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IL PROGETTO

Ecco come sarà il nuovo Tardini: parcheggi, negozi e rastrelliere

Ecco come sarà il nuovo Tardini: parcheggi, negozi e rastrelliere

22 Gennaio 2022,03:01

Un parcheggio per un quartiere che soffre a causa della mancanza di posti auto, rastrelliere per tutti quelli che vanno a vedere la partita in bicicletta e negozi, giusto per offrire un servizio in più. Anche se il protagonista principale resterà lo sport.

Il Parma Calcio ha presentato una corposa documentazione che permette di capire meglio la fisionomia del Tardini dopo l'intervento di riqualificazione proposto dalla società. Il chiarimento arriva a pochi giorni dal dibattito di lunedì, quando in consiglio comunale verrà discussa la delibera relativa alla dichiarazione di pubblica utilità del progetto.

Per essere precisi, quello che il Parma ha presentato a inizio maggio 2021 è uno studio di fattibilità. Il progetto definitivo, insieme al Piano economico finanziario asseverato, arriverà solo se il consiglio accenderà il disco verde davanti alla delibera sul pubblico interesse.

Lo stadio non si sposta
Il primo punto fermo del documento scritto da Stefano Perrone, procuratore speciale del Parma, riguarda la localizzazione dello stadio. «La scrivente società non ritiene di investire in impianti sportivi diversi dall’attuale struttura, tanto più che la legge, in coerenza con l’indirizzo nazionale e regionale sul contenimento del consumo del suolo, indica quale scelta prioritaria quella di intervenire sugli impianti esistenti», scrive il Parma Calcio. Se il Comune volesse costruire uno stadio in un altro luogo, dovrà farlo «a proprie cure e spese».

Zona trafficata
Il nuovo stadio non aumenterà il traffico in questa zona nevralgica della città. «Le questioni relative all’afflusso di persone sono da sempre esistenti e di certo non riferibili alla ristrutturazione della struttura sportiva proposta dalla scrivente società».

Pochi negozi
Il Tardini non verrà stravolto in un centro commerciale. Il protagonista resterà lo sport e ai negozi verrà lasciato uno spazio marginale. «Asserzioni in ordine ad una ipotetica “speculazione immobiliare” sono frutto di una non conoscenza del progetto poiché le superfici di vendita ipotizzate sono veramente minimali», garantisce il Parma.

Parcheggi e rastrelliere
Lo studio di fattibilità prevede «un parcheggio pubblico a rotazione in coerenza con il piano urbano della mobilità che indica una non piccola carenza di parcheggi nella zona in questione».

Oltre ai posti auto è prevista la realizzazione «di molteplici stalli per il deposito di biciclette onde evitare l’attuale caotica situazione». Le rastrelliere risparmieranno ai tifosi la ricerca di un palo o di una ringhiera a cui incatenare la bicicletta.

Una nuova piazza
Davanti al Tardini sorgerà una nuova piazza. «È prevista l’apertura dello spazio antistante lo stadio per ridare ai cittadini l’utilizzo di una area inutilizzata da decenni e che, nei giorni delle partite, ridurrà lo stazionamento delle persone (in attesa di accedere allo stadio per i necessari controlli di sicurezza)» lungo le vie vicine.

Motore di sviluppo
Lo stadio non è solo il luogo in cui si giocano le partite. Al contrario, può diventare un motore di sviluppo economico, turistico ed occupazionale per la città che lo ospita. «Uno stadio confortevole ed attrattivo, unitamente alle molteplici bellezze della splendida città di Parma, costituisce elemento di attrattività-ospitalità idoneo a richiamare in città molteplici persone, con evidenti benefici per l’economia cittadina (i tifosi e gli altri avventori pernottano, fanno shopping, visitano i musei, vanno al ristorante)», scrive il Parma. E questo flusso di visitatori sarebbe garantito «sia in occasione degli eventi sportivi che di altre manifestazioni culturali o di pubblico spettacolo». Gli sportivi e non solo, prosegue la società, «generano occupazione e costituiscono altresì un volano per tutto il sistema economico del territorio di riferimento nel senso più ampio».

Vetrina per Parma
Lo sport, ed il calcio in particolare, «è un veicolo universale per pubblicizzare non solo una squadra ma tutta la città di appartenenza». Gli investimenti fatti dalla nuova proprietà del Parma vanno nella direzione di «allestire nel tempo una squadra di calcio competitiva che possa veicolare il nome di Parma nel mondo e possa dare grandi soddisfazioni ai tifosi»

Investimenti e rilancio
Il Piano economico finanziario allegato allo studio di fattibilità - «anche se quello che conterà sarà il Pef asseverato che verrà presentato attivando la fase decisoria» – per il Parma «conferma la volontà della proprietà di investire rilevanti risorse proprio nel progetto della ristrutturazione dello stadio Tardini, il che attesta la piena convinzione in ordine alla validità del progetto, anche solo in base all’elementare considerazione che, di certo, nessuno investirebbe decine di milioni di euro di capitale proprio se non credesse nella validità del progetto stesso».

Verso il «definitivo»
Cosa accadrà dopo il consiglio comunale di lunedì? Se l'aula approverà la delibera sulla pubblica utilità dell'opera, prenderà il via l'iter per la presentazione del progetto definitivo del nuovo stadio. «A seguito della successiva presentazione del progetto definitivo e del Pef asseverato (oltre che di tutta l’altra documentazione necessaria, ivi inclusa la bozza di convenzione ed i contratti collegati – in particolare con la società sportiva prevalentemente utilizzatrice dell’impianto) il Comune ha il potere-dovere di decidere se approvare o meno il progetto e la proposta».

A decidere è il consiglio
​Ma chi è chiamato ad approvare il progetto definitivo? Il Parma afferma: «Si ritiene che competente a decidere al termine della fase decisoria sia il consiglio comunale, quanto meno perché si tratta dell’organo competente a decidere il piano triennale delle opere pubbliche nonché la costituzione o meno di diritti reali su beni pubblici (quale è lo stadio Tardini)».

Il nodo dei requisiti
Quando si parla di progetto definitivo, «il proponente deve avere i requisiti del concessionario (anche solo patrimoniali ed economico finanziari) e, come detto, il Pef deve necessariamente essere asseverato da un soggetto terzo il quale, con tale asseverazione, deve attestarne congruità e sostenibilità». In caso di via libera al progetto definitivo, in fase di gara «il proponente assume la qualità di promotore ed è obbligatorio indire una gara pubblica poiché altri soggetti potrebbero essere interessati ad eseguire l’intervento, formulando proposte più vantaggiose» per il Comune. Anche se il diritto di prelazione è a favore del promotore.

© Riproduzione riservata

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commenti 1
  • Oppilif Izzotreb

    22 Gennaio 2022 - 08:32

    Fondamentali, le rastrelliere, a lenire il disagio dei residenti per 2/4 anni di lavori edili e per il traffico che questo mostro genererà.

    Rispondi

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