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Esports: Battlefield 2042, l'alba di una nuova era

Esports: Battlefield 2042, l'alba di una nuova era

di Riccardo Anselmi 

18 Novembre 2021,05:23

Questa è la settimana di Battlefield 2042, un episodio con cui gli autori della serie, tra le maggiori hit del digital entertainment, guardano decisamente al futuro. Non solo perché il videogame immagina in maniera estremamente vivida quel 2042 del titolo, accompagnando con la precisione di un techno thriller dentro gli sconvolgimenti del mondo di domani, dove un insieme di crisi – climatiche, energetiche, economiche, umanitarie – hanno portato al collasso interi Stati. A soffrire è in particolare proprio l’Europa, schiacciata dal ritorno alla logica dei due blocchi, da un lato gli Usa, dall’altro la Russia, che si affrontano in campo aperto per il dominio delle poche risorse rimaste, arruolando eserciti apolidi, in cui militano soldati senza più una patria cresciuti spesso nei Paesi che una volta costituivano il florido vecchio continente. 

Battlefield 2042 è però anche e soprattutto il primo first-person shooter davvero di nuova generazione, l’uscita più ambiziosa di un genere che oggi rappresenta la punta di diamante degli esports, la scena competitiva dei videogame. Non a caso per questo capitolo, che fa un po’ da spartiacque, lo studio svedese Dice, sotto l’egida della major americana Electronic arts, ha recuperato in toto lo spirito delle origini concentrandosi unicamente sul multiplayer, come quando la serie Battlefield debuttò vent’anni fa con Battlefield 1942, citato già nel titolo. Battlefield 2042 è l’evoluzione della specie che sfrutta a fondo ogni odierna tecnologia per imbastire le sue guerre virtuali, dove l’azione assume molte sfumature spingendo sul caratteristico piglio tattico al centro di contese online che, su Pc e console next-gen, riuniscono in due squadre contrapposte fino a 128 partecipanti. 

Si combatte armi in pugno, ma anche a bordo di mezzi, per cielo e per terra, cercando di conquistare le zone nevralgiche delle mappe, incredibilmente ampie e sfaccettate, con un inedito verticalismo, progettate per restituire al meglio l’esperienza di uno scontro totale nel quale non basta lanciarsi all’attacco, ma bisogna coordinare gli sforzi comuni. Ci sono un sacco di variabili che entrano in gioco, tra cui l’ambientazione che può venire stravolta durante i match: i colpi lasciano il segno sugli edifici, facendone crollare i muri, o addirittura capita di vedersela con eventi imprevedibili, come un tornado in grado di sconquassare qualsiasi piano con la sua carica distruttrice. Ogni partita di Battlefield non è una singola battaglia, ma un mosaico di battaglie che si susseguono in momenti e luoghi diversi, una sorta di sandbox del multiplayer che non è mai stato così spettacolare come in Battlefield 2042, un first-person shooter assolutamente next-gen anche a livello grafico, visivamente persino più sbalorditivo se si calcolano le dimensioni degli scenari e tutto ciò che vi accade in ogni istante. 

Oltre a quelli principali della modalità Warfare, che al lancio il 19 novembre contemplerà sette mappe dinamiche, ci sono sei campi di battaglia classici ripresi dai passati episodi all’interno di Portal, la fucina creativa di Battlefield 2042 che permette ai fan di sbizzarrirsi tra i vari contesti storici della serie, dal Secondo conflitto mondiale alla fantascienza, inventandosi sfide alternative con le proprie regole. Un’altra modalità, Hazard zone, aggiunge anche obiettivi controllati dall’intelligenza artificiale, enfatizzando l’elemento co-op dove si tocca, ancora online, quel tipo di narrazione indiretta attraverso cui viene ricostruito e si sviluppa il contesto del videogame. Ma è appena l’inizio: con Battlefield 2042 si apre una nuova era, la più importante e più social per Dice ed Electronic arts, che con questo progetto pluriennale, destinato ad arricchirsi di stagione in stagione con ulteriori contenuti, sembrano volere porre le basi di un loro futuristico metaverso, in cui accogliere una community di milioni di utenti, al di qua e al di là dello schermo. Perché gli esports non solo si giocano, ma si guardano e sono ormai alla stregua di uno spettacolo. Battlefield 2042 ha le carte in regola per diventare uno degli spettacoli online più grandi di sempre. 

 


 

© Riproduzione riservata

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