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Omaggio

Marchetti, l'abbraccio della città

Marchetti, l'abbraccio della città

06 Dicembre 2021,03:01

La città ha tributato il suo omaggio a Giuseppe Marchetti, il grande critico letterario della Gazzetta di Parma, scomparso lo scorso 30 agosto a quasi 87 anni, idealmente scrivendolo con l’eleganza raffinata dei caratteri indelebili della sua Olivetti «Lettera 80».

Pietra miliare della terza Pagina della Gazzetta, della quale è stato per 48 anni critico letterario (lo nominò nel 1973 il direttore Baldassarre Molossi), firmando oltre 3000 articoli, «Pino» Marchetti ieri a Palazzo del governatore, in un auditorium gremito, è stato più che mai vivo nei ricordi commossi e nelle voci autorevoli durante l'evento a lui dedicato.

«Noi della Gazzetta - ha detto il direttore Claudio Rinaldi - sentiamo un vuoto che non potrà essere colmato. Pino Marchetti è stato l’ultimo dei critici militanti, un letterato di straordinaria cultura. Era un uomo “analogico”, che non si è mai convertito al computer: mandava via fax i pezzi battuti con la sua Olivetti “Lettera 80”, solo negli ultimi mesi un suo amico li ribatteva e li inviava via email. Una memoria prodigiosa, che attingeva a un archivio di ventimila libri. Pino sapeva dialogare in modo competente e signorile con il premio Nobel come con il lettore che lo fermava per strada, capace di far arrivare un pezzo di alto livello anche su una notizia dell’ultima ora, era persona di incredibile fermezza morale. Ha segnato con discrezione decenni di letteratura italiana».

«E’ tempo - l’incipit di Michele Guerra, assessore alla cultura del Comune di Parma - di riprendere il filo di queste parole. Ebbi modo di conoscere bene Giuseppe Marchetti in occasione di un progetto sulle riviste di cinema degli anni Quaranta. Fonte inesauribile di informazioni ed idee, sapeva condurre a comprendere da soli in che direzione andare. Non l’ho mai ringraziato abbastanza per questo. La sua eredità sarà tenuta viva anche con iniziative future».

Al collage di ricordi sullo sfondo di un comune, commosso, sentimento di gratitudine e stima, hanno partecipato tante voci: Paolo Briganti, Camillo Bacchini, Valerio Cervetti, Bianca Venturini, Valerio Varesi, Giancarlo Baroni, Emilio Zucchi, Roberto Ceresini. A loro, moderati da Luca Ariano, cui si è unita la voce del generale dei carabinieri Sergio Boscarato, mentre l’interpretazione dell’attore Raffaele Rinaldi ha animato testi dell’autore.

«La sua attitudine accogliente - le parole di Briganti - mi ha accompagnato negli anni, incontrandoci sempre nel nome della letteratura e della poesia».

«La città - così Bacchini - si stringe attorno ad una delle sue penne migliori. Ricordo l’amicizia con mio padre Pier Luigi e la sua commozione per il pezzo che Marchetti gli dedicò, in occasione del Premio Viareggio, sulla prima pagina della Gazzetta».

«Propongo - l’intervento di Baroni - di costruire in memoria di Pino, che per discrezione non amava i ringraziamenti, un albero di legno ornato di fogli e biglietti su cui sia scritta un’unica parola: grazie!».

«Non smetto di chiedermi - il contributo di Ceresini - cosa penserebbe lui di questo o quel libro. Credo che tutti noi librai di Parma gli siamo grati. Trovava sempre qualcosa di buono, con la sua ironia simpatica e costante, in tutti gli autori esordienti». «Ho avuto il privilegio ed il dolore - il ricordo di Cervetti - che abbia dedicato a me la sua ultima recensione sulla Gazzetta. Pino era un uomo di garbo, generosità e pazienza che amava la magia del libro». «Nella mia mente - così Varesi - c’è una folla di ricordi che si spintonano. Devo a lui se sono diventato scrittore e giornalista». «La sua simpatia - l’omaggio di Venturini - nasceva dall’ironia, dall’intelligenza acuta accresciuta dalla capacità di osservare in silenzio tante cose della vita».

Marchetti ha collaborato anche per prestigiose testate, da «Paragone» a «Nuovi Argomenti» a «Il Giorno». Indro Montanelli lo aveva voluto come firma della cultura della Voce: per il primo numero, nel marzo 1994, volle a tutti i costi un suo pezzo sulla Voce di Prezzolini.

«Prosatore elegante e sinuoso ma mai retorico - ha detto Zucchi - Giuseppe Marchetti era un vero gentiluomo della letteratura, capace anche di grande autoironia». «E’ stata la prima persona che ho conosciuto in ambito letterario. Gli devo tantissimo» la chiosa di Ariano. «Una vertigine di bene» (per citare un suo stesso verso) per Giuseppe Marchetti dalla sua Parma, che lo ricorda ancora nel cuore del centro, in un’immagine di dolce armonia, al fianco della moglie Maria Giovanna Puviani, già direttrice della biblioteca Guanda, commossa in sala insieme ai nipoti.

Claudia Olimpia Rossi

© Riproduzione riservata

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