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Esports. Revolution x pro: Nacon gioca l'arma del tuning

Esports. Revolution x pro: Nacon gioca l'arma del tuning

di Riccardo Anselmi

30 Novembre 2021,17:52

In queste settimane infiamma lo scontro online tra Call of duty vanguard e Battlefield 2042, i nuovi bestseller dei first person shooter di stampo bellico, ciascuno con la propria ricetta, ma entrambi votati agli esports, la scena competitiva dei videogame. Un settore in costante ascesa nel digital entertainment, dove il confine tra semplice appassionato e cyberatleta è per sua natura abbastanza sottile e forse uno dei motivi del grande successo del movimento: tutti possono facilmente giocare alle stesse competizioni in cui si sfidano ad alto livello i professionisti del joypad. 

Così come per gli sport classici, esiste oggi per computer e console un mercato, anch’esso in forte crescita, dedicato all’attrezzatura specializzata. Usare un dispositivo piuttosto che l’altro non trasforma necessariamente in campioni, ma può avere un peso quando si arriva al punto di misurare le prestazioni in millisecondi. Tutto collabora al risultato, a cominciare dallo schermo, più o meno adatto in relazione ai tempi di risposta, fino al joypad, ingrediente su cui si concentrano le ricerche di Nacon, tra i maggiori produttori nel ramo delle periferiche da gaming appositamente studiate per gli esports. 

L’ultimo nato è il Revolution x pro controller, un joypad per l’universo Microsoft, compatibile sia con il Pc che con le console Xbox, in un momento in cui il marchio americano appare sulla cresta dell’onda, al centro dei festeggiamenti del ventennale, nonché uno dei prodotti high tech più venduti nella settimana del Black Friday, grazie al successo di Xbox series s, la piccola di casa che non sembra patire la crisi dei microchip come invece i concorrenti. Mancano tra l’altro pochi giorni al lancio di Halo infinite, già disponibile come multiplayer in anteprima, un titolo destinato a dare uno scossone anche al mondo degli esports. 

In particolare il Revolution x pro controller di Nacon, che si posiziona in una fascia superiore al precedente e più economico Pro compact controller pur recuperandone alcune filosofie, enfatizza la personalizzazione. Si tratta di un joypad estremamente configurabile, che si può riadattare tanto lato hardware, quanto lato software, in modo da vestire su misura il singolo giocatore esattamente come uno specifico videogame. Lo schema, di tipo asimmetrico, richiama quello del controller ufficiale Xbox, ma certi elementi sono intercambiabili, per venire incontro ai vari gusti, affinché ciascuno riesca a trovare meglio il feeling che lo metta più a proprio agio. I componenti alternativi, che si possono montare, smontare e rimontare, sono già compresi nella confezione e vanno dai pesi da aggiungere o togliere nelle manopole, offrendo così una diversa presa, al grip delle levette, a scelta tra concave o convesse, fino alle basi delle stesse che ne regolano sul piano meccanico aspetti come la sensibilità. 

Il vero non plus ultra è però rappresentato dall’app che su Windows e Xbox permette di gestire nei minimi dettagli numerosi parametri, modificando per esempio non solo la croce direzionale, l’intensità delle vibrazioni e l’assegnazione dei pulsanti (nel Revolution pro x controller ce ne sono anche quattro extra sul retro, programmabili), ma anche la curva di risposta delle levette e dei grilletti. In linea di massima l’idea è che ogni genere prediliga una mappatura ad hoc, sulla falsariga del tuning automobilistico. Ci sono i racing che valorizzano curve più progressive, per dosare gas e volante, e gli sparatutto o i titoli di combattimento che richiedono invece maggiore reattività. Il Revolution pro x controller esce di serie con determinati profili suddivisi proprio per tipologia di videogame, dalle corse all’azione furtiva, passando per le arti marziali e i first person shooter, con un ulteriore focus specifico per chi gioca nel ruolo del tiratore scelto. Se ne possono comunque creare ex novo altri o partire da quelli preimpostati per affinare ancora di più i parametri. Durante le partite si può saltare da uno all’altro di quattro profili salvati, che si possono rendere riconoscibili anche attraverso uno schema di colori rgb, con cui si illumina volendo la base della levetta destra. 

L’elevata precisione delle levette è uno dei punti forti costruttivi del Revolution pro x controller, un po’ meno premium il feeling di grilletti e pulsanti, anche se la principale criticità del joypad sta probabilmente nel collegamento soltanto via cavo, della lunghezza di tre metri. Una problematica su cui influisce in parte la postazione con il quale si pensa di utilizzarlo, ma che in realtà non dovrebbe essere poi così spiazzante, visto che proprio i pro player tendono a preferire da sempre i collegamenti wired a quelli wireless per questioni di efficienza e affidabilità. In compenso c’è la chicca del Dolby Atmos, che normalmente si paga a parte, ma con il Revolution pro x controller si attiva in automatico senza costi non appena si inserisce lo spinotto delle cuffie nell’apposito ingresso/uscita del joypad. Va bene qualsiasi modello col tradizionale jack da 3,5mm, la stessa Nacon ha in catalogo diverse opzioni ad hoc con le storiche cuffie da gaming della famiglia Rig. La qualità del sonoro dipende anche da ciò che si indossa, ma è comunque il sistema virtuale del Dolby Atmos che si occupa di ricreare l’effetto 3D avvolgente che si ascolta nelle cuffie: da un lato aumenta il coinvolgimento cinematografico mentre si gioca, dall’altro ha un risvolto pratico proprio negli esports, dove l’orecchio allenato può essere d’aiuto quando si riescono a interpretare meglio i suoni provenienti dalle varie direzioni. Anche in questo caso, Nacon ha progettato diversi profili a seconda dei videogame. 

© Riproduzione riservata

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