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IL PRIMARIO BARUSI

Partorire a Vaio ai tempi del Covid? «È sicuro, non si corrono pericoli»

Partorire a Vaio ai tempi del Covid? «È sicuro, non si corrono pericoli»

di Monica Rossi

18 Gennaio 2022,03:01

Diventare mamma al tempo del Covid: nonostante l’Istituto superiore di sanità, il ministero della salute e l’Organizzazione mondiale della sanità aggiornino costantemente le informazioni, i timori prendono spesso il sopravvento.

Galeotta, il più delle volte, un’informazione che, riportata da terzi e poi non verificata con i sanitari e gli specialisti che seguono la futura mamma, rischia di generare ansie non giustificate. Succede anche nel Parmense, tanto da spingere il direttore dell’Unità operativa complessa di Ginecologia e Ostetricia del presidio ospedaliero di Fidenza Lorenzo Barusi a lanciare un appello: «Venite tranquillamente all’ospedale di Vaio – dice infatti -: il reparto di Ostetricia e ginecologia è sicuro, Covid free e adottiamo tutte le precauzioni per garantire percorsi nascita sicuri per mamma e bimbo».

Insomma, negli ultimi mesi si è generata l’idea che l’ospedale di Vaio fosse tutto Covid: «Ma non è così», rimarca Barusi. Il centro hub per le donne in dolce attesa risultate positive al tampone, infatti, è il Maggiore di Parma. «Qui all’ospedale di Vaio, salvo casi sporadici di donne sì positive ma arrivate in fase già espulsiva e per le quali ovviamente non c’è il tempo di trasferirle a Parma, vengono accolte solo mamme negative al Coronavirus secondo un percorso preciso – spiega il direttore -. In fase di accesso, tutte le gravide vengono sottoposte a tampone e finché non arriva l’esito, aspettano in una zona d’attesa “grigia”. Dopodiché, se negative, accedono in reparto, nelle zone dette “bianche”».

Barusi poi ricorda che all’ospedale di Vaio nel 2021 sono stati effettuati 817 parti in totale sicurezza tanto per le mamme quanto per i piccoli nati. «A Fidenza abbiamo la pediatria neonatologica, tre sale parto e due stanze con isole neonatologiche adibite al parto sicuro». Anche per i futuri papà o il caregiver scelto dalla mamma in dolce attesa è possibile assistere al travaglio e al parto con tutte le precauzioni previste dalle indicazioni ministeriali e regionali. Per garantire ulteriore sicurezza, sono state però sospese le visite dopo la nascita. Insomma, se i papà possono stare accanto alla mamma durante il travaglio e il parto, una volta tornati a casa non possono accedere nuovamente in ospedale. L’attesa però è breve: dopo due giorni, infatti, di norma c’è la dimissione di mamma e piccolo e il papà li potrà riabbracciare davanti al reparto e portarli a casa».

Come ulteriore misura di sicurezza, sia le donne che i loro compagni devono indossare le mascherine. «Se le possono togliere solo le mamme nella fase attiva del parto», specifica Barusi, che ancora una volta rimarca: «A Vaio si è lavorato affinché tutti i percorsi siano i più sicuri per le donne e i loro piccoli».

© Riproduzione riservata

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