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Parmigianità

Addio al coro «Cuàtor Stagión»

Addio al coro «Cuàtor Stagión»

di Lorenzo Sartorio

16 Gennaio 2022,03:01

Non solo ci ha cambiato la vita, ha causato e sta causando tantissime vittime e ci ha costretto ad abbandonare ogni tipo di rapporto sociale. Questo maledetto virus ha pure colpito vigliaccamente anche tante realtà culturali che sono state costrette alla resa come è accaduto al coro «Cuàtor Stagión» diretto dal maestro Maria Angela Bazoni.

L’avventura del coro femminile inizia una ventina d’anni fa grazie ad un gruppo di signore, «pramzani dal sas», che decisero di unire le loro voci per proporre gli antichi «cantari» della nostra gente. La grande svolta di questa formazione corale in «salsa rosa pramzana» è avvenuta con l’arrivo di Mariangela Bazoni che ha contribuito a portare nuova linfa al gruppo adattando celebri canti parmigiani per coro femminile ed arricchendolo di nuovi generi musicali.

Mariangela, ha iniziato all’età di 3 anni a calcare il palcoscenico e ha proseguito il suo percorso artistico-musicale diplomandosi in pianoforte al Conservatorio «G. Martini» di Bologna per poi diplomarsi in clavicembalo al Conservatorio «A. Boito» di Parma. Dopo aver conseguito i due diplomi ha iniziato la sua carriera concertistica ottenendo lusinghieri consensi. E’ stata un’ apprezzata docente della scuola media Parmigianino e ha fatto parte del «Coro del Teatro Regio». Molto stimata dal maestro della «Corale Vedi», l’indimenticato don Giorgio Zilioli, si è distinta nella «Scuola di canto Vincenzo Bellini» di Collecchio, dapprima, come pianista e, dopo la morte di Don Giorgio, come maestro del coro.

Ama cantare, suonare e recitare (soprattutto in dialetto parmigiano). Da vera «pramzana dal sas» è andata alla ricerca di poesie di poeti parmigiani da musicare realizzando partiture per coro femminile a 2 e a 3 voci su testi di famosi cantori del nostro vernacolo come: Luciano Porcari, Luigi Vicini, Fausto Bertozzi, Alfredo Zerbini, Franco Ferrari, Umberto Tamburini ed Umberto Ceci.

Le esibizioni del «Cuàtor Stagión» sono sempre state uno spettacolo nello spettacolo. Una realtà piena di fascino, charme, entusiasmo, ducale eleganza, amicizia e naturale ironia «pramzana». Una peculiarità culturale della formazione corale è stata la costituzione, in seno al coro, di un comitato scientifico (formato da alcune coriste molto preparate) che ha contribuito ad arricchire con ricerche mirate i brani interpretati, non solo per scoprirne le origini, ma anche per tutelare le nostre tradizioni. Tanti i successi conseguiti in città ma anche all’estero come a Worms nella «Sala Mozart», a Nizza, nella grande sala del Consolato Italiano con l’accompagnamento del maestro Corrado Medioli alla tastiera della sua magica fisarmonica e a Montecarlo nel prestigioso teatro dedicato alla principessa Grace.

Il coro ha avuto pure al suo fianco operatori culturali come Gian Carlo Gonizzi e fine dicitori come Enrico Maletti che ha impreziosito numerose esibizioni corali declamando brani dei nostri maggiori poeti dialettali. Indimenticabili le esibizioni del «Cuàtor Stagión » nell’Oratorio Sant’Ilario in occasione della ricorrenza del patrono sempre alla presenza di un folto pubblico.

I temi affrontati dal coro, in questi ultimi 14 anni di attività, sono sempre stati analizzati dal punto di vista letterario, musicale e storico. Un notevolissimo successo, ad esempio, è stato ottenuto dal concerto su temi musicali inerenti la «Grande Guerra 1915-1918» grazie alla preziosa collaborazione delle attrici Mirella Cenni ed Ursula Mezzadri e dello studioso Paolo Briganti. Un altro tema, molto apprezzato dal pubblico, è stato quello dedicato ai canti di lavoro e agli antichi mestieri.

«Colgo l’occasione - ha detto Mariangela Bazoni - per ringraziare, unitamente alle coriste, una donna straordinaria ed unica che si è sempre occupata delle pubbliche relazioni ma, soprattutto, ci ha coccolate, aiutate, incoraggiate e amate: Sarita De Rensis, amica unica e straordinariamente generosa. Desidero pure ringraziare le mie “ragazze“, come amo definirle, per avermi aiutata ad affrontare momenti bui della mia vita e per avermi resa molto orgogliosa per la disponibilità e professionalità da subito mostrate».

© Riproduzione riservata

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