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Troy: l'Iliade diventa un videogame

Troy: l'Iliade diventa un videogame

di Riccardo Anselmi

03 Agosto 2020,11:22

Ci sono tante vie per inoltrarsi lungo l’affascinante cammino della storia: leggere libri, osservare le tracce giunte a noi nei manufatti esposti nei musei, ammirare le opere d’arte che hanno tramandato fatti e volti. La ventennale serie di strategici Total war immerge invece direttamente nei campi di battaglia delle guerre che, per millenni, hanno contribuito a determinare fortune ed egemonie, sconvolto equilibri e cambiato i destini di popoli e continenti. Ma non c’è solo la riproduzione di armi e tattiche di combattimento, in quanto a scrivere le sorti del mondo concorrono numerosi aspetti, dalle azioni diplomatiche e alle condizioni dell’economia. Dietro ciascun videogame si colgono le ricerche compiute su testi e testimonianze materiali del periodo, attraverso cui conferire un certo grado di realismo al racconto in 3D e ai suoi protagonisti. Nel nuovo capitolo, gli autori si sono confrontati con le ulteriori sfide di un progetto dedicato alla guerra di Troia, andando a ritroso dunque fino all’età del Bronzo, per riportare in vita su computer la Grecia dei poemi omerici. 

A total war saga: Troy sarà disponibile in anteprima il 13 agosto: durante il giorno di lancio, lo si potrà eccezionalmente aggiungere gratis alla propria libreria digitale dell’Epic Games Store. Il titolo inaugura un nuovo ciclo sugli scontri avvenuti nel Mediterraneo, teatro delle razzie dei misteriosi Popoli del mare, che alcuni storici avrebbero individuato nella causa principale dell’altrettanto enigmatico crollo pressoché concomitante di civiltà evolute come quella ittita e la micenea, verso il 1180 avanti Cristo, sulla spinta di invasioni e massicci movimenti di popolazione durante la fase che sarà chiamata il collasso dell’età del Bronzo. In particolare Troy mette in scena la rivalità tra greci e troiani - vassalli dei potenti ittiti - con una grafica ispirata alle raffigurazioni sulla ceramica a vernice nera, mentre i reperti esistenti hanno fornito il modello per le armature, gli elmi, gli agili cocchi, le spade, le asce, le mazze, i giavellotti, le fionde, gli scudi (tra i più enormi mai visti, fino a coprire l’intero corpo del soldato) in dotazione a eserciti che avevano il nucleo principale nella fanteria, non temevano terreni accidentati e fangosi (tra le caratteristiche replicate nel gioco), ma più che schierarsi di fronte al nemico preferivano tendere imboscate. 

Per tenere insieme verità e mito, sulle orme dei concetti già elaborati da Evemero nel IV secolo avanti Cristo, gli sviluppatori di Creative Assembly hanno scavato attorno a figure leggendarie, fornendo una loro versione dei Ciclopi, dei Centauri, di Teseo, dei Giganti, del Minotauro, basandosi sui dati forniti dalle fonti per trovare una spiegazione razionale agli elementi più fantasiosi, pur nella consapevolezza di quanto gli dei permeassero ogni aspetto della quotidianità, senza una distinzione netta tra la sfera umana e quella divina. Così i Centauri si rivelano essere una tribù di formidabili cavalieri, talmente a loro agio con i destrieri da sembrare un tutt’uno con le cavalcature. Il Minotauro è invece un re ribelle che, sotto il giogo miceneo, richiama i simboli dell’antica civiltà minoica, come una maschera dalla testa di toro e la doppia ascia. 
In settembre è già previsto la prima di una probabilmente lunga serie di aggiunte che si aprirà con contenuto scaricabile incentrato sulle Amazzoni. 

© Riproduzione riservata

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