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Oltre la morte

Martina e Renat, le famiglie donano gli organi

Martina e Renat, le famiglie donano gli organi

18 Gennaio 2022,03:01

Due vite spezzate nel fiore degli anni, anzi prima ancora del loro sbocciare, due vite che rinascono in altre, che danno speranza a chi, senza trapianto, a sua volta avrebbe rischiato di morire. Le famiglie di Martina Karakash e di Renat Tonu hanno acconsentito al prelievo degli organi dei loro ragazzi morti con il ventunenne Joseph Venturini dopo l'incidente di sabato sera a Torrechiara.

Il primo aereo è ridecollato dal Giuseppe Verdi alle 13,30, un altro un paio di ore dopo. A bordo non c'erano solo le équipe incaricate del trasporto degli organi di Martina, ma anche la volontà della ragazza, il suo credo, il suo altruismo. Lei, sempre pronta a dare sostegno al prossimo, ora aiuterà con qualcosa di sé stessa destinato ad andare oltre i limiti del suo corpo. Anche oltre il dolore che ora stringe alla gola un'intera comunità.

Una vita troppo breve per spegnersi del tutto proseguirà in altre esistenze. Martina Karakach, morta diciassettenne (i 18 anni li avrebbe compiuti il prossimo 20 luglio), oltre che nel ricordo dei tanti amici del Pilastro, di Langhirano e Parma, dove frequentava l'istituto Vittorio Alfieri, sopravvivrà nell'esistenza di sconosciuti da ora in poi anche tutt'uno con lei. La scelta della donazione degli organi è stata presa dalla famiglia, ma è come se chi ha dato il proprio assenso si fosse fatto portavoce della stessa Martina. Quel sì alla vita, quel sì all'amore veniva da ancora più lontano.

«È quanto avrebbe voluto lei per prima» conferma un giovane amico. Difficile che a diciassette anni si pensi alla morte, o che lo si faccia anche nei suoi aspetti di dolorosa concretezza, ma una volta, parlandone con questo amico, lei avrebbe espresso questa volontà. Tutto torna, in una coerenza piena: rientra nelle caratteristiche di una ragazza definita da tutti generosa e tenace. Tenace in un altruismo che non vuole arrendersi nemmeno alla morte.

Grande è il riserbo, come sempre in questi casi, sulle destinazioni degli organi. Le cornee della ragazza dovrebbero restare a Parma o comunque all'interno dei confini della regione. Sembra che un rene sia partito alla volta di Padova e uno di Genova. Il fegato sarebbe invece stato preso in consegna da un'équipe romana. Sarebbe poi stato «splittato», ossia diviso, al Gemelli: la parte più grande sembra sia stata inviata a Bologna, per salvare un paziente in gravi condizioni. La parte più piccola, invece, sarà trapiantata a un bimbo affetto da un'insufficienza epatica tale da mettere a repentaglio la sua vita.

Nel tardo pomeriggio, intanto, si è concluso il periodo di osservazione sul corpo di Renat Tonu, perché si potesse procedere al prelievo anche degli organi del ragazzo. Già in nottata potrebbero essere stati trasportati nei centri che hanno in lista persone in attesa di trapianto.

rob.lon.

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