×
×
☰ MENU

Private division, Gorgone e il lato sorprendente di Take-Two

Private division, Gorgone e il lato sorprendente di Take-Two

di Riccardo Anselmi

13 Settembre 2020,07:52

I cosiddetti tripla A rappresentano croce e delizia del digital entertainment contemporaneo. Con tripla A si intendono i videogame ad alto budget. Sono le grosse produzioni che hanno reso oggi la scena delle console spettacolare come e più di Hollywood. I tripla A richiedono anni di lavoro, team arrivati a superare le seicento persone e investimenti dell’ordine delle centinaia di milioni di dollari. A volte non si parla tanto di blockbuster, ma di veri e propri kolossal, di cui è maestra Rockstar, la società della major Take-Two alla quale si devono pietre miliari come i Grand theft auto e i Red dead redemption. All’estremo opposto si trova la galassia indie, dove i videogame possono ancora essere realizzati persino da un singolo programmatore. Un po’ come al cinema, attorno a questa polarizzazione si sta però man mano perdendo tutto ciò che sta nel mezzo. 

Così è nata Private division, etichetta di Take-Two interessata a rilanciare progetti di qualità di medie dimensioni che non rientrano né nell’una, né nell’altra categoria, ma ricordano l’aria che si respirava nei decenni scorsi, quando il mainstream accoglieva diverse proposte al di là delle serie dal successo assicurato. Non a caso Private division ha dato voce alla creatività di alcuni fuoriusciti eccellenti, che sono passati dalle grandi compagnie a fondare realtà indipendenti più piccole, sempre però nel solco di un classico studio sviluppo. Da Patrice Désilets, veterano di Assassin’s creed che con la sua Panache ha firmato l’affascinante epopea di Ancestors: The humankind odyssey, a Marcus Lehto, figura di spicco della Bungie degli Halo che con la sua V1 si è occupato dello sparatutto futuristico Disintegration. 

L’opera che meglio restituisce il senso di Private division è probabilmente però The outer worlds, che si potrebbe semplificare come un Fallout nello spazio e l’erede spirituale di New Vegas tanto atteso dai fan dei giochi di ruolo che altrimenti non avrebbe forse mai visto la luce. Si tratta dell’ultimo titolo di Obsidian prima dell’acquisizione della casa da parte di Microsoft. Un rpg fatto dagli specialisti del genere che si inserisce perfettamente in quella tradizione moderna aperta da Mass effect, Fallout 3 e che, come già in Alpha protocol, Obsidian si diverte a rivisitare alla sua maniera. A spiccare è anche e soprattutto la verve della produzione, che opta per un taglio satirico in chiave pulp nel quale, attraverso l’arma del grottesco, la fantascienza ammonisce sulle derive della società mettendole in ridicolo. 

In particolare The outer worlds dipinge un vivido affresco degli incubi del capitalismo più sfrenato in cui ci si incammina accompagnati da una scrittura brillante che strappa molti sorrisi, anche amari, mentre si raggiungono mondi lontani al comando dell’(Un)reliable, l’Inaffidabile, un’astronave che è tutto un programma al pari della sgangherata ciurma che, da capitani improvvisati, ci si inventa ad assemblare. L’anti-epicità del racconto, che richiama Firefly o Futurama più che la grandiosità della tipica space opera, offre un carattere peculiare alle stesse logiche rpg che suggeriscono di sperimentare soluzioni e personaggi sui generis, in linea con il resto del cast e l’ambientazione. 

Ciò è vero anche nell’episodio Pericolo su Gorgone, il primo di due contenuti scaricabili tramite i quali Obsidian continuerà a espandere The outer worlds da qui al 2021. Disponibile per Pc, Ps4 e Xbox one, Pericolo su Gorgone (Peril on Gorgon) è come una di quelle puntatone speciali della propria serie tv preferita. Ci si accede nel bel mezzo dell’avventura principale e permette di viaggiare in un luogo inedito, dove approfondire aspetti dell’universo di gioco lungo un apposito arco narrativo passando un altro po’ di tempo insieme a volti vecchi e nuovi. Quanto dipende anche dalla voglia che si ha di sfruttare i diversi approcci che The outer worlds consente di intraprendere, a seconda del rapporto tra scelte e conseguenze che scaturisce dalle varie azioni, ma anche delle predisposizioni dell’alter ego protagonista, l’ago della bilancia come insegna la scuola degli rpg. Ricollegandosi appunto agli episodi speciali delle serie tv, Pericolo su Gorgone esplora un tema e vanta un’atmosfera unica: rilegge nello stile di The outer worlds il noir con un’indagine che, a partire da un braccio mozzato e proseguendo infilando uno dietro l’altro momenti sopra le righe, porta in superficie i loschi e remunerativi traffici di un’azienda senza scrupoli. 
 

© Riproduzione riservata

Commenta la notizia

Comment

Condividi le tue opinioni su Gazzetta di Parma

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0

CRONACA DI PARMA

GUSTO

GOSSIP

ANIMALI