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Due aerei si schiantarono in volo 50 anni fa: trovato l'orologio di uno dei piloti

Due aerei si schiantarono in volo 50 anni fa: trovato l'orologio di uno dei piloti

06 Dicembre 2021,03:01

Bardi - Ci sono voluti cinquant’anni, perché la terra della nostra montagna restituisse un piccolo eppur prezioso cimelio appartenuto al sottotenente Aldo Spagnol. Parliamo dell’orologio cronografo del ventitreenne pilota originario di Valvasone Arzene (Pordenone) e arruolato nel 50° Stormo di Piacenza dell’Aeronautica Militare, che il 13 maggio 1971 perse la vita nei cieli emiliani con il commilitone parigrado Roberto Varaldo, di Savona.

Chi mastica la storia del nostro Appennino, ricorderà i fatti di quella tragica mattina di metà maggio, riportata dalla «Gazzetta» in prima, quando tra Parma e Piacenza, nel vasto territorio bardigiano nei pressi del monte Pelizzone, entrarono in collisione due caccia «Republic F-84 F». Quella che, stando alle cronache del tempo, doveva essere una normale esercitazione, si trasformò in una tragedia, anche perché sulla zona sorvolata si era da poco scatenato un forte temporale. Complice la scarsa visibilità, sempre stando alla ricostruzione dell’epoca e all’unico testimone oculare (l’allora quarantacinquenne Pietro Todesco che in quel momento stava facendo la legna in un bosco e vide la collisione, rimanendo abbagliato), i due velivoli si sarebbero toccati mentre con ogni probabilità stavano compiendo una cabrata: uno dei due caccia esplose immediatamente in volo, mentre l’altro precipitò schiantandosi sulle pendici del Pelizzone.

I resti dei due caccia si sparsero nel raggio di alcuni chilometri, ferendo anche due motociclisti (il cinquantenne Antonio Conti di Pozzolo di Bore che sulla sua «Gilera» stava trasportando la trentatreenne Alice Nicoli) che in quel momento stavano percorrendo la provinciale per Bardi.

Oggi, quella storia riemerge in tutta la sua toccante fatalità: a dieci lustri dall’incidente mortale, infatti, è stato rinvenuto l’orologio di Spagnol. Merito del Grac (Gruppo ricercatori aerei caduti) che, durante una delle tante campagne di esplorazione sulla montagna e avvalendosi di moderni metal detector, ha rinvenuto diversi frammenti del velivolo pilotato da Spagnol: tra i ritrovamenti, l’orologio da polso appartenuto allo sventurato sottotenente, con le lancette ancora ferme alle 10.32, quasi certamente l’ora esatta della fatale collisione.

Il cimelio, con inciso sul retro «Ami Cronometro tipo Cp-2 Mm 201000», è stato ritrovato da Arrigo Francani e Stefano Terret, appassionati ricercatori che militano nella sezione di Fidenza dell’Associazione Arma Aeronautica-Aviatori d’Italia: grazie all’intuizione di deviare di qualche decina di metri dal luogo delle abituali perlustrazioni, i nostri hanno ritrovato quello che per l’anziana madre di Aldo Spagnol, la centenaria Noemi Mangialenti, è un ricordo di inestimabile valore umano che ora attende solo di essere valorizzato.

Da poco riconsegnato all’amministrazione comunale di Arzene nelle mani del sindaco Markus Maurmair e del suo vice Massimiliano Bellone, e successivamente alla famiglia del caduto, sarà quasi certamente esposto in una bacheca che già conserva altri cimeli.

Subito dopo il ritrovamento, infatti, la Aviatori d’Italia di Fidenza e il Gruppo di ricerca hanno contattato la sezione udinese dell’Associazione: il 27 novembre, una delegazione della sezione fidentina si è recata in Friuli per consegnare al borgo non solo l’orologio, ma anche ulteriori frammenti del velivolo del giovanissimo e sfortunato pilota.

Monica Rossi

© Riproduzione riservata

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