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L'intervista

Elias Cobbaut non molla: «Lotteremo sino alla fine al fianco di Iachini»

Elias Cobbaut non molla: «Lotteremo sino alla fine al fianco di Iachini»

17 Gennaio 2022,03:01

Sandro Piovani

Partiamo dall'attualità: il Parma non gioca una gara ufficiale dal 19 dicembre scorso. Per un giocatore una sosta così lunga e inaspettata, a metà campionato, come si vive?
«Ovviamente per un calciatore non è bello passare da giocare ogni settimana a una pausa inaspettata di un mese. Ma bisogna affrontarlo e ce la stiamo cavando bene, abbiamo lavorato duramente ogni giorno in allenamento per essere migliori nella seconda parte di stagione».

La domanda che si fanno tutti è: questa pausa in ogni caso può aiutare il Parma dopo le difficoltà del girone d'andata?
«Sì, ora abbiamo più tempo per allenarci e lavorare su ciò che non abbiamo fatto bene nella prima parte di stagione. Anche per capire meglio i principi dell’allenatore e per conoscerci meglio fra di noi».

Come avete sfruttato queste settimane senza calcio giocato, con Iachini?
«Iachini è un allenatore a cui piace cogliere ogni opportunità per migliorarci sotto ogni aspetto difensivo e offensivo. All’inizio, quando è arrivato, non ha avuto molto tempo per conoscerci e lavorare con noi in allenamento, la prima settimana abbiamo giocato tre partite. Ma ora lavoriamo da due mesi con lui e stiamo migliorando molto. Stiamo iniziando a conoscerlo meglio e credo che anche per lui sia la stessa cosa».

Facciamo un passo indietro: cosa non ha funzionato con Maresca?
«Su che cosa non ha funzionato, non credo sia io che debba parlare. Ma la prima cosa per un calciatore, quando un allenatore viene licenziato, è guardarsi allo specchio e chiedersi che cosa hai fatto di sbagliato. Credo che Maresca abbia un modo di giocare che ha bisogno di tempo per essere compreso».

Quando lei ha firmato per il Parma, si aspettava tutte queste difficoltà?
«Devi aspettarti ogni scenario, personalmente per me è un nuovo campionato, un nuovo paese e un nuovo stile di gioco. E se devo essere onesto non conoscevo bene la serie B. Abbiamo anche molti nuovi calciatori che si stanno conoscendo fra loro».

L'obiettivo iniziale era quello di tornare in serie A: ci sono ancora le possibilità? I play-off potrebbero essere la strada giusta?
«Dobbiamo credere che fino a quando non sarà dimostrato che è impossibile, dobbiamo provarci. E in questo momento tutto è ancora possibile. Ma, in tutta onestà, sappiamo che dobbiamo fare un passo alla volta, curando ogni aspetto del lavoro sul campo e cercare di fare meglio la seconda parte di stagione. Con un obiettivo: cercare sempre di puntare al massimo».

Quanto è stato difficile, psicologicamente e tecnicamente, passare dal campionato belga alla B italiana?
«Tutto è nuovo, quindi devi trovare la tua strada nel gruppo e adattarti allo stile di gioco richiesto. Da quello che ho visto quest’anno, è un campionato in cui ogni squadra è vicina, c’è un grandissimo equilibrio, infatti abbiamo pareggiato 8 volte. Inoltre le partite sono sempre molto equilibrate, lo dicono i punteggi, 1-0, 0-1 o 1-1… Ma a me piace così, perché significa che devi combattere fino alla fine».

A novembre lei compirà 25 anni: con il Parma entra nell'età della maturità di un calciatore. cosa si aspetta da quest'altra metà di stagione?
«Come ho detto, il nostro obiettivo è migliorare ogni giorno in ogni aspetto. Non possiamo essere contenti in questo momento della posizione che occupiamo in classifica. Spero che potremo dare risultati migliori ai tifosi e alle persone che lavorano per il club e riportare il Parma nel posto dove merita di stare».

Al di là di questa stagione, spera di poter proseguire questa avventura italiana in maglia crociata?
«In questo momento mi sento bene al Parma, mi piacciono sia i “parmigiani” (si dice così giusto?) sia il club. Ma il futuro non è tutto nelle mie mani. Voglio godermi e concentrarmi per il resto della stagione e dopo vedremo cosa accadrà».

Non la conosciamo bene: come vive Cobbaut la nostra città, fuori dal calcio?
«Sto vivendo da solo qui, la mia ragazza sta ancora studiando e lavorando in Belgio. La mia famiglia e i miei amici, invece, mi vengono a trovare abbastanza spesso. Quando sono solo, gioco alla PlayStation o vado a fare una passeggiata ascoltando un po’ di musica».

La tavola?
«Il cibo qui è fantastico, mi piace il prosciutto di Parma. Quando torno in Belgio, a volte, porto il prosciutto di Parma e lo regalo alla mia famiglia».

Professionalmente, quali obiettivi ha in mente dal punto di vista personale?
«Personalmente l’obiettivo è giocare tante partite con questa maglia in questo stagione. E, ovviamente, riportare il Parma al suo posto, per ridare alle persone la gioia».

Con chi ha legato di più, con chi esce nel tempo libero?
«Simon, Daan, Bonny… fuori dal campo anche questi ragazzi sono soli qui. A volte andiamo a mangiare o facciamo shopping insieme. E’ bello passare del tempo con loro, così ci sentiamo meno soli».

© Riproduzione riservata

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