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Cavilli e scontro sui pareri: in Comune la burocrazia blocca il nuovo Tardini

Cavilli e scontro sui pareri: in Comune la burocrazia blocca il nuovo Tardini

04 Dicembre 2021,03:01

Pierluigi Dallapina

Tutto fermo per un cavillo. O meglio, per una battaglia fra pareri giuridici. E così i tempi per costruire il nuovo stadio iniziano ad allungarsi. «La delibera non è iscritta all'ordine del giorno del consiglio comunale di lunedì. Allo stato attuale non potrà esserlo neanche in quelli dei prossimi consigli». La delibera a cui si riferisce il vicesindaco Marco Bosi è quella che serve a dichiarare l'interesse di pubblica utilità sullo studio di fattibilità presentato dal Parma Calcio per rifare da cima a fondo il Tardini. Il voto del consiglio sulla delibera è la condizione indispensabile per dare il via alla stesura del progetto e poi ai lavori.

Ma dopo «l'ennesimo rinvio è necessario fare un po' di chiarezza», premette il vicesindaco, durante l'ultima riunione congiunta delle commissioni Urbanistica, Cultura e Patrimonio, convocata ieri sera per prendere atto che la riqualificazione dello stadio rischia di impantanarsi nei meandri della burocrazia.

«Quest'opera è o non è di pubblico interesse?», domanda Bosi, chiarendo subito che per lui e per l'amministrazione la risposta è sì. Ma non tutti, in Comune, la pensano così e allora sarà necessario fare un altro passaggio. «Insieme al sindaco abbiamo chiesto chiarimenti all'Anac», aggiunge, anticipando ai consiglieri riuniti ieri in videoconferenza una possibile soluzione a uno stallo figlio più della burocrazia che della politica.

A fermare la delibera, e quindi il progetto di riqualificazione del Tardini, è il parere contrario della segretaria generale dell'ente, che ha rispedito l'atto al settore Lavori pubblici. Secondo la segretaria, il Parma Calcio non avrebbe i requisiti tecnici per proporre l'opera. Il settore Affari generali e l'Anci, a cui l'amministrazione ha chiesto un chiarimento, la pensano diversamente ma alla fine basta un no per fermare tutto.

«Se il Comune non si esprime, la legge dà la possibilità al proponente di attivare una procedura che dà all'ente 30 giorni di tempo per deliberare. Scaduto questo termine, la proposta va in Consiglio dei ministri, che delibera sentito il parere del presidente della Regione. Ma questa sarebbe una sconfitta. Il nuovo stadio è una prerogativa di Parma, non di Roma», aggiunge Bosi. A favore del nuovo Tardini si esprime il capogruppo di Effetto Parma, Cristian Salzano, «opera che sosteniamo», ma il presidente del consiglio comunale, Alessandro Tassi Carboni, avverte: «La delibera verrà in consiglio quando sarà matura». Più critico Giuseppe Massari (Parma protagonista): «In questa vicenda c'è stata una sorta di sudditanza dell'amministrazione verso la legittima volontà di investimento del Parma Calcio». Ma a chi invoca un nuovo dibattito sullo stadio, Bosi replica secco: «La discussione infinita genera solo immobilismo». A dire il vero, anche la burocrazia non è da meno.

© Riproduzione riservata

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commenti 1
  • Marcy67

    04 Dicembre 2021 - 10:22

    La burocrazia blocca il nuovo Tardini? In Italia la burocrazia blocca tutto!!!

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