smash bros, il crossover da console per eccellenza dove a darsela di santa ragione sono le mascotte pescate da decenni di digital entertainment firmato Nintendo. Super smash bros ultimate, l’edizione più recente per Switch protagonista anche di seguitissimi tornei, supera gli ottanta personaggi e ha venduto qualcosa come 20 milioni di copie. Dallo sviluppatore Dark screen e dall’editore Merge l’idea adesso di raccogliere all’interno di una formula simile uno spaccato della scena indie. Il risultato è Bounty battle, un fighting game in 2D che recupera i suoi 30 combattenti del cast e l’ispirazione per le arene da piccoli grandi cult della galassia indipendente: Guacamelee!, Darkest dungeon, Dead cells, Awesomenauts, Nuclear throne, Owlboy, Axiom verge, Steamworld dig, Jotun, Battle chasers nightwar, Death’s gambit, Eitr, Super comboman, Pankapu, Flinthook, Doko roko, Tower of Samsara, Blubber busters, Ruin of the reckless, The bug butcher e Blocks that matter. 

 

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