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Lotta al Covid

Hub vaccinale, avanti tutta: fino alle 23

Hub vaccinale, avanti tutta: fino alle 23

08 Dicembre 2021,03:01

Protezione civile a chilometro zero. Le risposte alle urgenze dell'inverno e deIl'accelerazione della corsa al vaccino, Seirs Croce gialla le ha tirate fuori dal proprio magazzino, dietro le grandi porte a vetro. Via Mantova 68: nel piazzale che fa da anticamera all'ex centro stampa della Gazzetta trasformato in hub vaccinale, oltre a due larghi gazebo i volontari hanno montato una tenda riscaldata. Nessun terremoto, nessuna alluvione: c'è «solo» da affrontare una pandemia sul pianeta globalizzato, e scusate se vi sembra poco. Servirà eccome, lo scudo termico, specie ora che si è protratto l'orario delle inoculazioni fino alle 23, anche se a quell'ora non ci saranno le file che a volte si formano tra le 9 e le 12. Torna comunque utile già dal mattino, quando magari il sole scalda un po', ma mai abbastanza i più fragili in attesa di entrare nel capannone delle vaccinazioni, dove poi l'attesa è su sedie distanziate, al coperto e al caldo, sotto il tetto che sovrastava la nostra rotativa.

Diverse le temperature, rispetto alle scorse settimane e diversi i numeri. Il super Green pass ha convinto molti parmigiani ad aderire alla campagna. Da indecisi o recalcitranti che erano si sono trasformati in «non prenotati». Sono loro mettersi in fila: persone che all'improvviso hanno deciso quando offrire il braccio. Ora si viaggia a una media di duemila ingressi al giorno. «La stragrande maggioranza dei non prenotati - spiega Luigi Iannaccone, presidente di Seirs - è corretta e rispettosa e ogni giorno qualcuno ci ringrazia portandoci una torta. Ma ci sono quelli che si considerano al di sopra delle regole, che pretendono di parcheggiare a due passi, di evitare le attese e magari anche di compilare i moduli». Nemmeno la pandemia deve aver insegnato loro il significato dell'avverbio insieme.

A volte non è neanche furbizia, ma egoismo. «Come quello di chi si dice infermo e invece zoppica appena. Mentre noi qui riceviamo persone con vere difficoltà motorie: facciamo tutto il possibile per permettere loro di parcheggiare vicino. Poi, le accompagniamo su sedie a rotelle: quattro nostre, dieci dell'Asl. Qualcuno ci chiede perché non facciamo parcheggiare nel piazzale chi fatica a camminare. Ma lo spazio serve per le ambulanze e i pulmini, a loro va la priorità».

A proposito di regole, Iannaccone è costretto a invitare una donna al cellulare a risistemare la mascherina calata sul mento. Come se fosse impossibile parlare con il sottile tessuto in mezzo. Come se il 19 che accompagna il nome del virus non significasse 2019: è da quasi due anni che si raccomanda di tenere bocca e naso coperti. E di starsene distanziati: quello che una ragazza in tuta gialla chiede (con grande gentilezza) a un gruppetto poco distante.

Della serie: qui c'è gente che aiuta, vediamo di aiutarla. «E la gente che aiuta è tanta e lo fa con slancio: dal personale sanitario a quello tecnico e amministrativo, al volontariato. Si è creata una squadra affiatata: dal primo agosto siamo arrivati a 150mila inoculazioni. Devo ringraziare anche il personale della Gazzetta che ci dà una mano nel risolvere i problemi che possiamo incontrare». A proposito di numeri in aumento, ce n'è uno che riguarda i volontari. «Più di venti cittadini hanno risposto al nostro appello, mettendosi a disposizione per la campagna vaccinale». Un'iniezione di fiducia, la conferma dell'utilità del proprio compito. Una necessaria iniezione di forze fresche. «Con la turnazione alle 23 - conclude Iannaccone - sono impegnati 30 volontari al giorno: continuiamo anche a garantire i servizi istituzionali della nostra associazione». Trenta al giorno. A questo punto, la torta quotidiana rischia di non bastare più.

Roberto Longoni

© Riproduzione riservata

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