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Vigili del fuoco, la caserma contesa tra Solignano e Medesano

Vigili del fuoco, la caserma contesa tra Solignano e Medesano

13 Gennaio 2022,03:01

Solignano e Medesano A quando un distaccamento dei Vigili del fuoco in grado di coprire la vasta area tra la montagna parmense e il capoluogo di provincia? Se in Alta Valtaro il prezioso presidio è garantito dai pompieri volontari del distaccamento di Borgotaro, è altrettanto evidente che la bassa Valtaro, la Valceno, l’autostrada della Cisa e l’asse ferroviario Parma-La Spezia trarrebbero un indiscusso giovamento in termini di soccorso se venisse costruito un nuovo distaccamento permanente in un territorio mediano tra il presidio di Parma e quello di Borgotaro, ai piedi dunque delle due vallate Taro e Ceno. E dunque? E dunque se ne parla da tempo, ma finora le progettualità sono rimaste sulla carta. I primi e nemmeno timidi propositi concreti risalgono all’alba del 2000, quando venne ipotizzato di costruire un distaccamento a Fornovo (e contestualmente uno a Roccabianca). Nonostante due legislature, non se ne fece nulla: Fornovo si è fatta soffiare l’opportunità. E sì che l’obiettivo sembrava a portata di mano, avendo il Comune individuato l’area, trovato i fondi e incassato il consenso dei privati. La progettualità a livello provinciale, tuttavia, benché ancora tra i «desiderata», non è mai tramontata, tanto che a febbraio del 2020, in un incontro che si è tenuto in Prefettura alla presenza del prefetto, del comandante provinciale dei Vigili del fuoco di Parma e dei sindaci dei comuni di Solignano, Fornovo e Medesano, è stato richiesto agli stessi di verificare se, nei rispettivi territori, ci fosse la possibilità di realizzare un distaccamento provinciale. Il lavoro, nonostante nel frattempo fosse scoppiata la pandemia, non si è fermato e oggi sul tavolo di chi dovrà decidere, sono approdate le delibere dei Comuni di Medesano e Solignano, entrambi in lizza per la realizzazione dell’auspicato distaccamento.

Le aree papabili? Rispettivamente, Ramiola e Rubbiano. La posta in palio però è una sola. Chi la spunterà? E cosa dicono le carte? L’amministrazione di Medesano guidata da Michele Giovanelli, lo scorso 2 agosto ha approvato all’unanimità la delibera per Ramiola: l’area individuata è attualmente occupata da un impianto sportivo per la pratica del calcio a cinque all’aperto, dotato di edificio destinato a servizi e spogliatoi da recuperare nell’ambito dell’intervento in oggetto. Costo stimato dell’intervento, come si legge nella delibera, 1 milione e 615mila euro. Sulla scelta di Ramiola, però, non sono mancate le critiche. In particolare, la minoranza, benché abbia riconosciuto l’importanza della realizzazione della caserma sul territorio comunale, ha contestato la scelta di sacrificare il campo sportivo «vissuto da tutti come importante centro di aggregazione sociale». Dal verbale della seduta, si evince che il Comune continuerà a lavorare per portare il presidio sul territorio senza tuttavia trascurare la dotazione sportiva della frazione. Insomma, si ragiona anche su una soluzione alternativa, ferma restando «la necessità di intercettare i bandi di finanziamento», come aveva sottolineato nel suo intervento il sindaco Giovanelli. E in quel di Solignano, cosa dice la delibera votata invece a novembre del 2021? L’amministrazione guidata da Lorenzo Bonazzi ci sta lavorando da tre anni: nel 2019, dopo un sopralluogo ad hoc, venne trasmesso al ministero dell’Interno e al comandante provinciale dei Vigili del fuoco di Parma la proposta per la riqualificazione funzionale di un fabbricato esistente ubicato nel polo produttivo di Rubbiano. Idea però poi accantonata in favore di una struttura ex novo per svariati motivi strutturali e sismici.

L’attuale progetto, condiviso anche con l’importante comprensorio produttivo di Rubbiano, tra cui Barilla con i suoi due siti produttivi di prodotti da forno e sughi (quest’ultimo interessato da un nuovo recente ulteriore ampliamento) e approvato dalla giunta comunale, comporta un investimento presunto di 1 milione e 713mila euro circa. A dar mano forte al progetto di Solignano, i fondi con i quali il comune potrà finalmente mettere mano alle criticità che insistono sul ponte sul fiume Ceno, fonte di preoccupazione soprattutto per le aziende del polo produttivo di Rubbiano.

«La sola Barilla, che qui ha il più grosso stabilimento di sughi a livello europeo, se si dovesse fermare per la chiusura del ponte, avrebbe degli importanti effetti a ripercussione», ha detto in merito Bonazzi. Nuova caserma dei vigili e messa in sicurezza dell’infrastruttura, dunque, andrebbero di pari passo.

Monica Rossi

© Riproduzione riservata

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