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La parola ai baristi

Nessun aumento per la tazzina di caffè: «I clienti non capirebbero»

Nessun aumento per la tazzina di caffè: «I clienti non capirebbero»

di Giovanna Pavesi

25 Gennaio 2022,03:01

«In questo momento non prevediamo di aumentare il caffè, che qui costa 1 euro, ma vedremo quanto e come si alzeranno i costi. Da giovani cerchiamo di dare il nostro contributo, anche se non sempre veniamo ripagati».

L’obiettivo di Fatjon Zylyftari, da qualche mese dietro al bancone del «Bar Aurora» di via XXII Luglio, è quello di provare a conciliare le sue esigenze di esercente con quelle della clientela, nonostante l’innalzamento dei prezzi delle materie prime e i rincari delle bollette.

Non è semplice, soprattutto perché l’attività è stata avviata da pochi mesi, ma per il barista è necessario un «aiuto reciproco» con gli avventori. Perché se è vero che il costo del caffè sta aumentando, così come quello di latte, zucchero, cacao ed energia, ogni titolare si muove tra equilibri diversi.

Iolanda Savazzi, per esempio, che gestisce insieme al marito il «Bar Giacomo» di via Angelo Mazza, non ha dubbi: il caffè resta a 1 euro, almeno per il momento. «Siccome nel nostro locale non abbiamo dipendenti, abbiamo intenzione di tenere questo prezzo, anche se sarà necessario vedere come andrà nei fatti, cercando di capire come e in che termini saranno gli aumenti – conferma, sottolineando come, anche a causa del periodo, le frequentazioni nel locale sono diminuite -. Non ci sono persone in giro in questo momento ed è anche vero che gli aumenti delle materie prime riguardano poi tutti: se crescono caffè e bollette le persone devono fare i conti con i loro stipendi. Infatti, in questa fase, sono pochi coloro che fanno la colazione fuori, sia perché ci sono famiglie intere chiuse in casa per il Covid-19, sia perché la situazione rende le cose complicate».

Ornelia Monticelli, del «Cafè Chagall», in strada Cairoli, ammette qualche incertezza: «Noi facciamo pagare il caffè 1.10 euro e non sapendo ancora in che modo cresceranno i costi cerchiamo di capire come adeguarci, ma da qualche parte bisogna recuperare le spese. Sicuramente lascerò le brioches a 1 euro, visto che il pasticcere a me non le ha aumentate».

«L’aumento? Saremo costretti ma, per quanto mi riguarda, la causa sarà più il costo dell’energia, visto che, per ora, l’unico prodotto cresciuto di prezzo, per me, è il vino – spiega Robert Ferrato, del «V-Bar natural», in borgo del Parmigianino -. Per ora, il caffè costa 1.10, ma tra febbraio e marzo andrà a 1.20 e anche per le colazioni l’aumento andrà di conseguenza. Cosa dicono i clienti? In questo sono comprensivi».

Al bancone del suo locale, un avventore conferma: «Non mi disturba pagare 10 centesimi in più il caffè. Trovo singolare che si registrino questi aumenti all’indomani dell’arrivo di tutti questi miliardi (il Piano nazionale di ripresa e resilienza, ndr)».

Come Ferrato, anche Nazareno Reina, titolare di «Le Lab» in via Garibaldi, dal 1° febbraio farà pagare il caffè ai suoi clienti 1.20.

«Il problema esiste: c’è già pochissima gente e il timore è che i clienti calino ancora, perché se l’aumento sull’espresso è poco, bisogna considerare tutto il resto – racconta -. E se non credo rinunceranno al caffè al bar, magari non prenderanno più la brioche. Anche se una persona singola, probabilmente, non si accorge nemmeno del rincaro, la questione cambia per le famiglie, per le quali 3 o 4 euro in più, in totale, potrebbero incidere».

Matteo Anceschi, che gestisce il «Bar Torrefazione Anceschi», ha iniziato a far pagare l’espresso 1.10 a novembre, per necessità.

«Eravamo tra i pochissimi ad averlo lasciato a 1 euro e abbiamo deciso di aumentarlo, al di là della questione delle spese e dei rincari, anche se il tema esiste: il caffè crudo costa il 30% in più, poi ci sono anche le bollette – conferma -. Il timore di dover far crescere i prezzi c’è e sembra ormai più una certezza. Ciò che non trovo giusto è che si lasci ai baristi la gestione della spiegazione di questi rincari ai clienti, che spesso non capiscono e che non sempre hanno la cultura del caffè di qualità».

© Riproduzione riservata

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