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SORBOLO

L'allegria di Filippo Busato si è spenta a soli 47 anni

L'allegria di Filippo Busato si è spenta a soli 47 anni

di Christian Marchi

23 Gennaio 2022,03:01

Sorbolo Altruista, generoso e vivace. Era così Filippo Busato, per gli amici «Buso», morto giovedì sera a 47 anni dopo una lunga malattia che alla fine ha avuto il sopravvento.

Filippo era molto conosciuto a Sorbolo: alla sua morte, nonostante non abitasse più in paese dal 2010, un gran numero di compaesani hanno voluto lasciare sui social un messaggio di cordoglio e affetto, anche per l’amicizia con i suoi genitori Aroldo e Maria Giovanna, pure loro conosciutissimi.

Trasferito con la famiglia a Sorbolo nel 1986 dalla provincia di Vicenza, Filippo ha iniziato a frequentare le medie e l’ambiente sportivo del paese, soprattutto quello della pallavolo e del baseball. Diplomato al liceo Ulivi, ha subito iniziato a lavorare, prima come facchino, poi approdando alla Magic, quindi alla Fracm di Brescello e, in ultimo, in una multinazionale del tessile a Treviso. Lì, ha conosciuto e sposato Chiara, con cui nel 2018 ha avuto suo figlio Luca.

«Filippo è sempre stato un marito meraviglioso, nonostante abbiamo vissuto distanti dal 2007 al 2018 – ha ricordato la moglie Chiara –. Ci vedevamo ogni weekend: non mi ha fatto mai mancare nulla. È stato un papà sempre presente per il suo piccolo. Ci faceva sempre ridere».

La giovinezza a Sorbolo è stata spensierata: «Siamo stati molto uniti soprattutto nella squadra Under 18 della pallavolo – hanno spiegato gli amici –, fino ai 20 anni. Con questo suo carattere sopra le righe, era per noi una “bomba a mano”. Sempre divertente, le giornate con lui potevano prendere connotazioni imprevedibili. Nella compagnia, era un vero trascinatore. L’abbiamo conosciuto nello Sci Club, dove dimostrava già le sue grandi doti da sciatore professionista».

«Ci siamo sentiti spesso negli ultimi mesi – ha concluso il sindaco di Sorbolo Mezzani Nicola Cesari –, per confrontarci sui temi della pandemia e della politica. Gli insegnamenti dei tuoi genitori, ben rappresentati nel tuo carattere, erano le tue qualità migliori: il rispetto della divisa e per le istituzioni, la voglia di fare festa, stare in compagnia e il tuo spirito dinamico. Lascerai un grande vuoto».

Christian Marchi

© Riproduzione riservata

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