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LA STORIA

Orazio e Luciana, quando l'amore resiste alle nebbie dell'Alzheimer

Orazio e Luciana, quando l'amore resiste alle nebbie dell'Alzheimer

di Chiara De Carli

05 Gennaio 2022,03:01

Fontanellato L’Alzheimer è una malattia crudele che, cancellando i ricordi, ruba a chi ne è affetto il passato, il presente e il futuro.

Ma l’amore di Luciana Faccini per Orazio Demaldè è rimasto intatto fino all’ultimo giorno: un vero faro nella «nebbia» che in pochi anni ha avvolto i luoghi in cui viveva da sempre e poi anche i volti degli amici, dei figli e del nipotino, diventati uno alla volta degli sconosciuti.

Luciana e Orazio si erano innamorati quando lei aveva solo 13 anni: lui aveva 21 anni ed era il postino di Fontanellato, ma una volta finito il turno di lavoro aiutava i genitori, gestori di un bar-alimentari in via Costa, con le consegne a domicilio; lei era la figlia di un cliente abituale, solito farsi portare a casa le spese più pesanti.

Uno sguardo, una chiacchiera e tra i due nasce quel rapporto speciale che li legherà per sempre. E il 27 luglio 1975 Luciana e Orazio si sposano nella chiesetta di Castell’Aicardi.

Luciana inizia a lavorare nel bar dei suoceri e Orazio trasforma la sua passione per il calcio giocato nell’impegno come dirigente e direttore sportivo della Fontanellatese: tutti in paese li conoscono e guardano con simpatia alla loro bella storia d’amore.

Tre anni dopo nasce Mara e dopo altri quattro arriva Davide e Luciana decide di dedicarsi a tempo pieno alla famiglia per seguirli nella crescita, tenendo sempre per lei e il marito un piccolo spazio per il ballo: passione comune che li aveva accompagnati fin dai primi appuntamenti.

Ma nessuno, allora, poteva immaginare che, anni dopo, la musica e il ballo sarebbero diventati un modo per rivedere sul suo volto il sorriso e la serenità che l’avevano sempre caratterizzata.

Dal 2016, contro la malattia di Alzheimer ha lottato tutta la famiglia, circondando Luciana di stimoli e attenzioni e contribuendo anche come animatori alle attività Gruppo Sostegno Alzheimer di Fidenza.

Ma l’estate scorsa la situazione ha iniziato a precipitare e Luciana aveva bisogno di un’assistenza diversa da quella domiciliare.

Così Orazio l’ha presa ancora una volta per mano, hanno fatto le valigie, hanno chiuso dietro le spalle la porta della loro casa e si sono trasferiti, entrambi, nella residenza per anziani di Fontanellato dove lei poteva essere seguita e lui poteva continuare a vivere al suo fianco.

Un gesto d’amore che è stato ripagato dagli sguardi di Luciana che si illuminavano ogni volta che i loro occhi si incrociavano. Ed è stato così fino a qualche giorno fa, quando solo la morte ha potuto spezzare l’incantesimo che c’era tra di loro.

Ma non l’amore. Perché quello, nel cuore di Orazio, è ancora quello del primo giorno.

Chiara De Carli

© Riproduzione riservata

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