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COMPAGNE DI BRANCO

Pericoli canini

Rubrica settimanale, a cura dell’educatrice cinofila Lia Begani e la speaker radiofonica Valentina Tridente (Radio Parma)

Pericoli canini

29 Novembre 2021,12:12

Se ci seguite da un po’ saprete già che periodicamente trattiamo anche degli aspetti legali legati al mondo dei nostri amici pelosi visto che, come loro “proprietari” (non ci piace tanto questa parola ma ai fini dell’articolo di oggi è necessaria), abbiamo tutta una serie di responsabilità civili e non solo che li riguardano. Per questo motivo da sempre ci rivolgiamo a un membro fondamentale di Compagne di Branco: l’avvocato Maria Cristina Ganga, collaboratrice dello Studio Legale avvocato Antonio Maccarone di Parma. Oggi le abbiamo chiesto di approfondire la tematica inerente agli incidenti stradali causati dai nostri amici pelosi lasciati liberi senza guinzaglio. Vediamo quindi cosa ci dice.


“Gli incidenti stradali provocati da animali in fuga o privi di mezzi di contenzione rappresentano uno dei casi tipici di responsabilità aggravata, infatti l’art. 2052 del nostro Codice Civile recita: «il proprietario di un animale o chi se ne serve per il tempo in cui lo ha in uso, è responsabile dei danni cagionati dall’animale, sia che fosse sotto la sua custodia, sia che fosse smarrito o fuggito, salvo che provi il caso fortuito». La norma evidenzia essenzialmente due elementi per questo speciale tipo di responsabilità (che prescinde cioè dal dolo e dalla colpa): la detenzione di un animale, e quindi il rapporto di custodia tra il detentore e l’animale stesso, insieme allo smarrimento e la fuga, evento dal quale derivi un danno alla persona o alle cose.
Siamo, dunque, di fronte al caso in cui il dog sitter, il proprietario, un membro della famiglia che fa passeggiare l’animale senza adeguati strumenti di contenzione o che fugga dal giardino di casa e provochi un incidente stradale (dal quale possano derivare conseguenze anche gravi per il conducente del mezzo) non potrà invocare a propria discolpa il fatto che l’animale sia sfuggito al suo controllo, trovandosi nell’impossibilità di adottare le misure necessarie per evitare l’incidente. Siamo tendenzialmente abituati, in casi del genere, a stabilire e ricercare “la colpa” dell’infausto evento, ma questo è un caso che “risolve” direttamente il Codice, attribuendo la responsabilità dei danni al custode dell’animale: quest’ultimo potrà sottrarsi alle proprie responsabilità solo dando la prova (che non a caso, in gergo, si chiama “diabolica”) dell’evento fortuito, un fatto cioè che per la sua imprevedibilità e forza si è opposto alla diligenza del custode, sarà utile indicare un esempio in grado di farci comprendere come deve essere questo evento deresponsabilizzante: durante la passeggiata al guinzaglio il custode dell’animale ha un malore e perde conoscenza accasciandosi al suolo, l’animale fugge e provoca la caduta di uno scooter che ferisce il conducente stesso. In casi di questo genere non potranno essere addebitati al custode i danni provocati dalla fuga dell’animale poiché gli era praticamente impossibile prevedere il malore che di lì a poco gli avrebbe fatto perdere i sensi. Tuttavia va sottolineato che recentemente la Cassazione ha stabilito che l’animale smarrito o in fuga deve porsi quale causa unica dell’incidente stradale per determinare il risarcimento dei danni a carico del custode: questo vuol dire che l’incidente deve essere stato provocato unicamente dall’animale e che l’automobilista, per contro, non può addebitare i danni dello stesso al custode se sarebbe bastato non usare lo smartphone durante la guida e prestando la diligenza dovuta si sarebbe comunque potuto evitare l’impatto.
Per concludere, le dolenti note: se dall’incidente deriva la morte o le lesioni del conducente del mezzo nei casi disciplinati dall’art. 2052 c.c. le responsabilità del custode potranno anche essere di rilievo penale: il custode sarà chiamato rispondere di omicidio colposo e lesioni colpose (non stradali perché l’ambito della loro applicazione è la violazione di una norma del codice della strada). Il passeggio senza guinzaglio del proprio animale domestico (valgono anche i gatti, in tutti i casi in cui si possa risalire a chi li possiede) è una leggerezza che può davvero costare caro a chiunque. La finalità della norma che vieta di lasciare incustoditi cani o altri animali in luogo pubblico è quella di assicurare la sicurezza di chiunque (umani e non) si trovi a condividere spazi pubblici con gli animali, perché quando questi si trovano in stato di libero movimento, anche se piccoli o particolarmente miti, si crea una condizione di per sé idonea, a mettere a repentaglio l’incolumità altrui, qualora manchino gli strumenti di controllo fisico e di costrizione del cane, cioè il guinzaglio (che, ricordiamolo, deve essere di lunghezza non superiore al 1,5 m) e la museruola.
È in vista di tali impulsi improvvisi e reattivi, scatenati anche da un comportamento imprevisto dei presenti, o del tutto innocuo per il nostro giudizio, che il cane deve essere posto sotto materiale controllo di chi lo detiene, non bastando la vigile attenzione del padrone che si trovi anche a distanze minime, perché non lo potrà esimere dal ritrovarsi a dover risarcire anche ingenti somme, e nei casi più gravi a vedersi addebitare la responsabilità anche penale di reati puniti severamente come le lesioni o l’omicidio colposi.” Come avrete capito dalle parole della nostra compagna di branco le conseguenze di una gestione superficiale dei nostri amici pelosi in ambiente cittadino non è per niente qualcosa da prendere sotto gamba. Vi invitiamo quindi, come sempre, a tenere i cani al guinzaglio - fatta eccezione per le aree apposite e le campagne sperdute - e di avere una particolare attenzione, quando possibile, anche per le abitudini degli amici gatti che sono soliti uscire da casa.

Per ulteriori informazioni vi consigliamo di seguire l’appuntamento settimanale di «Compagne di Branco» in podcast su Spotify e in diretta su Radio Parma tutti i mercoledì dalle 18.00 alle 19.00
 
e-mail: compagnedibranco@gmail.com
IG:@compagnedibranco
FB: compagnedibranco

Volete che la foto del vostro beniamino venga pubblicata nel prossimo appuntamento della nostra rubrica? Niente di più semplice: immortalate i vostri amici mettendo bene a fuoco il loro muso, scattate e inviate la foto a compagnedibranco@gmail.com
Come sempre tutti gli animali sono i benvenuti!

Gnoli e Pirata di Afro e Maria

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Kinder di Massimo Mazza

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Spritz di Alessandro

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Martino di Elisa Springer

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