×
×
☰ MENU

Gamescom: in Europa vince ancora la passione

Gamescom: in Europa vince ancora la passione

di Riccardo Anselmi

31 Agosto 2020,03:02

Ieri  si è chiusa la Gamescom, la principale fiera europea del digital entertainment che tradizionalmente si svolge in estate in Germania, a Colonia. Come molti grandi appuntamenti del 2020, quest’anno la Gamescom è stata trasformata in un evento virtuale, con seminari, presentazioni, tavole rotonde tutti liberamente accessibili online in streaming, partendo dal sito ufficiale della manifestazione. Tra i protagonisti Koch media, diventato uno dei maggiori editori del Vecchio continente. Il gruppo, fondato in Austria negli anni ‘90, vanta ormai uffici su scala globale. Entro il 2020 verranno aperte le sedi di Hong Kong e Tokyo. Attraverso soprattutto la sua etichetta Deep silver, in un’epoca di non facili mutamenti per il digital entertainment, la branca publishing di Koch media è riuscita a conquistare il favore dello zoccolo duro di appassionati. In questo senso l’operazione Shenmue, che ha portato in Europa il terzo capitolo della saga cult di Yu Suzuki, appare emblematica. Ma anche le novità in mostra alla Gamescom viaggiano nella stessa direzione. 

Titoli come Wasteland 3, appena pubblicato su Pc, Ps4 e Xbox. Si tratta dell’erede della serie che ha dato avvio a un intero filone, quello dei videogame post-apocalittici affascinati dall’immaginario cinematografico di Mad Max. Da una sua costola nacquero i primi Fallout, accomunati anche dal gusto per la satira e lo humour nero. Più di recente, l’autore originale Brian Fargo ha ripreso in mano l’opera, evolvendola in una saga firmata insieme allo studio Inxile. Dopo Wasteland 2, ambientato nei deserti radioattivi dell’Arizona, con Wasteland 3 ci si sposta tra i monti del Colorado, ricoperto dalle nevi dell’inverno nucleare. Wasteland 3 è la riproposizione moderna dei classici rpg per i quali era famosa Interplay, la storica compagnia di Brian Fargo che rappresentò un faro per il settore tra gli anni ‘80 e ‘90. 

Oltre a recuperare la tipica visuale dall’alto, che permette di imbastire elaborati combattimenti tattici a turni impostati sul ragionamento, un po’ come gli scacchi, il videogame di Inxile insiste nel recuperare l’essenza del genere, offrendo tutte quelle dinamiche care agli amanti dei giochi di ruolo, dove da ogni scelta derivano conseguenze. È il principio che guida già la creazione dei personaggi da amalgamare in una squadra eterogenea di ranger con cui lanciarsi all’avventura. Si riescono a trascorrere ore anche solo a studiare le più ardite combinazioni con l’editor. A seconda delle caratteristiche, le situazioni si possono risolvere in maniera diversa, a volte evitando del tutto lo scontro a fuoco, lungo un percorso che non è precisamente prestabilito, così come le alleanze che vengono strette cammin facendo. 

Per molti aspetti, Wasteland 3 è affine a un altro progetto portato alla Gamescom da Deep silver: Pathfinder. Non una novità assoluta, il videogame ha visto la luce su Pc nel 2018, ma in questo paio d’anni il team russo Owlcat ha continuato a lavorare sul titolo, espandendolo e apportando correzioni, riunite nella Pathfinder: Kingmaker – Definitive edition, appena giunta su console Ps4 e Xbox one. Quella di Pathfinder è una delle ambientazioni fantasy più popolari tra gli irriducibili dei giochi di ruolo carta e penna. Nella sua versione in videogame si respira la straordinaria passione con cui gli autori hanno affrontato l’impresa, simile concettualmente alla missione nella quale si imbarcò Bioware negli anni ‘90 traducendo i Forgotten realms di Dungeons & Dragons nel successo per computer di Baldur’s gate. Pathfinder: Kingmaker è un crpg enorme, sfaccettato, complesso e ricchissimo che ricorda davvero lo spirito eroico dell’età dell’oro del genere, quando gli sviluppatori erano anche i primi fan. 

Al di là dei calcoli statistici per mezzo dei quali vengono gestiti i numerosi combattimenti, con la possibilità nella Definitive edition di optare per l’inedito schema a turni al posto dell’azione in tempo reale con pausa tattica sul modello di Baldur’s gate, tanto impegno è stato profuso per raccontare il mondo di Pathfinder, attraverso un ampio cast di personaggi e le loro storie, tutti perfettamente inseriti nelle dinamiche di un gioco di ruolo. Queste e altre questioni relative alla narrazione interattiva in Pathfinder: Kingmaker sono state al centro di un approfondimento trasmesso via Twitch ancora disponibile sul sito della Gamescom, dove hanno avuto naturalmente una ribalta anche le realtà tedesche, come Applications systems Heidelberg, un riferimento per i cultori delle avventure grafiche, ma non solo. La casa, che ha nel suo catalogo perle come Lamplight city, Unforseen incidents, Nelly Cootalot, Luna e The longing, ha messo in mostra all’Indie arena booth online diverse chicche in arrivo dalla scena indipendente, da Mutropolis a Growbot, da Rosewater a Ghost on the shore, a Haiki. Alla Gamescom non è poi mancato l’annuncio a effetto del ritorno di Turrican, con due raccolte degli episodi classici pensate per il trentennale di cui si sta occupando lo storico studio Factor 5, aperto proprio a Colonia alla fine degli anni ‘80. Turrican anthology vol. 1 e Turrican anthology vol. 2 verranno pubblicati in formato fisico da Strictly limited per Switch e Ps4 in un’edizione limitata rispettivamente a 3500 copie e a 2000 copie, alle quali dovrebbero comunque seguire le versioni digitali dell’etichetta Inin. 
 

© Riproduzione riservata

Commenta la notizia

Comment

Condividi le tue opinioni su Gazzetta di Parma

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0

CRONACA DI PARMA

GUSTO

GOSSIP

ANIMALI