×
×
☰ MENU

Il ritratto

Renat, un leader vivace e intelligente

Renat, un leader vivace e intelligente

di Michele Ceparano

18 Gennaio 2022,03:01

«Era un ragazzo dai bei lineamenti, molto attento alla moda e particolarmente intelligente». Così Eugenia Piancastelli, l'ex insegnante di lettere di Renat Tonu, quando lui frequentava le medie alla Don Cavalli di via Montebello, ricorda il ventenne di origine moldava scomparso per le ferite riportate nel terribile schianto di sabato lungo la Massese, all'altezza di Torrechiara. Una strada troppe volte teatro di incidenti mortali.

Una tragedia in cui hanno perso la vita anche gli altri due suoi amici che si trovavano a bordo della stessa auto, il diciottenne parmigiano Josef Venturini e la diciassettenne Martina Karakach, residente al Pilastro.

Un episodio tremendo che non ha potuto non far tornare alla mente quello recentissimo di Calendasco, nel Piacentino, dove altri quattro giovani hanno anch'essi perso la vita in un incidente stradale. Tutti amici, proprio come Josef, Martina e Renat. E tutti strappati ai loro affetti troppo presto.

«Aveva stoffa - ricorda qualcun altro che ha conosciuto Renat ai tempi della Don Cavalli -, era “sveglio” e simpatico e sapeva farsi voler bene».

Aveva, inoltre, tanti amici, come si evince dando un'occhiata al suo profilo Instagram perché, in qualche modo, era un trascinatore. E sui social in tanti lo hanno ricordato in queste ultime ore.

«A scuola - prosegue il ricordo della professoressa Piancastelli che con lui aveva stabilito un rapporto di quelli che il tempo non cancella - ci teneva particolarmente a raggiungere dei buoni risultati».

In questo modo, aggiunge l'insegnante delle medie, «intendeva ricambiare il grande amore della sua famiglia, della madre e della sorella, sempre molto vicine a lui».

Ai tempi della Don Cavalli, Renat aveva anche una preferenza, una materia che gli interessava più delle altre, dove poteva far volare alta la sua fantasia.

«Gli piacevano particolarmente le materie umanistiche - conferma la sua ex insegnante - e desiderava l'approvazione degli insegnanti e dei compagni».

Come tanti ragazzi della sua età, fuori a volte poteva anche apparire duro, ma dentro era sensibile.

Era, infatti, spiega sempre la professoressa Piancastelli, anche «un leader, spesso nelle vesti di “rubacuori”. Come per tanti altri adolescenti, dietro a una corazza impenetrabile traspariva un animo bisognoso di affetto e dolce».

Ai tempi della scuola, ricordano ancora alla Don Cavalli, «amava passare il tempo assieme ai suoi amici, come è normale in quel periodo dell'adolescenza. Questi ragazzi si divertivano, infatti, con lo sport, la musica e la compagnia».

Come modo di fare «era educato - lo ricorda un vicino di casa sulla via Emilia -. Non era uno di quei giovani che quando ti incrociava, non ti salutava»

Dopo le scuole medie il ventenne tragicamente scomparso era tornato per un certo periodo in Moldavia, dove aveva aiutato i suoi nonni in campagna. In quei luoghi aveva trovato un mondo sicuramente più a misura d'uomo.

«Gli piacevano la natura e le cose semplici - spiega un'altra persona che lo conosceva - e in quel periodo nel Paese di origine della sua famiglia era stato bene».

Poi Renat era tornato a Parma dove voleva costruirsi un futuro. Tutto, però, si è fermato, per lui e i suoi due amici, sull'asfalto di una strada che porta verso l'Appennino, capolinea dei loro sogni di gioventù.

© Riproduzione riservata

Commenta la notizia

Comment

Condividi le tue opinioni su Gazzetta di Parma

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0

CRONACA DI PARMA

GUSTO

GOSSIP

ANIMALI