×
×
☰ MENU

HI TECH

L’alba del Ragnarok

Tutti pazzi per la mitologia norrena che conquista anche il mondo delle console

L’alba del Ragnarok

di Riccardo Anselmi

21 Marzo 2022,08:52

Dalle serie tv ai film, fino alle edicole: la bussola continua a puntare verso il nord Europa, specialmente guardando ai miti e alle gesta dei vichinghi, protagonisti di un’estesa mania negli ultimi anni. Non fanno eccezione i videogame, che anzi forse più di tutti stanno cavalcando quello che si è dimostrato un fortunato filone. È ancora su questo campo che due pesi massimi come Sony e Microsoft hanno deciso di sfidarsi a distanza, dando la propria lettura dell’immaginario norreno con due tra i sequel più attesi di altrettante hit del genere, «God of war» e «Hellblade». Ma anche la major Ubisoft è della partita.

«Assassin’s creed», la sua saga simbolo a spasso nella storia, dall’antico Egitto alla Rivoluzione francese, quando nel 2020 ha scelto di iniziare a narrare le imprese dei popoli del nord ha conosciuto un trionfo addirittura senza precedenti. Tanto da convincere la casa, forte del record di incassi di oltre un miliardo di dollari registrato dal kolossal «Assassin’s creed Valhalla», ad arricchire ulteriormente il capitolo con un nuovo anno di contenuti che si apre adesso con «L’alba del Ragnarok». Si tratta di una grande espansione focalizzata sull’affascinante mitologia norrena, dopo gli excursus a Parigi e in Irlanda con cui avventurarsi invece su altre rotte dei celebri navigatori, che in «Valhalla», ambientato nel IX secolo, salpati dai fiordi della Norvegia, stabiliscono la base principale delle loro razzie in Inghilterra. La ricetta del successo di «Assassin’s creed» sta nel riuscire ad amalgamare in maniera appassionante realtà e finzione, imbastendo attorno a eventi e a personaggi più o meno noti, e magari studiati sui libri, un intreccio originale, in grado di restituire un affresco digitale del passato incredibilmente vivido, perché da esplorare virtualmente con mano, entrando letteralmente nelle vicende, raccontate in presa diretta, al di là dello schermo. Non a caso la serie Ubisoft ha introdotto tra le schiere di sviluppatori la figura del consulente storico e i suoi titoli sono da tempo utilizzati anche nelle scuole come strumenti complementari alla didattica tradizionale, elemento enfatizzato dai «Discovery tour» che, a partire dall’Egitto di «Origins», proseguendo con la Grecia di «Odyssey» e fino all’epopea vichinga di «Valhalla», approfondiscono per mezzo di un’esperienza interattiva ad hoc i contesti dei vari periodi.

Ne «L’alba di Ragnarok» con lo stesso senso per l’accuratezza e la ricerca prendono corpo anche le leggende, che accompagnano in mondi lontani, al cospetto di divinità come Odino sulle tracce del figlio Baldr rapito. Non più i documenti, ma i poemi offrono la mappa per una ricostruzione in 3D altrettanto autentica di luoghi incantati, su cui gli uomini hanno fantasticato a lungo, trasformati ora, grazie alle magie di una computer graphics ai massimi livelli, in uno scenario quasi tangibile. Così da inquadrare persino il favoloso regno nanico di Svartalfheim in un solco fotorealistico.

© Riproduzione riservata

Commenta la notizia

Comment

Condividi le tue opinioni su Gazzetta di Parma

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0

CRONACA DI PARMA

GUSTO

GOSSIP

ANIMALI