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Tragedia sulla Massese

Il papà di Joseph: «Ho vissuto per lui. Non meritava di morire così»

Il papà di Joseph: «Ho vissuto per lui. Non meritava di morire così»

di Mara Varoli

19 Gennaio 2022,03:01

«Ho vissuto per lui. Mio figlio non meritava di morire così: a 18 anni stava diventando uomo». Sono lacrime che non si asciugano, quelle del papà di Joseph. Perdere un figlio è disumano. E lui, Giampaolo Venturini, si raccomanda: «Raccontate la sua bontà».

Anche don Giovanni Coruzzi ha un filo di voce: «C'è solo da piangere». È il cuore di un'intera comunità ad essere pieno di dolore: la stessa che partecipa commossa al rosario per Joseph Venturini, morto nel tragico incidente di sabato sera. La piccola chiesa di Martorano non riesce a contenere tutti gli amici che non hanno voluto lasciare soli i familiari: il papà Giampaolo e la mamma Irmi.

«Mio figlio era generoso e disponibile con tutti - continua il papà di Joseph - e tutti gli volevano bene. Aveva tantissimi amici: li invitava sempre a casa e io ero tranquillo e felice, perché l'avevo qui con me». Non si può immaginare il risveglio dopo una tragedia così immane: «Joseph - ricorda papà Venturini - frequentava la quinta ragioneria e proprio venerdì mi aveva detto: "Io quest'anno ci vado volentieri a scuola: ho tanta voglia di imparare". Aveva 18 anni ma stava diventando un uomo e pensava al futuro». E i ricordi indelebili si rincorrono: «Era sensibile e molto educato. Mi aiutava tanto - sussurra papà Venturini -. Mi faceva sempre da mangiare: a Joseph piaceva cucinare». E poi lo sport e l'amore per gli animali: il suo cane Ciapo dorme ancora davanti alla porta della sua camera. Chiusa.

«Stasera si prega» prosegue don Coruzzi. Al rosario si prega per Joseph, ma anche per Martina e Renat, gli altri due ragazzi che hanno trovato la morte sulla Massese, all'incrocio con strada della Badia, all'altezza di Torrechiara. Martina Karakach aveva 17 anni e Renat Tonu 20. Le loro famiglie hanno acconsentito al prelievo degli organi, che daranno nuova vita ad altri giovani. Così, in questo senso, anche la bella Martina e il forte Renat continueranno ad essere tra noi, insieme alla memoria di chi ha avuto il privilegio di volergli bene nella loro breve esistenza. Che si è interrotta in quel modo assurdo e incomprensibile: «Non si può morire così. Non è giusto», scrive un amico sui social.

Ma le domande che non troveranno mai una vera risposta lasciano spazio alla preghiera: è il tempo dell'Ave Maria per Joseph. E del silenzio.

Joseph che viveva in quella bella casa di Martorano col papà e quegli amici che lui aiutava uno ad uno. Studente prossimo alla maturità, che non mollava mai: «Era sempre presente agli allenamenti», aveva dichiarato Pietro Bongiovanni della Virtus. Un centrocampista che non amava solo il calcio ma anche il judo: «Un compagno e un atleta» era per l'Inzani Isomec Parma. La sezione Judo ha infatti scritto nel necrologio: «Ricorderemo sempre la parte di questo viaggio che abbiamo percorso insieme, proseguiremo senza arrenderci con il tuo ricordo saldo nella nostra memoria lungo la strada che ci ha fatto incontrare. Non ci hai lasciati soli, continueremo ad allenarci, insieme».

Joseph era in quinta ragioneria e le medie le aveva fatte al Maria Luigia, la scuola che gli era rimasta dentro: «Era un ragazzo intelligente, sensibile e interessato ad approfondire gli argomenti letterari e storici, arricchendoli con spunti di attualità - sottolinea la prof Alessandra Ghinelli -. Joseph era sempre aggiornato e curioso. Disponibile a dare un aiuto a chi aveva bisogno, mantenendo il suo sorriso e il suo entusiasmo anche nei momenti difficili. Ricordo il suo interesse e la sua partecipazione nel preparare uno spettacolo teatrale sulla Divina Commedia, opera che lo aveva appassionato particolarmente. Joseph era dolce e affettuoso, sapeva dare tanto a tutti, in particolare a chi riusciva a conquistare la sua fiducia».

«In questi giorni - conclude la prof Ghinelli - i docenti e il personale scolastico del Maria Luigia sono sgomenti e increduli per la sua tragica scomparsa». Come hanno scritto gli ex compagni di classe delle medie: «Joseph, amico di tutti noi, il tuo sorriso ti contraddistingueva e non lo dimenticheremo mai. Tre anni trascorsi insieme a condividere momenti di felicità e spensieratezza, ora non ci rimane che solo il ricordo di gioia legato a te e un dolore enorme dentro il cuore. Ciao Joseph, speriamo che i nostri pensieri arrivino fin lassù».

© Riproduzione riservata

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commenti 1
  • Gu.sco

    19 Gennaio 2022 - 13:00

    Purtroppo è proprio così un dolore disumano,le lacrime si asciugano, ma il cuore non si riprenderà mai più dal dolore e non ci sono parole che possano dare conforto. Solo Dio!

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