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Il ristorante di via Del Bono

Chiude il Tramezzo: i titolari si trasferiscono in Finlandia

Chiude il Tramezzo: i titolari si trasferiscono in Finlandia

di Luca Pelagatti

22 Gennaio 2022,03:01

Chissà come si spiegano i tortelli di erbetta ad un lappone. O come si può fare capire, a chi ha un cielo di aurore boreali, che prosciutto crudo e Parmigiano, a casa nostra, non sono solo cose che si mangiano. Ma, piuttosto, frammenti di Dna, tessere fondamentali di quel puzzle di sapori che è il nostro piccolo mondo tanto antico. Un po' come le pietre del duomo, la nebbia sul Po, l'afa dei borghi d'agosto. O come il Va pensiero. Con una sola differenza: senti quello e vien giù il teatro. Mastichi questi e ti si apre il cuore.

«Ecco, la nostra sfida allora starà proprio in questo: fare da ambasciatori dei migliori sapori italiani nel grande nord», spiega Filippo Bertolotti, titolare del ristorante “Tramezzo” di via Del Bono. Tra dieci giorni il locale chiuderà dopo 47 anni. Inutile girarci intorno: a pensarci, per un parmigiano che c'ha mangiato e l'ha amato, viene un po' di magone.

«Invece, per me e mia moglie Marta, è l'inizio di una nuova sfida in cui crediamo molto. Dopo il covid il mondo è cambiato. E così noi abbiamo deciso di cambiare anche il nostro punto di vista nel mondo».

Uno spostamento, per la precisione, di 2433 chilometri in direzione di Oulu, una città di 200mila abitanti sul golfo di Botnia, in Finlandia. Nel 2026 sarà la Capitale europea della cultura. Ma, intanto, il Circolo polare artico è solo 200 km più a nord e a gennaio si viaggia a -17.

«Si tratta di una decisione presa con piena convinzione – proseguono Filippo e Marta, uniti nella vita e nel lavoro: lei in cucina e lui in sala. - Da sempre amiamo i paesi del nord. Qui a Parma avevamo una realtà avviata, forte, con una lunga storia come il “Tramezzo”. Ma abbiamo deciso di scegliere uno stile di vita differente: credendo in un paese che fa molto per sostenere la famiglia, per offrire una qualità di esistenza diversa».

Già, il welfare a quelle latitudini è tutta un'altra cosa: lo Stato è meno despota e più un amico, il Comune sta dalla parte degli imprenditori e già adesso negli uffici del municipio di Oulu, ancora prima del loro trasferimento, si stanno facendo in quattro per aiutarli ad ingranare. Forse, viene da pensare, pregustano i sapori della Food Valley.

«Il nostro progetto è quello di aprire un locale molto diverso da quello che era il “Tramezzo” – raccontano quasi in coro. - Questo perché le abitudini sono molto differenti e noi non vogliamo certo fare un locale che sia l'ennesima fotocopia del solito ristorante italiano nel mondo».

No, l'idea è quella di una gastronomia di alta qualità con un angolo caffetteria e uno spazio per le degustazioni. E un menù che bilanci il meglio di nord e sud. «Porteremo con noi i prodotti dei nostri fornitori selezionati e li sposeremo al meglio che offre il mercato locale. Con alcuni classici che non possono mancare».

Le alici, per capirci, saranno quelle pescate nel mare gelato ma lavorate con il calore del Mediterraneo, il salmone quello locale ma reso speciale da chi conosce la tradizione del Mare Nostrum. E i tortelli saranno tirati al momento: su certe cose, pure sottozero, non si può scherzare.

«Anche la scelta di Oulu non è casuale: è una città giovane che si sta sviluppando così come noi siamo una giovane famiglia che vuole ampliarsi: ora il nostro bambino ha due anni e vorremmo non rimanesse figlio unico. E che crescesse come un finlandese». Si, tanto ci sarà sempre, da qualche parte in fondo alla coscienza, quel codice tricolore che fa la differenza. Soprattutto quando si parla di cucina. E in questo caso il gene è quella del «Tramezzo», il ristorante fondato negli anni '70 da Ugo, il padre di Filippo, e che ha accolto un paio di generazioni di clienti affezionati. Di locali ce ne sono tanti: ma quello ha sempre avuto qualcosa di speciale. «Cosa sarà del ristorante? Ancora nulla è deciso - spiega Ugo Bertolotti. - Nelle prossime settimane decideremo. Ma non vorrei che il nome e la storia del locale andassero perdute». Si vedrà, quindi. Intanto, però, Filippo e Marta contano le ore, ripassano le prossime mosse. Il giorno della partenza si avvicina e sono tante le cose a cui pensare. «Una pagina si chiude e ad aprile vogliamo inaugurare il nuovo locale». Quel giorno si brinderà con una bottiglia di bollicine italiane. Chissà perché siamo certi che anche il lappone più scontroso alla fine si troverà a sorridere.

© Riproduzione riservata

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commenti 1
  • marcuse2000

    22 Gennaio 2022 - 21:30

    Renna marinata al posto delle prelibatezze parmigiane. Deminutio capitis.

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