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Preleva con il bancomat di un paziente: infermiere patteggia

Preleva con il bancomat di un paziente: infermiere patteggia

di Roberto Longoni

26 Gennaio 2022,03:01

Ai prelievi del sangue, effettuati per controllare la salute di un paziente, durante il ricovero se ne aggiunsero altri: di denaro dal suo conto corrente, mentre l'uomo era immobile in un letto dell'ospedale. Per questa vicenda un infermiere quarantenne ha patteggiato davanti al Gup otto mesi e 20 giorni e una multa di 300 euro, con pena sospesa.

La storia risale all'incirca a un anno fa, quando un settantenne parmigiano dovette trascorrere un periodo ricoverato in ospedale. Non avendone bisogno, e per non lasciarlo nel comodino, consegnò il proprio portafogli, con carta di credito e bancomat. Tutto finì nella cassaforte nella quale sono custoditi i farmaci che possono fare più gola anche a chi volesse farne l'uso sbagliato.

Lì dentro i valori del paziente sarebbero stati al sicuro, se non fosse stato che in quel periodo un infermiere del reparto era con l'acqua alla gola. Lui, dalla fedina penale immacolata fino a quel momento, davanti alla «tentazione» del portafogli non seppe resistere. Un giorno si mise in tasca il bancomat: scoperto in qualche modo il pin, effettuò un primo prelievo. Partì per così dire piano, con 100 euro. Poi, con una seconda operazione, intascò gli altri 400 per arrivare al plafond giornaliero di 500. Altri 500 li ritirò il giorno seguente e la stessa cifra la prelevò prima di rimettere a posto il bancomat. In tutto, si mise in tasca 1.500 euro.

Fu la moglie del degente ad accorgersi dell'ammanco, da un estratto conto. Il bancomat non era stato rubato: a quel punto era facile sospettare che fosse stato solo «preso in prestito» dalla cassaforte. Fu sporta denuncia, e i carabinieri cominciarono a indagare. Fondamentali nell'inchiesta furono le registrazioni delle telecamere di sorveglianza degli sportelli automatici dai quali erano state effettuate le operazioni. Ben presto, i sospetti si concentrarono sul 40enne infermiere.

Messo alle strette, l'uomo ammise subito il proprio errore. Fu lui stesso ad accompagnare i carabinieri in cantina, dopo che la perquisizione dell'appartamento nel quale vive con la propria famiglia aveva dato esito negativo: da un angolo tirò fuori una felpa all'interno della quale si trovavano 500 euro. «Ecco, è tutto quello che mi rimane di quanto ho preso a quel signore» disse, allungando le banconote ai militari.

Fin da subito, l'uomo si disse pentito e mortificato. Spiegò di aver agito per serie difficoltà familiari, ma senza sminuire la gravità del proprio errore. Aggiunse che cercare di risarcire fino all'ultimo euro il paziente derubato sarebbe stato il suo principale obiettivo. Anche se i guai che aveva già prima difficilmente si saranno alleggeriti. A carico del dipendente «infedele» è scattata, come è inevitabile in questi casi, la sospensione da parte dell'Azienda ospedaliera.

© Riproduzione riservata

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