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La pandemia riduce i posti letto nei dormitori di Parma

La pandemia riduce i posti letto nei dormitori di Parma

di Luca Molinari

25 Gennaio 2022,03:01

Il Covid ha rivoluzionato anche l'accesso ai dormitori per i senzatetto.

In città Comune e Caritas hanno riorganizzato i propri servizi per venire incontro alle necessità dei bisognosi, riducendo al minimo il rischio di contagio.

Nelle strutture di entrambe le realtà sono stati ridotti i posti disponibili (comunque sufficienti per rispondere all'emergenza freddo e ai bisogni che emergono durante il resto dell'anno), per garantire maggiori spazi agli ospiti. Gli operatori delle strutture misurano le temperature all’ingresso e ad hanno istituito dei pre-triage per valutare gli eventuali sintomi dei senzatetto, prima del loro ingresso in dormitorio. La Caritas inoltre, a differenza del Comune, effettua regolarmente dei tamponi tra gli ospiti per ridurre al minimo il rischio di contagio. E' stato anche realizzato uno spazio ad hoc all'interno del dormitorio maschile di borgo XX Marzo, per gestire nella massima sicurezza eventuali situazioni di emergenza.

Si tratta di una stanza con bagno, non collegata alle altre, in cui è possibile ospitare i senzatetto a qualsiasi ora del giorno e della notte, senza dover prima fare un tampone per controllarne l'eventuale positività.

Gli spazi messi a disposizione in città, per uomini, donne e anche famiglie senzatetto sono oltre una cinquantina tra Caritas e Comune. Al momento non tutti i posti sono occupati e la gestione dell'emergenza freddo non sta riscontrando particolari criticità.

«La situazione è stabile e non riscontriamo emergenze - conferma Laura Rossi, assessore al Welfare -. Fin dall'inizio dell'emergenza Covid abbiamo ridotto i posti del Cant (Casa di accoglienza notturna temporanea ndr), aprendo per tutta l'estate anche il dormitorio invernale del Cornocchio, evitando così qualsiasi tipo di sovraffollamento. Da parte nostra non facciamo tamponi agli ospiti, ma misuriamo la loro temperatura all'ingresso. Al momento stiamo riuscendo a gestire al meglio la situazione anche grazie al servizio di accoglienza spontanea e gratuita dell'associazione “La corte dei miracoli” di via Toscana».

La Caritas, nel campo dell'accoglienza, è sempre in prima linea.

«Durante l'Avvento del 2020 - spiega Maria Cecilia Scaffardi, direttrice della Caritas diocesana - abbiamo promosso la realizzazione di uno spazio ad hoc nel dormitorio di via XX Marzo da utilizzare per le situazioni di emergenza. Prima di accogliere le persone nei dormitori facciamo un tampone, ma a volte non è possibile farlo nell'immediatezza. Questo nuovo spazio ci serve per rispondere a bisogni di emergenza, ma soprattutto, a non lasciare nessuno senza risposte. In qualsiasi momento possiamo accogliere una persona. Al suo interno è stato realizzato anche un bagno, per evitare qualsiasi tipo di contatto con gli altri ospiti».

Oltre ai dormitori, Caritas ha a disposizione altri spazi in una struttura in comodato, dove è possibile dare accoglienza anche ad intere famiglie. Si tratta di alloggi temporanei, ma che riescono a rispondere ad eventuali bisogni momentanei.

Preoccupa molto invece lo sblocco degli sfratti. «Si tratta di un'emergenza - commenta Maria Cecilia Scaffardi - che necessita di risposte di fondo: non ci si deve limitare a tamponare un bisogno nell'immediatezza».

© Riproduzione riservata

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