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Boom di ricoveri tra i bambini. Sono 39 dall'inizio del nuovo anno. Più colpiti i neonati

Boom di ricoveri tra i bambini. Sono 39 dall'inizio del nuovo anno. Più colpiti i neonati

di Luca Molinari

27 Gennaio 2022,03:01

Trentanove ricoveri di bambini per Covid in ventisei giorni. Basta un dato per capire che il coronavirus non fa sconti a nessuno, nemmeno ai più piccoli. A fare il punto della situazione sulle degenze per Covid all'ospedale dei bambini Pietro Barilla è il dottor Icilio Dodi, direttore della Pediatria generale e d'urgenza e dell'infettivologia pediatrica.

Cinque bimbi ricoverati

«La nuova variante Omicron - spiega - è molto contagiosa e ha determinato un forte aumento dei ricoveri in età pediatrica su tutto il territorio nazionale. Qui a Parma attualmente abbiamo cinque ricoverati. L'età varia molto e va da 23 giorni a 17 anni. In generale, la maggior parte dei ricoveri riguarda i bambini più piccoli, solitamente sotto l'anno di età».

Dal primo gennaio sono stati effettuati trentanove ricoveri pediatrici. «Nel conteggio non ci sono soltanto degenti con febbre e difficoltà respiratorie - prosegue - ma anche le positività riscontrate per accessi legati a traumi, interventi chirurgici e altre patologie. In ogni caso, si tratta di numeri significativi. Basti pensare che dall'inizio della pandemia alla fine dello scorso anno i ricoveri pediatrici sono stati in totale 125. Di fatto, in un mese, abbiamo registrato un terzo dei ricoveri degli ultimi due anni».

Al momento non ci sono bambini ricoverati in rianimazione. «Soltanto all'inizio della pandemia alcuni bimbi affetti da sindrome infiammatoria multisistemica sono stati ricoverati in rianimazione - precisa Dodi - . Si tratta infatti di casi estremamente rari, con cui abbiamo dovuto fare i conti pochissime volte a livello locale».

L'aumento della contagiosità e della diffusione del Covid ha portato, come conseguenza, a un calo delle bronchioliti e ha smorzato l'epidemia influenzale. «Le misure di protezione individuale - osserva Dodi - ma anche il gran numero di classi in quarantena per la forte diffusione del Covid, hanno contenuto i casi di influenza e di altre patologie».

«Raggiunto il picco»

La prudenza è d'obbligo, ma «l'impressione - rimarca Dodi - è quella di avere raggiunto il picco. Da qui in avanti dovremmo assistere a una diminuzione dei casi».

Al momento in ospedale la situazione rimane gestibile. «La collaborazione con i colleghi del territorio è molto buona - conferma Dodi -. Se le condizioni di salute lo permettono, cerchiamo di lasciare il ricovero come ultima opzione. L'ospedale dei bambini può comunque contare su stanze di isolamento singolo ottimali per poter lavorare in sicurezza».

«Vaccino fondamentale»

«Assistiamo a un forte aumento dei casi di positività tra bambini e adolescenti - dichiara Susanna Esposito, direttore della Clinica pediatrica all'ospedale Pietro Barilla dell'Azienda ospedaliero-universitaria -. Questo dimostra ancora una volta l'importanza della vaccinazione, anche per proteggere i più piccoli dal rischio di un eventuale ricovero».

E' dello stesso avviso Icilio Dodi: «La vaccinazione rimane la strada maestra da seguire per uscire dall'emergenza - conclude -. I rischi per i bambini sono davvero minimi, mentre le complicanze per chi contrae la malattia possono essere molto gravi».

Luca Molinari

© Riproduzione riservata

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